J-Ax: «Rivendico Il Bello d’esser Brutti tra passato e presente. I senza successo non hanno haters»

Coraggio, schiettezza, animo ribelle e insieme introspettivo: questo è il J-Ax che si racconta nel nuovo album Il Bello d’esser Brutti in uscita su produzione Newtopia e distribuzione Sony Music Italy martedì 27 gennaio. A tre anni dall’ultimo disco, arrivano venti tracce inedite dall’energia esplosiva con un’impronta fortemente autobiografica, in cui il rapper italiano compie un viaggio tra emozioni ed esperienze nel mondo contemporaneo ponendo al centro la figura di chi – contro tutto e tutti – alla fine ce l’ha fatta, senza scendere mai a compromessi.

COVER IL BELLO D'ESSER BRUTTIDa looser a winner: è questa la rivendicazione che con l’orgoglio e quel senso di riconciliazione di chi ha fatto pace anche col passato riesce ad affermare a chiare lettere. «Sono un looser e tutte le mie esperienze e le sconfitte da looser mi hanno indicato come arrivare qui, in questo momento, e camminare tra le strade della più grande città del mondo. Felice. Ho vinto». E lo svantaggio si fa coraggio, forza, tenacia, quella di chi sa fare della propria presunta “diversità” un’arma segreta di autoaffermazione.

E in verità sono tanti i J-Ax che s’incontrano in quest’album, specchio delle diverse sfaccettature di un personaggio così poliedrico e anticonvenzionale: quello più riflessivo dell’Intro e quello «un po’ sbruffone» di Ribelle e basta, quello che vorrebbe stare (forse) Sopra la media e gioca con il suo essere «il fidanzato d’Italia» in Sono di moda. Ma è anche quello dall’animo quasi romantico di Caramelle, goliardico di The Pub Song e dissacratorio in Bimbiminkia4life. Graficamente Alessandro Aleotti mostra con autoironia queste sue personalità in una carrellata di foto nel booklet (firmate da Radish) in cui interpreta una serie di freaks della più tipica Itaglia.

Photo Credit: Max&Douglas

Photo Credit: Max&Douglas

Tra interiorizzazione del passato e consapevolezza del presente, J-Ax svela Il Bello d’esser Brutti giocando con sonorità e influenze diverse (rap, rock, reggae, punk, pop, soul e indie) creando una commistione di generi Rap’N’Roll. Del resto anche le parole diventano abilmente strumento ludico e in questo Aleotti è davvero maestro di neologismi moderni che hanno un’incisività illuminante, a partire da quel Rincominchia che una volta ascoltato ci si chiede quasi come si abbia potuto vivere senza.

Nell’album non ci sono solo la voce e la penna di Ax, ma ritroviamo anche Fedez, Club Dogo, Emiliano Valverde, Valerio Jovine, Nina Zilli, Il Cile, Neffa, Weedo, Thg, Beat freaks, Roofio, Max Pezzali, Steve Luchi ed Enrico Silvestrin. E dopo la pubblicazione del disco (presentato in anteprima il 26 gennaio al Blue Note di Milano), spazio alla dimensione live per la quale il rapper ha già segnato un record divenendo il primo artista a fare cinque concerti già sold out in un mese all’Alcatraz, tempio meneghino della musica. Perché anche questo è il bello d’esser brutti.