Nov 04 2008

Amianto

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«Questa sede ha constatato il venir meno alla prestazione concessa, per la quale i benefici derivanti dall’esposizione all’amianto risultano determinanti, e di conseguenza ha provveduto a revocare la pensione di cui lei è titolare. A seguito di tale revoca è stato calcolato un debito che ammonta a 76.181,90 euro. Sulle modalità di recupero di tale debito questa sede si riserva di inviarle successive comunicazioni». L’intestazione del documento è quella dell’Inps - Istituto nazionale della previdenza sociale - la firma appartiene al direttore provinciale, la lettera è stata recapitata venerdì a un ex collaudatore dell’Ansaldo e le banche ieri hanno confermato: da questo mese, alcuni pensionati sospettati d’aver fornito certificazioni-truffa sull’esposizione all’amianto (raccontando di aver lavorato in ambienti contaminati per accelerare l’uscita dal lavoro, senza esserci mai stati) non avranno più il loro vitalizio.

È l’ultimo tassello, la chiusura d’un cerchio che nessuno avrebbe pensato così rapida e senza fronzoli: dopo le lettere inviate dall’Inps nelle quali si dichiaravano «provvisorie» mille pensioni, dopo le comunicazioni dell’Inail, che preannunciava i tagli nei casi di «manifesta irregolarità», ecco ora nudo e crudo il riflesso economico d’un bubbone che fa tremare a Genova migliaia di persone. Se qualcuno ha dichiarato il falso, il rubinetto è chiuso. E lo Stato chiede pure indietro le mensilità corrisposte negli ultimi anni, denaro destinato a incidere duramente su un bilancio familiare. È vero che gli ex dipendenti possono fare ricorso, percorrere la via della magistratura civile. Ma non è più la strada scelta soltanto da chi paventa l’allungamento dei tempi dopo il blocco dello “scivolo” (chi insomma un lavoro ce l’ha e teme di ritirarsi più tardi); adesso sono obbligati a una corsa controcorrente coloro che ogni mese hanno affitto o mutuo da pagare, sebbene sul conto corrente da ventiquattr’ore non entri più un euro.

Sono in tutto 30 le comunicazioni inviate dall’Inps delle quali si ha conferma. Quindici riguardano lavoratori il cui assegno è stato «riconteggiato»: andranno in pensione più tardi o con un mensile “alleggerito”. Per altrettanti la situazione è assai più critica: sono usciti dall’azienda (i casi di cui ha notizia Il Secolo XIX riguardano, per ora, esclusivamente l’Ansaldo), ma senza amianto non hanno maturato un livello di contribuzione sufficiente. E in teoria, per arrivare alla pensione, dovrebbero rimettersi a lavorare.

«Da domani mattina sono davanti ai cancelli dell’Ansaldo, ci vado alle sei e gli dico di riassumermi subito. Io ho solo firmato delle carte, pensavo non ci fossero problemi e mai lo avrei fatto se avessi immaginato un epilogo del genere». Negli uffici Cgil di via San Giovanni d’Acri a Cornigliano - una delle sedi “storiche” a Genova, due passi da quel che resta delle acciaierie Ilva - sono urla autentiche quelle che riecheggiano dopo le 15.30 di ieri. Perché chi non riesce a contenere la tensione è un ex collaudatore, 57 anni (l’identità completa viene omessa), casa con mutuo a Voltri e figlio studente a carico: «Se le cose non cambiano, se non si risolve in tempi brevissimi sono semplicemente rovinato».

Ai sindacalisti che cercano di capirci qualcosa, di fronteggiare il preludio d’un terremoto con ogni probabilità più vasto, sibila infine una frase lapidaria: «Ci hanno ingannato, altri dovrebbero rispondere di questo casino». A lui (tre anni e mezzo di pensione secondo l’Inps ottenuta indebitamente) vengono chiesti oltre 76 mila euro di risarcimento, a un collega 87 mila, a un altro 62 mila. E c’è persino un sessantenne che, senza aver ancora ricevuto la lettera, s’è visto avvertire dalla propria banca: sapeva che la sua era una delle pratiche «riesaminate» e nel momento in cui l’impiegato, ieri mattina nel giorno d’incasso a causa dello slittamento determinato dal ponte festivo, gli ha comunicato che non era stato accreditato nulla, ha capito.

Non solo. I pensionati che si sono visti materialmente tagliare il vitalizio non risultano finora destinatari di avvisi di garanzia nell’inchiesta per truffa ai danni dello Stato condotta dalla procura del capoluogo ligure, segno che gli istituti previdenziali stanno ormai procedendo a una revisione in grande stile, e l’elenco dei casi messi in discussione non ha diretta aderenza con la lista degli indagati.

La vicenda ha toccato ieri probabilmente il suo punto più critico. E forse non è un caso se questa mattina una delegazione di Confindustria Genova sarà ricevuta in prefettura, per fare il punto e arginare la valanga.


Ott 02 2008

Brunetta era assente

Maggioranza e governo battuti alla Camera durante le votazioni sugli emendamenti al decreto legge per il controllo della spesa pubblica, anche detto milleproroghe. La colpa è degli assenteisti della maggioranza, tra cui Renato Brunetta.

Visto che si tratta pur sempre di Pubblica Amministrazione, ora caro Renato ti devi auto-licenziare. Visto che sicuramente non lo farai, spero che tu dia una spiegazione a quelli che sono stati colpiti dal tuo decreto legge. Sei pure tu un’assenteista (intoccabile, ovviamente).


Set 30 2008

Il razzismo del vaticano

Il governo francese è alla ricerca di un nuovo ambasciatore per il Vaticano, Il Papa non ha approvato il primo candidato perchè uomo politico sposato tre volte, con due divorzi alle spalle e il terzo “papabile” era Jean-Loup Kuhn-Delforge, segretario generale aggiunto del Quai d’Orsay, omosessuale dichiarato e militante. Nulla di fatto. Sono attualmente alla ricerca di un’altro personaggio che abbia un “buon nome”.

Voglio vedere se quando c’è da prendere l’8 per mille, rifiutano quelli mandati da separati o da gay. Secondo me, se un gay manda un assegno al Vaticano e si dichiara, lo intascano lo stesso, senza farsi problemi. Questa è una vergogna.


Set 20 2008

In sedia a rotelle costretta a comprarsi il banco di scuola

Sono dovuti andare a prenderlo all’Ikea, il banco per Alex, nonno e zia lo hanno pagato, se lo sono caricati in macchina e giovedì mattina l’hanno sistemato in classe, la seconda elementare dell’Istituto Martiri della Libertà di Sesto San Giovanni (in provincia di Milano). Un banco nuovo e grande dove Alex, sette anni ed una gamba ingessata, può “parcheggiare” senza problemi la sua sedia a rotelle. Ad agosto ebbe un incidente, è scivolata e non si è più mossa. Due operazioni alla tibia, la sedia a rotelle. E il ritorno in classe. “Abbiamo subito chiesto un banco per la bambina. Non era difficile, bastava portare in classe uno dei tavoli che si usano in mensa”. Niente da fare. “E allora ce lo siamo procurati noi, il banco”. Anche se i problemi di Alex non sono finiti: visto che nessuno può accompagnarla nei bagni della scuola, deve indossare un pannolone.

Una vergogna. Visto che è per la meritocrazia, spero che il Ministro Gelmini intervenga e punisca i responsabili, tutto ciò non deve finire nel dimenticatoio. Anche se la scuola fosse senza risorse, basti ricordare che il banco è costato 17 euro, non una cifra enorme (oppure come sopra detto, usare un tavolo della mensa). E poi, una volta non c’erano le bidelle che portavano i bambini al bagno? Direi che basterebbe solo un pizzico di umanità. Anzi no, di normalità.


Set 18 2008

Vergogna sanità: visita al cuore? Torni tra 14 mesi

L’ elettrocardiogramma da sforzo fra tre mesi (3 dicembre), la visita tra un anno e 2 mesi(16 novembre 2009). Talmente assurdo da sembrare un paradosso. Invece è accaduto. Dove? Ma in uno degli istituti di eccellenza proprio per le patologie cardiache, Il Monzino, al quale un anziano, per altro già seguito presso la struttura, nei giorni scorsi si è rivolto per prenotare una visita specialistica e, appunto l’elettrocardiogramma (ecg) da sforzo. La risposta del servizio prenotazioni l’ha lasciato di stucco.

E passi per l’esame diagnostico, ma che senso ha sottoporsi ad elettrocardiogramma se, poi in un tempo realistico non ti dicono come sta il tuo cuore? Non serve essere medico per capire che undici mesi tra l’esame e la visita sono un controsenso. Vergogna.


Ago 17 2008

Incomprensibili divieti

Una diciassettenne e’ stata la piu’ veloce nella digitazione di messaggi con il telefonino. Nell’originale campionato, la ragazza, ha impiegato 61 secondi per scrivere un testo di 141 caratteri, composto da frasi brevi e ricco di punteggiatura.

In pratica ha impiegato lo stesso tempo che di media impiegano i sindaci per scrivere i divieti. Anche essi hanno solo 141 caratteri, ma non sono composti da frasi brevi. E’ solo punteggiatura.


Ago 14 2008

Vergogna, siamo come la Cina

Il prefetto di Roma Carlo Mosca ha proposto di mandare i giovani rom davanti ai supermercati come sciuscià, ossia lustrascarpe. E’ nata una polemica, ma lui ha ribadito  “Non mi rimangio nulla”. NON è possibile che in un paese civile succedano queste cose, tra l’altro dopo la proposta di schedatura delle impronte digitali sempre ai bambini rom. Quindi deduco che l’Italia non sia un paese civile, ma questo era notorio da parecchio tempo. E poi, perchè prendersela sempre con i bambini?

Molti hanno lottato per il boicottaggio delle Olimpiadi in Cina, dovuto alla violazione dei diritti umani, ma dopo questa notizia li abbiamo quasi superati. Me ne vergogno io per lui.