ott 28 2008

Gelmini cerca aiuto nel Web 2.0

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 15:04

Su Internet c’é chi protesta contro la protesta nelle università. Sulle pagine di Facebook sono apparsi commenti arrabbiati che denunciano l’impedimento ad esercitare il diritto allo studio. Una contro protesta che ,secondo quanto si legge online, approderà questa settimana negli atenei in ordine sparso con volantinaggi e manifestazioni. In pochi giorni gruppi come “Io voglio studiare”, “Occupate casa vostra”, “Diciamo no al blocco delle lezioni”, “Basta con le occupazioni” sono presi d’assalto su facebook da chi non vuole sospendere le lezioni, da chi è preoccupato a non riuscire a laurearsi in tempo e a dover pagare altre tasse. Insomma su Facebook si è aperto uno spazio di produzione di notizie tipico del Web 2.0 che ha già tutte le potenzialità per fare cultura convergente, ovvero quella dinamica di comunicazione dal basso che nasce dalla rete, viene citata dai grandi media e per questo diventa egemone. Perchè parla il linguaggio della quotidianità, di lì infatti nasce, con gli strumenti amplificatori del messaggio dei grandi media. Rispetto ai colleghi che protestano contro la Gelmini, gli studenti di centrodestra hanno una grande chance in più: i media dominanti, quasi tutti controllati da Berlusconi, non aspettano altro che di citarli per rappresentare la spontaneità della protesta contro chi contesta la Gelmini. E non solo: per dovere di completezza di informazione anche i media contrari a Berlusconi saranno costretti a citare questi studenti. Ecco quindi un serio e potente antidoto alla protesta dal basso come quella originata dalla finta vendita dell’università. Un antidoto radicato in basso e strutturato a rete. Proprio come l’avversario che vuole combattere. Ma che, rispetto a chi protesta contro la Gelmini, ha il vantaggio di poter entrare nei grandi circuiti della comunicazione per diventare linguaggio egemone rappresentato come spontaneo. Non è affatto da scartare l’ipotesi che esperti di social networking del centro destra si siano messi all’opera. Non dimentichiamo che la campagna elettorale di Alemmanno è stata sostanzialmente vinta da questi specialisti. Nè sottovalutiamo l’ipotesi che, da qualche parte dentro Mediaset, qualche creativo del Biscione si sia sentito troppo debole su Internet nella campagna a favore del presidente del consiglio. Ma non dimentichiamo anche che l’elettorato giovane di centrodestra usa massicciamente qualsiasi strumento del Web 2.0 comprese tutte le forme di smascheramento e deturnamento della notizia usate dagli studenti di centrosinistra. La differenza tra questi due gruppi sociali è qui oramai solo nei contenuti della comunicazione non nella forma. In questo modo il centrodestra accompagna una strategia a quella già praticata in questi giorni del Flak. Il Flak, nel linguaggio della teoria della comunicazione, è l’uso sistematico di citazioni e rappresentazioni dell’avversario per screditarlo. Per cui i media in questi giorni, dopo la campagna sui dipendenti pubblici fannulloni (classico uso Flak della rappresentazione di un gruppo sociale), è toccato agli studenti “che sono disinformati” infiltrati da “facinorosi” che “si sono illusi di avere un futuro dopo aver sbagliato facoltà”.

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