Gloria Bennati in un ‘Vortice’ di emozioni con Marracash. «Sogno un duetto con Zucchero o Mengoni», intervista

Debutta con il coinvolgente singolo Vortice la giovanissima Gloria Bennati che vede accanto a sé in questo esordio discografico una collaborazione d’eccellenza, quella con Marracash. Su testo dello stesso rapper e di Roberto Angelini, il pezzo è stato prodotto dai Planet Funk. Nomi di primissimo livello, dunque, per l’artista toscana che annovera tra i suoi modelli artisti del calibro di Janis Joplin, Nina Simone, Marvin Gaye e Florence and The Machine.

Impegnata tra la Toscana e Londra per registrare i nuovi pezzi, Gloria ci presenta Vortice, pezzo con cui parte fortissima grazie anche a un team in piena regola e una preparazione musicale alle spalle che spazia dalla musica leggera (ha studiato presso l’Accademia di canto di Luca Jurman a Milano e di Luca Bechelli a Firenze) al canto lirico (con la professionista Maria Luisa Bettarini).

Gloria_Vortice_V03Da poco hai pubblicato il tuo singolo d’esordio, Vortice: ce lo presenti?

Vortice è una brano composto da Domenico “GG” Canu, Sergio Della Monica e Sandro Sommella con i testi di Roberto Angelini e dello stesso Marracash ed è stato prodotto dai Planet Funk. Ho cantato questa canzone in un periodo della mia vita in cui mi sentivo realmente così, presa forse da un po’ di negatività e da un “vortice di emozioni” dal quale non riuscivo a liberarmi.

Come definiresti questo tuo brano di debutto e quanto ti rappresenta?

Questo è un brano che mi rappresenta nella maniera più assoluta, con un linguaggio universale che può coinvolgere moltissime persone. Penso che sia capitato a tutti di alzarsi la mattina e di sentirsi inutili, di farsi del male senza un motivo valido e di non capire quale sia la strada per rialzarsi ed andare avanti con la propria vita.

Cado e mi rialzo, libera dal vortice”: ma quanto è difficile riuscirci?

Il momento in cui dici a te stessa ok ce la posso fare e rinasci dopo tutte le difficoltà che hai vissuto, e che forse stai ancora vivendo, è la parte più bella ma allo stesso tempo più complicata perché devi lasciarti alle spalle tutte le negatività e credere in te stessa fino in fondo, perché se non ci credi tu, gli altri avranno difficoltà a farlo.

Per Vortice spicca accanto a te un altro artista assai noto nel panorama musicale italiano, Marracash. Com’è nata questa collaborazione?

I Planet Funk conoscono molto bene Marracash; gli è stato proposto se voleva collaborare con me e ha accettato. Sinceramente all’inizio stentavo a crederci, ero troppo felice.

La tua passione per la musica nasce in te fin da bambina: quando hai iniziato a pensare di volerne fare una professione? C’è stata una figura in particolare che ti ha segnato in questa scelta?

Non c’è stato un momento particolare, ho sempre voluto farlo sin da quando avevo sei anni. I miei genitori mi regalarono un meraviglioso karaoke e io mi inventavo le scusa per non andare a scuola e rimanere a cantare tutto il giorno le canzoni di Laura Pausini, Mina, Patty Pravo. La figura che c’è sempre stata per me, che mi ha sempre sostenuta, che mi accompagnava alle lezioni di canto e che mi ha aiutata a rialzarmi e a credere in me stessa, è mia madre. Le devo tutto.

Canto lirico, pop e un’incursione nel rap: ci racconti il tuo percorso artistico?

Ho iniziato a studiare canto all’età di 11 anni, a 13 anni sono entrata nel coro gospel della mia città. Verso i 16 anni mi è nata una forte passione per il blues a cui mi sono ispirata molto. Ho studiato presso l’Accademia di Luca Jurman e più tardi ho intrapreso gli studi di canto lirico con la maestra Maria Luisa Bettarini che mi ha insegnato oltre alla tecnica a liberarmi e usare il cuore. Anche il maestro Fio Zanotti ha acquisito un ruolo importante per mia carriera. Penso non si smetta mai di imparare, anche adesso collaborando con Gigi, Marco, Roberto e ogni volta apprendo cose che mi fanno crescere e che spero un giorno mi faranno diventare una grande artista.

Quali sono gli artisti che ami di più e ai quali t’ispiri nel fare musica?

Ce ne sono tanti, tra cui Etta James, Janis Joplin, Otis Redding, Florence and the Machine, London Grammar. Di artisti italiani adoro Zucchero e Marco Mengoni.

Oltre a collaborare con Marracash, hai avuto modo di lavorare con altri importanti artisti anche a livello internazionale, cito Gigi Canu e Marco Baroni (P.Funk), Roberto Angelini e il maestro Fio Zanotti. Quanto il loro contributo è stato importante per la tua maturazione artistica e per mettere a fuoco i tuoi punti di forza?

Ognuno di loro è stato fondamentale per la mia crescita artistica, poiché ad oggi mi hanno resa quella che sono, ed io non smetterò mai di ringraziarli.bennatiC’è qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?

Perché non con Zucchero e Marco Mengoni? Sarebbe un sogno. In un panorama musicale nel quale i giovani faticano sempre di più a farsi ascoltare e a emergere, quanto è ancora importante puntare sulla qualità, anche testuale e cantautorale, della musica senza lasciarsi tentare da motivetti magari più orecchiabili ma banali?

Penso che il testo di una canzone sia fondamentale, devi dire cose che coinvolgano il maggior numero di persone possibile e per farlo devi cogliere aspetti della vita comune e dar loro un linguaggio non banale, ma poetico. Allo stesso tempo però è innegabile dire che non prenda la canzone orecchiabile, quindi penso ci voglia un po’ di entrambe le cose.

Quale credi sia il tuo tratto distintivo di maggior forza, che ti contraddistingue al meglio?

Ho studiato tanto per arrivarci, poi ho capito che non ci si deve impegnare ad essere particolari, bisogna impegnarsi ad essere noi stessi e il più naturale possibile sfruttando ciò che abbiamo nel migliore dei modi. Nel mio caso forse l’uso del falsetto e l’estensione vocale, ma l’importante penso sia l’emozione che dai e io spero che le mie emozioni arrivino senza filtri.

Hai avuto diverse esperienze di studio e lavoro anche all’estero. Quanto è stato importante il confronto con realtà differenti? Che cosa hai imparato anche a livello personale?

Come si dice nella vita: “Tutto serve”. Ho viaggiato e ho capito che aprire la mente e captare quello che ti circonda è fondamentale, sia come accrescimento personale sia come artista, per riportare così quello che hai vissuto in tutto ciò che fai.

sfondo GBQuanto l’incontro con le proposte musicali estere ti ha stimolato nel voler percorrere la strada di cantante?

Tutto mi ha aiutato, ma il sogno di diventare una cantante è sempre stato un punto fisso da tutta la vita.

Attualmente ti dividi tra l’Italia e Londra per lavorare a nuovi brani: cosa hai in cantiere al momento?

A breve andrò a Londra per terminare altri due brani, poi vedremo il riscontro che avranno e spero di continuare a lavorare sul mio album.