
Oscuramento dati Auditel, analisi qualitative dei programmi tv,
osservatorio permanente, dibattito globale sulla tv del futuro con
interventi di istituzioni della tv italiana e semplici spettatori:
questo e molto altro è “WIDG – La tv che vorrei”, l’iniziativa
lanciata da TvBlog.it, CineTivu.com, Realityshow.blogosfere.it,
Televisionando.it con un’adesione senza precedenti fra blog e forum.
Sul web e sui social network, Facebook, Twitter e Storify, dal 27
febbraio al 4 marzo.
Cos’è WIDG – La tv che vorrei
WIDG è un acronimo che sta per Web Indice Di Gradimento. Ma è anche
una piattaforma condivisa online in cui si parla della “tv che
vorrei”, in maniera orizzontale e “dal basso”, si propongono modelli
alternativi di valutazione qualitativa della televisione, si parla di
qualità e di quantità. Le analisi qualitative dei programmi tv, in
collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori; le testimonianze e le
interviste a grandi protagonisti della televisione italiana, un
dibattito social globale sulla tv del futuro, una piattaforma di
discussione permanente.
E dopo la discussione, la provocazione finale di un giorno senza dati
Auditel per disintossicarsi dai numeri (lanciata da TvBlog.it,
CineTivu.com e Televisionando.it e in attesa di adesioni).
Questo e altro è WIDG – La tv che vorrei, iniziativa voluta da
CineTivu.com, Realityshow.blogosfere.it, Televisionando.it,
TvBlog.it.
Come nasce WIDG – La tv che vorrei
WIDG nasce, naturalmente online. Quattro i blog promotori
(Cinetivu.com, Realityshow.blogosfere.it, Televisionando.it,
TvBlog.it) che lanciano l’iniziativa, aperta a tutti.
Nei giorni prima del lancio, aderiscono la maggior parte dei blog e
dei forum a tema (l’elenco completo si trova sulla pagina Facebook
dell’iniziativa http://www.facebook.com/pages/WIDG/375208802491374, al
momento sono (in ordine alfabetico):
http://c2.iobloggo.com/ – http://www.cinetivu.com -
http://www.isaechia.it/ – http://www.lanostratv.it -
http://www.matteoblog.it/ – http://www.mondoreality.com -
http://realityshow.blogosfere.it – http://telefilmcult.blogspot.com/
(Accademia dei Telefilm) – http://www.televisionando.it -
http://www.tvblog.it – http://tvblog.girlpower.it/ -
http://www.tvzoom.it – http://www.unduetre.com/ -
http://vicolodellenews.forumfree.it/ – http://www.webl0g.net/ -
Si precisa che ogni realtà aderisce al progetto seguendo le proprie
inclinazioni, linee editoriali e ragionamenti sul tema
Cosa fa WIDG – La tv che vorrei
WIDG propone una settimana di confronto sul tema: la tv che vorrei e
la qualità televisiva, l’analisi Auditel, gli ascolti.
Dal 27 febbraio al 4 marzo, sui blog promotori e su tutti i blog che
aderiscono all’iniziativa verranno prodotti contenuti a tema o
alimentata la discussione. Interviste a grandi protagonisti della
televisione italiana, pezzi sull’Auditel, sul Qualitel, sulla qualità
televisiva.
Gli stessi contenuti saranno aggregati
- sull’apposita pagina Facebook
http://www.facebook.com/pages/WIDG/375208802491374;
- su Twitter è stata lanciata l’hashtag #WIDG, per parlare di qualità
televisiva in 140 caratteri.
- sul social-aggregatore, Storify: http://storify.com/_tvblog/widg
L’analisi sensoriale di WIDG
WIDG lancia anche, in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori,
un’analisi sensoriale relativamente a programmi che appartengono a
generi molto diversi fra loro: Ballando con le Stelle (Rai1) e
Italia’s Got Talent (Canale5); Domenica In L’Arena (Rai1) e Domenica 5
(Canale5); La vita in diretta (Rai1) e Pomeriggio 5 (Canale5);
Servizio Pubblico (CieloTV) e Piazza Pulita (LA7).Quando la quantità
dei telespettatori che guardano un programma non basta a determinare
quello che piace davvero al pubblico allora può entrare in campo
l’analisi sensoriale
WIDG – La provocazione finale: un giorno senz’Auditel
Fra i promotori di WIDG, CineTivu.com, Televisionando.it, TvBlog.it,
propongono anche una domenica di pausa dai dati Auditel. Niente
numeri, non per opporsi alla rilevazione degli ascolti, ma per uscire
dalla logica della schiavitù dei numeri.
Il futuro di WIDG
La piattaforma rimarrà online con la creazione di un Osservatorio
Permanente per la Qualità Televisiva. Per uscire dagli schemi che
vedono l’equivalenza qualità = noia.
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