#nuovoMEI2015: il Presidente Sangiorgi racconta la manifestazione, «una vetrina del nuovo che avanza in musica»

Come da vent’anni a questa parte, l’inizio di ottobre coincide con il Meeting delle Etichette Indipendenti (MEI), la più importante manifestazione dedicata alla nuova scena musicale indipendente italiana. E per l’edizione 2015 l’evento si annuncia rinnovato in termini di appeal social (hashtag ufficiale #nuovoMEI2015), proponendosi in maniera ancor più multidisciplinare del passato.

Dopo l’anteprima l’1 e il 2 ottobre con la finale del MEI Superstage, il MEI si svolgerà ufficialmente il 3 e 4 ottobre con una serie di incontri, eventi e performance live in quel di Faenza. In calendario anche le cerimonie di consegna dei seguenti premi:Premio Freak – Sono un ribelle mamma!, Targa Mei Musicletter ExitWellPremio Miglior Artista Indipendente dell’Anno, PIVI e i premi ai migliori Festival. Il Presidente Giordano Sangiorgi ci ha raccontato come sarà il #nuovoMEI2015.

Logo MEIL’autunno porta con sé l’appuntamento con il MEI. Quali saranno gli eventi principali  dell’edizione 2015 e quali obiettivi vi siete proposti?

Il primo #nuovoMEI2015 si svolgerà dall’1 al 4 ottobre a Faenza (Ravenna). Anche quest’anno il MEI riunirà artisti emergenti, realtà discografiche, festival ed operatori del settore musicale italiano con live, esposizioni, workshop didattici, convegni e la premiazione delle migliori realtà indie italiane: una vera e propria grande vetrina della nuova scena musicale emergente del nostro paese.
L’1 e il 2 ottobre si svolgerà l’anteprima della manifestazione – con la finale del MEI Superstage, concorso rivolto agli artisti emergenti – mentre il 3 e il 4 ottobre sarà il momento del Super MEI Circus. L’evento centrale sarà la Nuova Notte Bianca, il 3 ottobre con live in oltre 30 spazi della città, e contemporaneamentein Piazza del Popolo il grande concerto organizzato incollaborazione con iCompany.

Come ogni evento che si rispetti nella società 2.0 viene lanciato anche l’hashtag ufficiale, #nuovoMEI2015: in cosa sarà nuovo il prossimo MEI e cosa invece conserva della sua storia?

Tra le novità ci sono il Nuovo Festival del Cinema Musicale “MeiD in Italy con documentari, lungometraggi, corti, webseries, e il progetto di crowdfunding a tutela e sviluppo dei nuovi  artisti e delle nuove band emergenti. Si chiama #Crowdemerging ed è nato dalla collaborazione tra BeCrowdy (www.becrowdy.com) e MEI.

Il MEI festeggia vent’anni: quali sono le difficoltà maggiori nell’organizzare un evento che sia, nello stesso tempo, sempre aggiornato ma fedele alle sue intenzioni originarie?

Le difficoltà in un paese come l’Italia, che non ha ancora a pieno una cultura rock, sono tantissime e servirebbe un libro per elencarle tutte. Sono difficoltà politiche, amministrative, burocratiche e legate al settore, soprattutto per la mancanza di fondi e di attenzione mediatica a questo importante movimento culturale che ha cambiato la storia del paese in 20 anni. Ma con passione e competenza le abbiamo sempre superate. Siamo legati alla tradizione ma guardiamo avanti; come agli inizi, al MEI vengono tutti i nuovi produttori e artisti che fanno la musica del futuro del nostro paese. Nato a metà degli anni ’90 coi 20-30enni dell’epoca prosegue oggi 20 anni dopo coi 20-30enni che fanno la nuova musica attuale.

Quali sono i criteri principali adottati nella selezione degli artisti che partecipano alla  manifestazione?

 Sono tre: accettiamo le proposte che ci arrivano dai principali contest presenti in tutta Italia aderenti alla Rete dei Festival (oltre 100) così da diventare una vera a e propria vetrina della nuova scena emergente italiana. Poi prendiamo in carico le proposte che ci fanno i produttori legati ad AudioCoop, la società di collecting per indipendenti che raccoglie i soldi dei diritti connessi per gli indipendenti, e diamo spazio ad alcuni progetti speciali e artisti meritevoli premiati da una giuria di giornalisti e promoter esperti.
Per questo il MEI, che non ha una direzione artistica, è il vero e proprio punto di riferimento della nuova scena musical italiana, perché raduna tutte queste sensibilità diventando una vetrina del nuovo che avanza in musica e che sarebbe una grande piattaforma per le radio e tv del servizio pubblico.

MEI2014Da sempre il MEI si svolge a Faenza (RA): avete mai pensato a trasferire la manifestazione in una città più grande, magari a Milano, centro della discografia in Italia? Perché?

Con l’avvento della discografia indipendente si è persa la centralità delle grandi città a livello discografico. Ogni piccola centro poteva essere sede di una realtà produttiva indipendente nazionale. Si pensi nella seconda metà degli  Anni Novanta: Nizza Monferrato con la Mescal e Faenza con il MEI erano due punti di riferimento per la scena indie italiana. Abbiamo fatto collaborazioni con tantissimi, dal Medimex ad altri eventi e fiere, per valorizzare la filiera degli indipendenti, ma fino ad ora Faenza ha sempre risposto positivamente al MEI.

Tra le novità 2015 c’è il lancio della compilation “Donne in Black”: di cosa si tratta e com’è nata l’idea?

È stata pubblicata in esclusiva su Deezer “MEI 2.0 EMERGENTI 2015” (Irma Records), una compilation realizzata dal MEI con i brani di artisti emergenti. Entro questa playlist si trova la compilation “Donne in Black”, nata per presentare insieme nuove voci femminili “black” italiane. Per realizzarla è stato preziosissimo il lavoro di Alessandra Margiotta.

Con il MEI si può guardare da una prospettiva privilegiata una certa produzione musicale  lontana dal mainstream: qual è il panorama attuale che vedete?

Un panorama creativamente molto interessante ma che deve combattere unito per ottenere più risorse economiche attraverso web, live e diritti, facendo tutti insieme battaglie per dare maggiore valore economico al lavoro creativo della filiera musicale e assicurare un futuro alla crescita e innovazione del nostro paese.

In questi due decenni, com’è cambiato il modo di fare musica in Italia e l’approccio al mercato da parte degli emergenti?

Totalmente cambiato: siamo nati nell’era del fax e oggi siamo nell’era dello streaming. Nel frattempo abbiamo visto passare CD, Vinili, Cassette, Mp3, MySpace, YouTube, iTunes e tantissimo altro fino ad arrivare a Spotify, tanto per chiarire che la musica è in assoluto la piattaforma di costante e continua innovazione sul digitale. È del tutto evidente che gli approcci sono cambiati. Oggi siamo nell’era del Do It YOurself e della necessità per un artista emergente o notissimo di essere imprenditore di se stesso.

Com’è nata la collaborazione con Amnesty International Italia, che in questo 2015 festeggia al MEI i suoi quarant’anni di attività?  

Per la sensibilità del MEI verso le tematiche sociali: ogni anno abbiamo dedicato il MEI a un tema sociale, civile e culturale. Quest’anno è dedicato ai diritti umani e alle vittime dell’immigrazione. Un connubio naturalmente che si rafforza con Voci per la Libertà, il festival nazionale per i diritti umani nato e realizzato in Veneto da alcuni amici del MEI che hanno mantenuto stretti rapporti con noi facendo s+ che la musica diventasse veicolo importante sul tema dei diritti umani.

MEI2014 2Un evento rivolto agli emergenti quale importanza continua a rivestire in un modo in cui sembra che solo i talent sia la via dell’affermazione musicale?

Proprio per questo oggi è ancora più importante: valorizza quegli oltre 10 mila artisti e band vere che vogliono emergere attraverso una strada alternativa a quella dei talent e rappresenta una piattaforma che la nuova Rai dovrebbe immediatamente sfruttare per fare conoscere questi giovani.

A fronte della sua esperienza, come si muoverà nei prossimi anni il mercato discografico?

Siamo di fronte ad altre grandissime novità, difficili da capire. Probabilmente spariranno tutte le etichette sia major multinazionali che indipendenti. Spariranno i mercati nazionali e spariranno le classifiche oramai obsolete e incapaci di quale sia l’artista che “vende” di più. Ogni artista sarà imprenditore di se stesso con due tipi di mercato: uno fatto da qualche centinaio di popstar globali dell’ambito rock, pop e rap che venderanno in tutto il mondo  declinando la loro musica a 360 gradi (live, video, merchandising, videogiochi, cinema, spot, libri, ecc.) e dall’altro migliaia di mercati di nicchia con artisti che si rivolgono direttamente alla loro community di fan sia on line che fisica per farsi sostenere nei nuovi progetti di nicchia.