Intervista ad Amara: «Canto libertà e speranza: una Donna Libera con la forza di credere in se stessa»

Tra le Nuove Proposte in gara alla 65° edizione del Festival di Sanremo c’è Amara, al secolo Erika Mineo, classe 1984, che presenta sul palco l’intenso brano Credo. Vincitrice di Area Sanremo per ben quattro volte, dopo essere stata inserita da MTV nel progetto New Generation, Amara fece una scelta che può stupire tanto più in quanto presa da un’artista che sta per affermarsi e raggiungere il grande pubblico: l’artista toscana, infatti, decise di lasciare la musica dedicandosi alla ricerca spirituale per una maggiore conoscenza della propria identità.

Ma il richiamo della musica si fa sentire e questa è la sua occasione d’oro. Il 4 dicembre 2014 arriva la quinta vittoria ad Area Sanremo e Carlo Conti la sceglie per salire sul palco del Festival 2015 con Credo, che anticipa l’album d’esordio Donna Libera prodotto da Carlo Avarello per l’etichetta Isola degli Artisti e distribuito da Believe Digital. Ecco cosa ci ha raccontato Amara, del Festival, della sua musica e della sua vita.

Donna Libera AmaraIl 2015 inizia per te con la pubblicazione del singolo Credo che porterai sul palco del 65° Festival di Sanremo. Come racconteresti il pezzo?

Credo è una canzone che si racconta da sola. C’è stato un momento della mia vita in cui ho avuto paura di non riuscire più a credere a nulla. In questo brano ho ritrovato la luce, la forza e la speranza di continuare a credere nel mio progetto, in me stessa e nel mondo.

Credo è un brano intenso, spirituale, riflessivo. Perché hai scelto proprio questa canzone per Sanremo? Quale messaggio vorresti portare all’Ariston?

È un brano che ho scritto perché avevo l’esigenza di raccontarmi nel profondo. Bisogna sempre avere la forza di credere in qualcosa, in qualcuno, in sé stessi soprattutto, questo è il messaggio che vorrei portare.

Nel testo si succedono una serie di affermazioni, testimonianze di speranza da parte di chi riesce ancora a trovare qualcosa in cui credere. In un mondo tanto relativista e sfuggevole, quanto coraggio è necessario per credere davvero?

Per credere, più che il coraggio serve la speranza. Come solitamente si dice “la speranza è l’ultima a morire” ed è la speranza che genera il coraggio.

Con quali aggettivi descriveresti il tuo modo di fare musica?

Un solo aggettivo: libero.

Ci racconti un po’ il tuo percorso musicale?

Sono figlia di ballerini, ho cominciato a studiare canto all’età di 13 anni e non ho più smesso. Ho frequentato il CET di Mogol, che mi ha dato l’opportunità di respirare la musica in modo sano e vero. Ho fatto il concorso di Area Sanremo per ben 6 volte, avevo 23 anni la prima volta, è stato il mio ring. Il Premio Lunezia invece mi ha fatto capire di poter continuare a scrivere. Insomma, ogni cosa che ho fatto mi ha lasciato un segno. Più facevo e più avevo l’opportunità di conoscermi e capire

AmaraChi sono gli artisti – italiani e stranieri – che ami di più e ai quali t’ispiri nel fare musica?

Ivano Fossati. C’è tempo è una canzone che ascolto quando mi perdo. Ogni volta mi ricordo che c’è sempre tempo per tutto, di non aver paura del passare del tempo e che c’è sempre un momento giusto per ogni cosa.

In passato hai vinto ben quattro volte il concorso Area Sanremo, ma ora stai per approdare sul palco più osservato d’Italia. Come ti stai preparando e quali sono le tue maggiori paure o preoccupazioni?

Mi sto preparando con impegno, serenità e professionalità. C’è una bella sinergia con la mia produzione e con la mia squadra, affronto questa esperienza senza paure ma con molta tranquillità interiore.

Quali sono le tue aspettative per questa esperienza?

Prendo quello che verrà, senza farmi particolari aspettative.

Il singolo Credo anticipa l’album Donna Libera in uscita nella settimana sanremese. Che cosa dobbiamo aspettarci da questo disco? Ci puoi anticipare qualcosa?

Donna Libera è un disco che rappresenta il mio cammino artistico, dentro ci sono tutte le diverse anime di Amara, che mi hanno portata ad essere quella che sono oggi.