Gianni Morandi presenta Autoscatto 7.0: «Potrei accontentarmi, ma mi diverto ancora troppo!»

Clic. È il suono di uno scatto, meglio di un autoscatto (o selfie per essere al passo coi tempi), quello che rappresenta più pienamente il nuovo album di Gianni Morandi, che ha presentato la sua raccolta di successi (e non solo) Autoscatto 7.0. Prodotto da Sony Music, con arrangiamenti e produzione artistica a cura di Diego Calvetti, il doppio disco di Morandi è un’autentica carrellata musicale dagli Anni Sessanta ai giorni nostri, grazie all’inedito Io ci sono – scritto da Morandi con Saverio Grandi su musica di Emiliano Cecere – e a due brani firmati firmati da Cesare Cremonini, Lascia il sole e Amor mio.

Cover Autoscatto 7.0La sapiente alternanza di pezzi storici ed esecuzioni più recenti, come il duetto con Alessandra Amoroso, dimostra la capacità dell’artista di sapere costantemente come rinnovare se stesso e il suo repertorio, grazie a collaborazioni artistiche che vanno da Mogol a Migliacci, da Morricone a Battisti, fino, appunto, alla nuova generazione cantautorale bolognese. E l’eterno ragazzo si diverte ancora come fosse agli esordi del suo fare musicale, stupendosi sempre dell’eccezionale riscontro affettuoso che gli proviene dal pubblico.

Riscontro che, oggi, gli giunge quotidianamente tramite la sua seguitissima Pagina Facebook, letta con cura – assicura Morandi – ogni giorno e arricchitta di pensieri e fotografie che lo ritraggono nelle sue attività consuete. E non c’è esibizionismo o morbosità in questo, ma solo la voglia di condivisione da una parte e, dall’altra, quella sana curiosità di avere accesso al frammento di vita di un artista che ha fatto – e ancora fa – la storia del costume italiano. C’è traccia di questa modernità nello stesso titolo della raccolta, con quel 7.0 che è un gioco simil-tecnologico ma anche un rimando a un’età che, con quel punto nel mezzo, fa un po’ meno paura.

Già, son 70 le candeline che Morandi spegne in questo 2014, che lo vede a confronto con le nuove proposte artistiche di una realtà discografica in cambiamento tanto da richiamare la svolta degli Anni Settanta, seppure – sottolinea il cantautore – scevra dell’aggressività di un tempo. Tra una domanda e l’altra, l’artista imbraccia con entusiasmo la sua fedele chitarra, regalando senza soluzione di continuità note e pillole di vita dal sapore prezioso, come sfogliando un album fotografico. C’è spazio per l’amarezza verso l’incertezza del presente (anche politico) e le sue guerre, per la risata gustosa con l’imitazione di un Mogol che si scaglia contro quell’urlato che ammorberebbe il bel canto, ma anche per il sentimento di gratitudine che la musica dona dinanzi a un artista che continua a stupire e lasciarsi stupire.

Photo Credit: Angelo Trani

Photo Credit: Angelo Trani

E Morandi pare proprio non essersi ancora stancato della musica e di ciò che le ruota attorno. Il calore che lo circonda e lo abbraccia in una brumosa serata autunnale milanese, con un nutrito gruppo di giornalisti che non esita a intonare a squarciagola i suoi brani fin dal primo verso, dimostra che della sua arte c’è ancora bisogno. La sua musica è come condensata nella scaletta del disco – scelta coinvolgendo i fan chiamati a votare sul celebre social network – e si fa spaccato dell’Italia nell’ultimo mezzo secolo, racchiuso in un musicalissimo clic.