Rakele: «Canto ciò che sono. Il Festival di Sanremo? Lo vivo con leggerezza, intensità e divertimento»

È in gara sul palco del Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte e si presenta al pubblico italiano con un brano che è già programmatico nel titolo, Io non lo so cos’è l’amore. A firmarlo le penne d’eccellenza di Bungaro, Cesare Chiodo eGiacomo Runco, stregati dalla giovane Rakele – all’anagrafe Carla Parlato – fin dal primo incontro/ascolto. Il brano è in rotazione radio, digital download e streaming dal 12 gennaio, su etichetta Carosello Records; sonorità internazionali per un debutto tutto italiano. Ecco cosa ci ha raccontato Rakele del suo percorso musicale e di come si sta preparando a calcare il palco del Teatro Ariston.

RakeleQuesto nuovo anno si è aperto per te con il lancio del singolo Io non lo so cos’è l’amore con il quale parteciperai al 65° Festival di Sanremo. Com’è nato il pezzo?

Il mio brano nasce dalla consapevolezza di non sapere ancora cosa sia veramente l’amore, dall’esigenza di conoscerlo e viverlo sulla pelle

Al centro del brano, supportato da un sound dal sapore internazionale, il tema dell’amore la fa da padrone. Quanto ti rappresenta e ti racconta questa canzone?

Io canto ciò che sono. Assolutamente mi rappresenta e credo rappresenti tutte quelle persone che si chiedono cosa sia l’amore con la voglia di trovare delle risposte.

A siglare Io non lo so cos’è l’amore troviamo tre firme d’eccellenza, ovvero quelle di Bungaro, Cesare Chiodo e Giacomo Runco. Com’è nata la collaborazione?

Circa un anno e mezzo fa ho conosciuto Tony Bungaro e Cesare Chiodo a uno stage di Bungaro. Ho avuto la possibilità di far conoscere il mio mondo musicale che loro hanno trovato interessante. Abbiamo lavorato e sperimentato un po’ di cose fino ad arrivare alla costruzione di un progetto discografico vero e proprio.

Per quanto riguarda il pezzo Io non lo so cos’è l’amore, Giacomo Runco, un giovane autore, ne ha cofirmato il testo insieme a Bungaro e Chiodo. Sono contenta di poter lavorare con due artisti come loro, con la A maiuscola. In studio c’è tanto lavoro ma anche tanto divertimento. Siamo una bella squadra.

Sei molto giovane, ma già hai alle spalle diverse esperienze nell’ambiente musicale. Ci racconti il tuo percorso?

Per me la musica è sempre stata una necessità. Ho cominciato a studiare a 9 anni e ho sempre fatto musica in giro con la mia band. Sono giovane e il mio futuro musicale è ancora tutto da scrivere.

Quali sono gli artisti che ami di più e ai quali ti ispiri nel fare musica?

Sicuramente i Coldplay, i Daughter, gli Xx, Lorde…

RakeleA breve avrà inizio la kermesse sanremese: come ti stai preparando a calcare il palco del Teatro Ariston? Con quale spirito lo affronterai?

Cerco di fare tutte le cose che mi fanno stare bene e di condurre uno stile di vita sano, a prescindere da Sanremo. Vivo questa esperienza con leggerezza, intensità e divertimento.

Quando hai saputo di essere tra le Nuove Proposte selezionate, quali sono stati i tuoi primi pensieri? E cosa ti aspetti da questa esperienza?

Appena ho saputo di essere stata scelta tra le Nuove Proposte, sono stata felicissima, non me lo aspettavo anche se ci speravo molto. Mi aspetto di poter vivere questa bellissima esperienza facendo conoscere il mio progetto discografico.

Hai già avuto modo di conoscere alcuni tuoi “colleghi” sanremesi? Che impressioni hai avuto?

Li ho conosciuti, mi sembra che abbiano tutti più o meno i piedi per terra come me. E credo che questo sia importante.

Il singolo Io non lo so cos’è l’amore fa da apripista a un prossimo lavoro discografico? Ci puoi anticipare come sarà?

Sì, certo. Chiaramente gli altri brani seguono questo filone ricco di elettronica ma con una grande attenzione al linguaggio dei testi e alla scrittura musicale. Credo sia un disco sorprendente, spero lo sia anche per il pubblico.