Nate Ruess presenta ‘Grand Romantic’: «Un album che racconta i sentimenti», fuori il 16 giugno

In un afoso pomeriggio di inizio giugno, di quelli che fanno rimpiangere temperature ben più miti, la musica di Nate Ruess è quasi una ventata d’aria fresca, e non solo perché l’artista ci parla del suo nuovo album da solista in una confortevole sala condizionata. Grand Romantic esce in Italia il 16 giugno per Warner Music e il cantautore racconta questo suo lavoro senza i Fun con la gioia e l’orgoglio di chi vede finalmente concluso un progetto dalla lunga gestazione.

Nate RuessÈ la vigilia del live milanese ai Magazzini Generali e Ruess sta per presentare dal vivo i brani nati negli ultimi due anni di composizione, nei quali si raccontano «i sentimenti, l’amore ma soprattutto la fase dell’innamoramento, in particolare nei primi pezzi che ho inserito nel disco». Non a caso, infatti, il primo singolo estratto da Grand Romantic (e anche il titolo la fice lunga sui contenuti) è stato Nothing Without Love, brano che il leader dei Fun ha realizzato con Jeff Bhasker collaboratore dai tempi di Some Nights. «Di solito le canzoni parlano delle sofferenze d’amore, della fine dei rapporti ed è difficile evitare questi argomenti, sono emotivamente molto coinvolgenti. Ma credo sia altrettanto emozionante innamorarsi ed essere innamorati, sentirsi felici. E ho avvertito l’esigenza di scriverne, anche attraverso il ricordo di relazioni passate».

Le tracce di questo album – di cui il cantautore va particolarmente fiero – raccolgono in maniera «molto personale e intima» vita ed esperienze di Nate, che ha riversato in note il suo mondo interiore presente, rispecchiandovisi in modo «sorprendente, fino alla commozione al primo ascolto». E in Grand Romantic non vi sono solo i momenti “alti”, ma anche gli inevitabili “bassi” che la vita riserva a ognuno, e in questo senso la cover dell’album è estremamente significativa: un Nate dall’espressione quasi triste, certo pensierosa, tra rose e palloncini dai tratti quasi caravaggeschi dai cui emergono una maschera e un teschio. «Beh, è vero, per quanto si possa indossare la felicità il più possibile e mostrare serenità, resta inevitabilmente una dose di tristezza. Vale per me ma credo sia uguale per tutti. È una lotta dentro se stessi, in fondo è più facile essere tristi che sentirsi felici. E anche io mi sento insieme cinico e romantico».

«L’album parte da un sentimento di gioia, ma poi vira, è un saliscendi di emozioni» che non solo dipingono l’amore per la sua donna – alla quale l’intero album è dedicato – ma portano le tracce anche di un rapporto familiare di grande intensità, in cui la madre appare come una figura largamente presente. Emblematica è AhHa,pezzo dalle tinte fosche fino a toccare il tema del suicidio: «Il pezzo doveva essere inizialmente per i Fun e nei versi mi rivolgo a mia madre; le racconto i momenti più bui che ho vissuto, le delusioni che mi hanno portato a trascurare le emozioni più grandi. La famiglia per me rappresenta il radicamento alla terra, mi fa tenere i piedi ben piantati al suolo».

Per questo album Nate ha avuto al suo fianco oltre a Bhasker, musicisti del calibro di Beck – «un degli artisti di maggiore ispirazione con cui abbia mai lavorato», con lui il duetto in What This World Is Coming To –, Brian Wilson – «lavorare in studio con lui è stato come realizzare un sogno» – Lykke Li. Del resto, Ruess vanta nel suo palmarès anche la fortunatissima collaborazione con P!nk in Just Give Me a Reason, singolo da oltre 9 milioni di copie: «pensare che all’inizio proprio non volevo cantarlo io e per lungo tempo ho pensato di coinvolgere qualcun altro… ». E coi Fun come procede? «La band non ha ancora ascoltato il disco, non ne ha avuto modo. Dopo il lungo tour ho sentito la necessità di prendere una pausa e recuperare una dimensione personale. L’ho fatto con questo disco e ora voglio godermelo tutto».