Jovanotti ‘verso l’infinito e oltre’: tripletta milanese per un viaggio musicale nel tempo e nello spazio

3, 2, 1…si parte! Sono le 21.30 precise quando lo show che Lorenzo Jovanotti Cherubini ha meticolosamente preparato prende il volo, in tutti i sensi. L’artista traghetta le decine di migliaia di spettatori accorsi in quel di San Siro in una dimensione in cui lo spazio e il tempo finiscono per dilatarsi e proiettare in una realtà oltre i confini. Lorenzo negli Stadi 2015 è immaginazione, realtà, cielo, terra, gioco, fumetto, giorno, notte, natura, motori, storia, futuro, passato e presente che si intrecciano sulle note dell’amatissimo cantautore. E Jovanotti dal primo all’ultimo – non dico minuto, ma secondo – non risparmia una goccia di energia sull’enorme palco percorso a grandi falcate.

Photo Credit: Michele Maikid Lugaresi

Photo Credit: Michele Maikid Lugaresi

La struttura è imponente, costruita attorno alla figura del fulmine/crepa, che coinvolge lo schermo di 800 mq dalla nuovissima tecnologia e prosegue lungo le passerelle che si immettono in mezzo alla platea. Audio e componente visual si integrano fondendosi a creare un fluire di musica e immagini in sincrono che raccontano storie e immettono in mondi altri. Non a caso lo show si svolge immaginificamente nel 2184, è «un “action poetico” – racconta Lorenzo – che punta dritto alla leggerezza, ha molto a che fare con la mia infanzia e con il senso di stupore e di coinvolgimento […], un grande show per bambini di ogni età, dai 4 a 99 anni».

Nelle due ore e mezza di concerto, che scivolano via tra pezzi storici e nuove hit, si alternano momenti di euforia e adrenalina a quadri più intimi ed emotivi, in un vertiginoso saliscendi. In questo viaggio sonoro, verso il futuro e insieme verso le nostre radici tribali, proiezioni e scenografia amplificano ogni sensazione, si tratti dell’intensità di brani come Le tasche piene di sassi e A te o dei beat sfrenati su Penso positivo, Sabato e Tensione evolutiva. Per ogni traccia immagini e cartoon realizzati in fase di preproduzione interagiscono in tempo reale con la regia live curata da Michele Truglio e per la prima volta in un concerto viene utilizzato uno filtro audio di postproduzione per alcuni momenti, ideati da Lorenzo stesso e dal Maestro Pinaxa.

Photo Credit: Michele Maikid Lugaresi

Photo Credit: Michele Maikid Lugaresi

Non c’è un solo aspetto che la genialità di Jovanotti, intrattenitore di natura con l’animo da cantastorie, abbia trascurato. Ecco allora che anche gli abiti di scena diventano strumenti della favola che Lorenzo porta sul palco; disegnati appositamente per lo show, sono stati ideati da Cherubini con Nicolò Cerioni e realizzati da Ennio Capasa (per Costume National) mentre due dei costumi sono stati disegnati da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori creativi di Valentino. Uno sfolgorare di coloratissime paillette, cappelli, giacche e pantaloni frangiati, fino alla celebrazione supereroistica finale con l’accessorio più sognato: un ipercromatico mantello. E il cantautore di Cortona – che sembra un ragazzino scatenato senza età – diventa, ora, un artista africano, ora un futuristico astronauta.

Ma Jovanotti, sul palco e non solo, ha saputo creare un’alchimia straordinaria con l’intera band, una squadra affiatatissima che insieme al primo attore riesce a costruire atmosfere suggestive. Per questo, anche gli abiti dei musicisti portano in un mondo di “storie frullate e sparate nello spazio”, in cui incontriamo un astronauta accanto a un samurai, uno stregone con una rockstar, un indiano e un supereroe.Jovanotti 2015

Difficile parlare semplicemente di concerto o show quando si tratta di Jovanotti, il quale non smette mai di sorprendere per la sua straordinaria capacità di non ripetersi mai e per la curiosità creativa con cui ogni volta affronta nuove avventure. Così Lorenzo negli Stadi 2015 è la versione aggiornata e sbalorditiva di unrock’n’roll showalla Jovanotti, che in un magma di ingredienti realizza una realtà inedita, fatta di musica, colori, natura e poesia, che solamente i supereroi oggi saprebbero creare. O forse un immortale ragazzino sognatore, che, in una manciata di ore, gioca con note e parole davanti a 160 mila cuori sincronizzati sullo stesso BPM.