ott 06 2008

Parlare e razzolare

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 09:38

Vorrei sapere chi ha inventato questa storia che bisogna  fare quello che uno dice ma non quello che uno fa. Probabilmente un prete. Comunque sicuramente un predicatore, un politico, un filosofo. Almirante diceva che non si doveva divorziare ma lui era divorziato. Quando Casini e Berlusconi predicavano l’importanza della famiglia loro ne avevano due. I cattolici sostengono che non si deve fare l’amore prima del matrimonio ma non ne trovo uno che arrivi vergine alle nozze. Quanti comunisti (bè, diciamo quanta gente di sinistra) mandano i figli nelle scuole private, o addirittura cattoliche? Quanti politici fanno leggi che essi stessi non rispettano? E quel prete sorpreso a letto con la moglie del suo miglior amico? Quanti comandamenti ha stracciato? Ha mentito, ha tradito l’amicizia, ha (come dicono loro) fornicato non essendo sposato, a desiderato la donna d’altri. Ma che cosa mi dite di Carolina Lussana? Leghista, bergamasca, vicepresidente della Commissione giustizia, ha deciso che per superare l’esame di abilitazione alla professione di avvocato la sede migliore era Napoli, dove la percentuale di promossi si avvicina al 90 per cento. Napoli, capitale morale di quella Terronia che Carolina e i suoi amici con le camicie verdi vorrebbero non facesse parte dell’Italia.

Ma la capisco forse. Deve aver male interpretato il consiglio dei suoi amici della Lega Nord che le avevano detto: “Carolina, se vuoi fare carriera vai all’estero”.

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set 04 2008

La furba Mariastella Gelmini: così diventò avvocato

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 10:03

Leggo sul Corriere della Sera:
Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi. Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l’esame facile, le sarà però un po’ più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell’importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull’imposizione dell’educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?

E sì, la Gelmini è entrata di diritto nel club dei “predica bene e razzola male”. Lei si è giustificata dicendo che lo ha fatto perchè doveva lavorare, a questo punto mi chiedo: non ha mai pensato che anche altri dovessero lavorare? Forse no, ma grazie a quella laurea ora è Ministro dell’Istruzione. Così facevan tutti, dice Mariastella Gelmini, non ricordando che lei ai tempi era già in politica, stava in Forza Italia con i seguenti incarichi: presidente del consiglio comunale di Desenzano, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia. E come il suo capo è diventata esperta in scorciatoie e furbate. Dite che si dimette? E no, sarebbe troppo facile, rimane dove è. Sicuro.

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