Giu 25 2008
Blogger e dintorni: Due Chiacchere
Camu, abito a New York, Blog: Due Chiacchere
1) Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Il mio piccolo diario online nasce alla fine del 2005, come metamorfosi di un precedente sito in cui mi occupavo di accessibilità e di strumenti per la gestione dei contenuti. Ebbi problemi con il provider che lo ospitava e così decisi di cambiare. Spinto anche dalla curiosità per questo fenomeno sempre più presente nella quotidianità, decisi quindi di provare anch’io una simile avventura. Ma sin dall’inizio ho impostato il taglio editoriale in modo diverso dalla maggior parte dei blog, e forse per questo mi definisco un “atipico” della blogosfera. Secondo le mie intenzioni, non avrei parlato di me stesso, ma di cose utili da condividere con i miei lettori. In fondo, sono sempre convinto che a pochi interessi sapere se oggi ho cucinato i fusilli o se domani andrò con i miei amici al bar. Più utile può essere invece spiegare come ho reso il mio sito accessibile, o raccontare dei miei viaggi in giro per il mondo, dando consigli e suggerimenti.
2) Con il blog hai conosciuto molte persone, hai mai pensato di incontrarne alcune dal vivo, e se sì chi?
Si, ho conosciuto varie persone in questi anni. Alcuni erano colleghi di lavoro con cui l’amicizia si è sviluppata proprio dopo aver scoperto che avevamo questa passione in comune. Altri mi hanno inserito nel loro lettore RSS e mi seguono da tempo: ci scambiamo opinioni ed idee sui rispettivi punti di vista. Sono poi stato ad un paio di Barcamp, ed ho avuto modo di conoscere dal vivo persone del “calibro” di Andrea Beggi, Rossella Ninna, Giovy, Antonio Sofi e tanti altri. Poi sono emigrato negli Stati Uniti e gli incontri dal vivo non sono più stati possibili. Mi piacerebbe comunque conoscere tanti altri blogger che leggo regolarmente. Anche se fondamentalmente sono una persona timida.
3) Che rapporto hai con i tuoi lettori?
Di rispetto reciproco, direi. Il mio blog, in molti aspetti, è lo specchio della mia personalità: calmo, pacato, riflessivo. Quiet, direbbero qui in America. Molti lettori, a quanto mi dicono, apprezzano questo stile che rende piacevole la lettura. L’utilità di alcuni contenuti, rende poi il rapporto anche “tecnico”, nel senso che non sono in pochi a contattarmi per avere delucidazioni sulle spiegazioni che trovano sul sito. Così c’è questa doppia connessione: rapporto personale con alcuni, rapporto professionale con altri.
4) Usi Twitter, Facebook o Plurk? Se sì, mi dici che rapporto hai con questi programmi?
Mi sono iscritto a Twitter per provare ed a Facebook perché spinto da un’amica. Ma dopo l’entusiasmo iniziale, ho abbandonato completamente entrambi. Ho già espresso più volte sul mio blog il mio punto di vista in merito. Li trovo del tutto inutili, perché spingono la socialità ad un livello insostenibile. Questo eccesso di informazione che ci troviamo a gestire quotidianamente, rende tutto meno importante e veloce. Non esiste più il tempo delle belle lettere di carta, che ci mettevano settimane ad arrivare a destinazione. Oggi la comunicazione è istantanea, si consuma in tempi brevissimi, costringendoci a seguire ritmi sempre più frenetici per non perderci nulla di quello che viene detto. Personalmente, preferisco la tranquillità del mio blog.
5) Domanda piccante : cosa è l’erotismo, e cosa lo stuzzica?
Citerei questa notizia del Corriere, volendo prendere la cosa in maniera spiritosa: scimpanzè.
Come hanno già detto i miei colleghi intervistati, l’erotismo non è assoluto, non tutti hanno la loro visione. Per me è sinonimo di sensualità, qualcosa che stuzzica i sensi, ma non per forza con l’obiettivo di finire a letto insieme. Come diceva Occhidigiata, è indispensabile in un sano rapporto di coppia.







