dic 03 2011

Marco Mengoni: resoconto concerto Palalottomatica Roma

Categoria: musicaGraziano @ 03:09

Solo due anni fa mi trovavo a seguire X-Factor votando in finale per un ragazzino magrissimo, con una giacca dorata e con i baffetti da piccolo Modugno, come gli diceva Morgan. Ora invece mi trovo a fare oltre 300 KM accompagnata da tutta la mia famiglia per vederlo al Palalottomatica di Roma.
Mi sentivo un po' emozionata a dire il vero, il debutto romano, di martedì sera, dopo la sbornia milanese con 8000 spettatori mi faceva un po' paura. Entro nel palazzetto e noto il palco molto semplice, con una passerella centrale circondata già dai fans. Lì sarebbe sceso Marco…"nell'arena starò" d'altronde canta e il palco se l'è costruito su misura. Lui Solo al centro di tutto. Ad un certo punto si sente un boato, erano le otto e mezza, impossibile che ci sia già! Mi giro e c'era nel settore accanto al mio che si stava sedendo nella zona vip Renato Zero. Il Palazzetto gli tributa la giusta ovazione e lui ringrazia. Rapidamente il palazzetto va riempiendosi, sono da poco passate le 9 ed inizia lo spettacolo. Proiettate sulle pareti bianche ci sono le immagini del Comic, Marco è il protagonista. Poi arriva in carne ed ossa con una giacca damascata nera, le scarpe rosse e un papillon a cantare la prima canzone Searching seguita da Un Gioco Sporco, sulla parte jazz interviene sul palco Gegè Telesforo (che io e quelli "vecchi" come me ricorderanno in Quelli della Notte di Renzo Arbore) con cui Marco duetta facendo scat. Fantastici. E Marco ha solo da imparare da un grande esperto di jazz e fusion come lui. Spero non molli mai questo suo lato artistico e che anzi ci si immerga ancora di più. Il concerto continua con In viaggio verso me con un arrangiamento completamente stravolto e con La Guerra accompagnata da una pioggia proiettata sulle pareti molto suggestiva: "Emotional rain". Poi arriva In Un Giorno Qualunque ed il palazzetto quasi copre la voce di Marco, poi Uranio 22 e allora ci si alza e si inizia a ballare. Marco cita Jobs: "Siate affamati, curiosi, folli" e attacca una versione di Psycho Killer che ne ha almeno tre al suo interno. Sulle pareti viene proiettata l'immagine di Marco con il viso bianco come un moderno Buster Keaton del cinema muto e attacca a cantare L'equilibrista. Ci mette l'anima davvero,la sente particolarmente sua questa canzone,.."non so più quale è il mio posto"…e si gira verso la sua proiezione cantando "guardami per un momento, sono io sempre lo stesso". Toccante. Poi si passa al Funerale del Re Matto, sulle pareti viene proiettata la vetrata di una cattedrale. Marco commemora in ginocchio "tra queste antiche note il nome di un Re che ora è perduto per sempre….forse si, forse no" e attacca una versione ancora più rock di Credimi Ancora con intermezzo rappato sul "forse si, forse no" con il pubblico in piedi a cantare. Poi Marco ci coinvolge con una improvvisazione vocale chiedendoci di accompagnarlo con un coro e finalmente si siede sullo sgabello per la parte unplugged del concerto. Si ricorda del pantalone rotto a Milano e si lascia scappare a microfono aperto una di quelle risate contagiose tipiche sue, si mette la mano davanti alla bocca come i bambini che si sono accorti di aver fatto una cavolata e noi non possiamo fare a meno di ridere. Attacca Dove si Vola, Questa Notte, Lontanissimo da te e No stress. Poi arriva il momento più emozionante: proiettate sulle pareti ci sono le immagini di un Marco chiuso in una stanza con un camice che muove le mani suonando un pianoforte immaginario e disegna a matita su un foglio una figura umana. Lui accompagna le immagini seduto al piano con un sottofondo che ricorda i rintocchi di una campana e che si aprono poi con le note iniziali di Tonight che canta in maniera commovente. Ora inizia la parte dance e movimentata del concerto. Come ti senti si apre con le frasi che Marco si è sentito dire dall'inizio della sua carriera ad oggi dai vari personaggi che lo hanno circondato, giornalisti in primo luogo. Mi lascia interdetta che nel 2012 in Italia ci sia ancora chi dice: "Non lo vogliamo nel nostro programma, è così ambiguo e le famiglie e i bambini", ma tant'è, lui si sfoga mettendolo in musica e cantando come un forsennato, ballando in mezzo a ballerine piumate una scatenata samba, con un giacca fatta di ritagli di giornale. Finita la canzone, i ballerini lo circondano e Marco esce con una giacca con le spalline luminose ed è subito Febbre del sabato sera! Attacca Stanco, Un Finale Diverso e Fino a ieri. Ballando come un matto attorniato dai ballerini. Finito il momento disco, c'è Tanto Il Resto Cambia, il pubblico canta con lui e lui ci lascia qualche frase da cantare da soli. Guardandoci tutti, da un lato all'altro con un sorrisone. Deve essere bellissimo sentirsi cantare le parole che si è scritto, quasi come una dedica. Poi Dall'Inferno con proiezioni di fuoco e fiamme sulle pareti ed inizia Solo/Bolero che poi Marco continua con Solo, coreografata dai giovanissimi ballerini di Silvio Oddi con Marco che alla fine viene sollevato e lasciato a terra a cantare l'ultima parte "scivolerò…io morirò…cercherò ali più forte del vento e del male che è qui". Il concerto sembra essere finito con i titoli di coda, ma terminati questi Marco spunta per la Ghost Track su cui danzano i ballerini e Marco ci regala anche una lap dance finale. Si accendono le luci e Marco canta le tre cover finali: I Can't stand the rain e due canzoni di Moby:  Natural Blues ed In this world. Ennesima scelta coraggiosa di un concerto che non mi ha lasciato certo delusa. Bello spettacolo, di cui Marco è unico regista, voce al top, nonostante lui sia davvero argento vivo, non si è fermato un attimo. Nel parterre in mezzo a tutti, una scatenata Elisa che ha ballato e saltato come noi quella sera.

E io che rimpiango di aver preso i posti a sedere. Il prossimo concerto lo devo vivere in piedi, sotto il palco.

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ott 31 2011

Resoconto concerto di Valerio Scanu ad Aritzo

Categoria: musicaGraziano @ 18:19

Partendo dall’Emilia, dopo alcune tappe intermedie, si termina con 4 ore di strada tutta a curve per raggiungere finalmente Aritzo, in provincia di Nuoro!
ARITZO? 
Mai sentito nominare prima …prima che la “ValerioScanuPaginaUfficiale” di Facebook ci informasse che era proprio quella la prossima futura location di un nuovo live!
Da quel momento, per me e molti altri, si attivano i motori di ricerca e scopriamo che questo paese, al centro della Sardegna, è a 900 mt sul Gennargentu, in Barbagia, di certo meta tutt’altro che facile da raggiungere se non dopo chilometri di curve in spazi disabitati, popolati essenzialmente da cinghiali, mufloni, volpi, capre e dicono anche un rapace molto raro, il capovaccaio.
Come se tutto questo non bastasse scopriamo che in paese vi sono solo pochissimi alberghi e già qui, molti di noi, devono rinunciare proprio perché impossibile trovar posto in concomitanza con la “festa della castagna”!
Si valutano soluzioni alternative ma non è semplice districarsi:
il paese più vicino è Belvì, composto praticamente da una decina di case e che non offre nessun approdo alberghiero. Gli altri paeselli limitrofi sono tutti mediamente a 15/20 km con strade poco percorribili e assolutamente prive di illuminazione!
Nonostante tutto, siamo pronti per una ennessima “prova d’amore” verso chi tanto ci ha donato in termini di emozioni e soddisfazioni!
Alcuni di noi si organizzano in gruppo e adattandosi a condizioni “fai da te”, prendono un appartamento in affitto! Per farla breve, la casistica è variegata e piena di “imprevedibili imprevisti” ma attraverso questi ed altri sentieri impervi ed ostili alla fine, si arriva a destinazione! 
Chi ci arriva il giorno prima, chi il giorno stesso dell’evento ma in un modo o nell’altro, eccoci qui!
Siamo ad Aritzo!!!
Catapultati in una realtà montana dal sapore antico, entriamo in un sogno vero e proprio. Veniamo accolti da una comunità generosa, ospitale, orgogliosa delle proprie origini e tradizioni; incontriamo persone anziane ancora in costume tradizionale locale; scopriamo scorci assai ameni e suggestivi, caratteristici nel contesto di una Sagra di paese, di un paese… del “tempo che fu”!!!
Ci capita di assaggiare miele d’altri tempi proveniente da castagneti secolari, di gustare caldarroste brunite, dal profumo invadente ed inebriante, di bere acqua sorgiva direttamente dalla fonte, un sapore che ci siamo dimenticati proprio perché, senza nessun sapore! Ci vengono offerti dolcetti tipici di una manifattura preziosa e raffinata, sembrano oggetti da esposizione è quasi un peccato mangiarli!
Sul ciglio della strada negli spiazzi, viene cotta carne alla griglia in caratteristici grossi spiedi che non oso chiamare “spiedini” perché uno solo di quelli, avrebbe sfamato non una, ma 30 persone!
Potevo ingrassare 10 kg in due giorni!
 
Coerentemente il collegamento internet invece risulta cosa complicata assai, fatto stà che, se in un tale contesto, vedevi girare "una" con un computer portatile alla ricerca della “rete”… quella ero io!
La sera precedente alle 22 era previsto, in piazza Bastione, l’esibizione in dialetto sardo di un complesso locale. Incuriosita, decido di fare un breve sopraluogo. Vedere il paese pressoché deserto, con crocchi sparsi, che si avvicinavano al palco, pian piano beh, per un attimo, mi ha fatto dubitare della buona riuscita del “nostro” live, l’indomani. 
Come se questo non bastasse, le condizioni meteo peggiorano visibilmente e durante la notte precedente piove e le temperature si abbassano sensibilmente! Al risveglio l’autunno domina in ogni dove, l’aria profuma di terra bagnata, funghi e muschio, mentre nuvole scure presidiano il cielo e non lasciano lembi di azzurro, nemmeno in lontananza!
Dopo una sostanziosa prima colazione a base di miele di corbezzolo, io e un’altra decina di “ragazze” ( “ragazze” si fa per dire!) siamo sotto al palco. Chiediamo cortesemente se fosse possibile affiggere cartelloni trovando grande disponibilità nel personale locale addetto alla zona palco, annessi e connessi.
Nella tarda mattinata scaricano la strumentazione e montano la transenna, da quel momento iniziano i turni per presidiare le prime file davanti al palco, posizione privilegiata che nessuno mai ti regala ma …bisogna conquistarsela sudando le famose sette camicie!
Man mano e con gioia, accogliamo i nuovi arrivati, volti noti di persone conosciute in situazioni analoghe, ci accomuna una passione e la bella musica!
Dopo alcuni tentativi, finalmente riesco a connettermi in rete e leggo sulla Pagina Ufficiale che Valerio ci ha preparato una sorpresa che ci svelerà durante il concerto!!!
E’ piacevole perché ricordiamo tante sorprese, episodi diversi, divertenti anche, perché solo recentemente Valerio ha imparato a tenere i “segreti”,  i primi tempi ricordo infatti che ci svelava i “regali prima ancora di averli incartati"!
Modestamente devo ammettere che noi siamo eccellenti “cani da tartufo” e per vie traverse, anche questa volta, veniamo a scoprire prima di cosa si tratta ma in modo del tutto casuale, senza nemmeno aver avuto il tempo di indagare!!! Un addetto all’organizzazione infatti ingenuamente, accenna all'arrivo di Jurman.
Allora era quella la sopresa!!! Divertente assai scoprire i segreti prima degli altri e soprattutto venire a conoscenza che anche il caro "vecchio" Jurman, milanese doc, sarebbe stato trascinato dal “vento” …in quel di Aritzo!
 
Le ore trascorrono tra una dispettosa pioggerellina, un tirchio sprazzo di sole e nuvoloni gravidi di pioggia che incombono! Speriamo bene!!!
Dopo l’esibizione di una cantante locale di origini sarde della quale non ricordo il nome, finalmente alle 22,30 inizia il concerto di Vale!
Con gioia vediamo la piazza gremita, le persone riempiono gli spazi anche sulla strada attigua che per l’occasione è stata chiusa al traffico; un mega schermo gigante proietta le immagini sull'ampia parete di una casa dove, di giorno, spiccava un gigantesco, caratteristico, coloratissimo murales!
Provenienze da ogni dove, pare si siano riversate in quello spazio!
Valerio inizia con “Aria colorata” : il buio tuona della sua voce,  il palco brilla della sua presenza!
Si percepisce un Valerio nuovo, pronto a superare se stesso e ad andare oltre!!!
Sì oltre, oltre un repertorio che ormai possiede perfettamente e che lui ha fatto suo nelle sonorità e nei significati! La scaletta si arricchisce man mano che Valerio interagisce con il pubblico: racconta aneddoti divertenti della sua vita professionale e privata anche; legge i cartelloni che alcune ragazzine hanno fatto per lui, dediche meravigliose, dolcissime che Valerio “recita” letteralmente mentre Francesco Lazzari lo accompagna con poche note della sua pianola!
Ritrovo sempre la solita dolcezza nel porsi, mista a quel pizzico di ironia e di sarcasmo a volte, che lo rendono unico! Vale è Vale.
Dopo aver cantato  “L’amore cambia”, “Ci credo ancora”, “ Non c’è più”, “Chances”, “Libero”, “La mia coperta sul cuore”,  Valerio invita sul palco il fratello Alessandro e in duetto  cantano “That’s what friends are for”.
Un Valerio protettivo ed attento cerca di dare sicurezza al fratello minore non avvezzo, come lui, al palco certo, ma indubbiamente dotato di talento. Molti sguardi di intesa durante l'esibizione, tanti sorrisi poi Valerio lo invita a smettere di fumare, a coltivare quello che mamma natura gli ha donato, con dedizione e perseveranza.
Il concerto continua regalandoci in successione “L’assoluto”, “Esisti tu” e un’altra cover “I don’t want to miss a thing”, bellissima, poi Vale scompare un attimo dietro le quinte. Al suo posto, cantando, salgono sul palco, Elisabetta, Annalisa, Irene e insieme a lui eseguono “We are the world”.  Questa è stata davvero una sorpresa! Abbiamo rivisto Valerio insieme a quegli amici con i quali fin da piccolino, ha condiviso un sogno, una passione  e tante emozioni! Una sorta di “macchina del tempo” che ci ha permesso più facilmente di immaginare quando ragazzini  già sperimentavano e cantavano insieme!
“Polvere di stelle” ed ecco, è il momento di Luca! Valerio lo invita sul palco. Ci appare un maestro visibilmente orgoglioso del suo allievo, che ringrazia il pubblico per la calorosa accoglienza. Forse non si aspettava tanto pubblico e tanto calore umano in un luogo così sperduto e remoto? Con la pianola Jurman accompagna il duetto: una sola canzone “The Greatest Love Of All” ma, come tutte le altre volte, un testo significativo nel contesto professionale e umano che li accomuna e li unisce!
 
Senza febbre, né mal di gola, né collare cervicale, nè altri impicci imprevedibili e imprevisti, finalmente posso riascoltare dal vivo  “I will always love you”!!!
Aspettavo di rivivere quel momento da quel 19 agosto 2011 quando, per la prima volta, Valerio ci cantò questa cover a La Maddalena. Penso che solo Valerio possa interpretare, al maschile, le canzoni di Whitney Houston così! Pura magia!
Scivolano via in un baleno e chiudono il concerto “Ricordati di noi”, “Sentimento”, “California king bed" e “Parto da qui”.
Per grazia ricevuta, non è mai piovuto ed anche il pubblico è stato stupendo, caloroso.
In quelle due ore avremmo potuto essere ovunque! Valerio con la sua presenza, ha cancellato tempi e luoghi portandoci con lui sul quel palco come su un tappeto volante, solo con la forza del suo talento, con la freschezza dei suoi vent’ anni così ben espresse e così generosamente donate!   
Concerto bellissimo, grazie Vale!
Si spengono le luci della ribalta, ritroviamo il Valerio della porta accanto, quello che generosamente si concede ai suoi fan, firma autografi, scatta foto lui stesso, si fa fotografare anche con alcuni per dare a tutti la possibilità di completare il nostro album in Pagina Ufficiale in modo che, ognuno possa mandare allo staff la propria foto con Valerio, allegando un breve testo che ne descriva le circostanze e lasci trasparire le emozioni vissute in quel momento. Iniziativa bellissima alla quale abbiamo aderito volentieri in tanti.
Io non ci sono ancora in quell’album, ci sarò forse anch’io un giorno, in un prossimo futuro, chissà!
Dipende solo da me, questo lo so!
 
Grazie Vale ancora, per tutto, sappi che la notte subito dopo il concerto, ha diluviato letteralmente, evidentemente anche fra gli angeli hai qualche fan che ci ha protetto sabato sera!
 

Ciao Aritzo,
posto sperduto e remoto, non pensavo che mi saresti rimasto nel cuore eppure… è accaduto!

Si ringrazia la sig.ra Raffaella Bergomi per la recenzione dettagliata.

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set 30 2011

L’angolo del Fan: resoconto del concerto di Valerio Scanu a Marcianise

Categoria: musicaGraziano @ 22:29

Per la rubrica L'angolo del Fan oggi abbiamo il resoconto del concerto che Valerio Scanu ha tenuto a Marcianise. Il resoconto è di Mila.

Le 4, devo fare presto! Doccia e treno alle 6, ahimè viaggio lungo con soste lunghe alle stazioni ma ne vale la pena.  Arrivo al centro commerciale la "Campania": c'è il palco sotto una bellissima cupola di vetro, due alberi altissimi ai lati del palco si ergono verso di essa ed il cielo azzurro oltre il vetro. Giro per il centro con la mia compagna di avventura, Claudia, si avvicina l'ora di entrare e ci uniamo alla fila che si è creata. Risate, saluti, incontri con nuovi compagni di avventure e volti visti e rivisti in altre occasioni come questa, in diverse città, portano allegria e ricordi alla mente. Il tempo passa e arriva veloce l'ora di entrare. Aprono e iniziamo ad entrare nell'area dedicata al concerto, non riesco a passare perché cominciamo ad essere veramente in tanti. Esco dalla fila, faccio il giro del palco e mi metto dall'altro lato, non sono vicina, ma anche questa volta sarei riuscita a scorgere emozioni sul suo volto e questo mi basta.
Claudia mi chiama, è dietro quasi una decina di file di fan, ma la fontana sulla quale si trova è abbastanza alta da permetterci di essere sopra la folla e vedere il palco perfettamente. La zona dedita al palco è “strapienapiena”, la gente occupa ed osserva anche dalle zone più lontane, si riempie anche il piano di superiore, un'ampia  "terrazza" circolare dalla quale è possibile godere dello spettacolo.
Facciamo foto allo schermo gigante che riflette il cartellone con la bellissima foto del nostro Valerio, che emozione! Scattiamo foto a quella meraviglia e facciamo foto tra noi, stringiamo nuove amicizie, con altre fan, che si sono rivelate persone dolcissime. Inizia un coro senza musica, si alza sempre di più, le voci si uniscono sulle note dei nostri cuori, intonando "L'amore cambia", "Domani" e piccole canzoni scritte da noi fan dedicate a Valerio. Lo attendiamo in un'aria di festa ed è bellissimo! L'attesa dura qualche ora come da programma, nemmeno ci accorgiamo che iniziano ad abbassarsi le luci.
La sicurezza in cima alla scala che porta al piano superiore è pronta, si scambiano gesti, noi capiamo essere il via all'arrivo dell'attesissimo Valerio, un boato di felicità ed emozione! Valerio appare in cima alle scale circondato dalle guardie del corpo, scende le scale, ci saluta con il suo splendido sorriso: ha i capelli sciolti e lisci con un leggero movimento sulle punte, indossa giacca, camicia grigia e una sciarpa bianca. Lo sto riprendendo, la mia compagna d'avventura mi fa notare che non è una sciarpa ma un collare da infortunio, che è successo? Si è fatto male?
Sale sul palco ci saluta, altro boato del pubblico ! Continuiamo a farci domande, fargli domande alle quali non risponde. Sorride e inizia a cantare la bellissima "Aria colorata" con una voce calda, intensa, meravigliosa! Inizio a scattare le foto ma smetto subito, sono agitata, la  preoccupazione sale. Dopo aver cantato le prime due, tre canzoni ecco, si ferma per informarci che ha avuto un incidente in autostrada e per rassicurarci dicendo che sta bene!  Eppure lui è lì, con noi, per noi, ancora una volta è sul palco nonostante tutto. Ancora una volta ha da insegnare ai "grandi" cosa vuol dire amare il proprio pubblico e donarsi con l'anima, nonostante le avversità. Canta, è favoloso, legge i nostri messaggi d'affetto sui cartelloni, scherza con noi, riprende ad ammaliarci con la sua stupenda voce, il pianoforte a coda attacca le prime note e l'emozione come sempre, è forte, inizia "Sentimento", splendida poesia che la sublime voce di Valerio esalta, un' emozione e che ci unisce in un ricordo che è l'inizio di tutto. Già, proprio così, quello fu l’inizio di questa bellissima avventura al suo fianco. Noi cantiamo con lui ma nonostante tutto l'amore che abbiamo sbagliamo, urliamo troppo! Lui con dolcezza e ironia come un dolce e paziente maestro, il nostro, ci fa segno che la tonalità è più bassa. Riusciremo mai ad intonarla in modo giusto e rendergli onore?
Stupendo, sei talmente vicino a noi che sembra di conoscerti da sempre, scorci sempre più le distanze ed oggi questa sensazione è ancora più palpabile! Finisce "Sentimento", tra lacrime di emozioni per la tua stupenda voce e sorrisi per il tuo giocare con noi. Tra lacrime, emozioni, sorrisi il tempo scorre veloce, è un mini concerto ma ad un certo punto accade che siamo noi che dedichiamo a lui una canzoncina inventata dai fan e lui, dolce più che mai, ci ringrazia. C'è aria di festa! Alcune ragazze hanno portato una bottiglia di spumante di buon augurio e Valerio la apre con la sua innata eleganza, ne sorseggia un poco dalla bottiglia e condivide e festeggia con noi. Momenti bellissimi, intensi. Sappiamo che è l'ultima tappa del tour e ogni tanto una stretta al cuore  improvvisa si fa sentire.
Con aria emozionata ci anticipa che presto ci sarà una novità in Pagina Ufficiale, aspetta l'ufficialità, forse un'ospitata ad un concerto e con fare tra il dispettoso e il divertito ci dice che non può dirci  nulla, né dove, né quando. Noi felicissime e speranzose  gridiamo insieme.
Riprende la scaletta, la sua voce è calda, potente, entra sotto la pelle e lascia brividi. Come sempre niente riesce a scalfire il suo modo strepitoso di cantare, d'interpretare neppure questo incidente e il collare rigido che gli impedisce di muoversi liberamente. Ti amiamo sempre più, per ogni secondo che riusciamo a viverti su palco, come Artista e come persona. Ci unisce un legame profondo e indissolubile. Tu ci ringrazi ogni volta, ma è solo merito tuo quello di essere quello che sei, una persona meravigliosa e questo traspare in ogni tua canzone,  in ogni tuo gesto, in ogni tuo sguardo. Canti "California king bed" e "Listen": brividi su tutto il corpo, la tua voce è strepitosa. Sei Grande, sei un' emozione da vivere dal vivo perché solo così, live, si può davvero capire quanto sei infinito.
Le ultime canzoni poi, intoniamo tutti in coro "Per tutte le volte che", l'emozione, la gioia poi, troppo in fretta, il tempo è volato, è arrivata la fine della serata, la fine di questo sogno durato troppo poco.  Infinitamente grati a Valerio di avercelo regalato tanto nonostante stesse male! Ci saluta visibilmente  emozionato. Noi, mai stanchi della sua meravigliosa voce e sempre gioiosi e felici della sua compagnia su quel palco perché ci fa sentire vicini a lui. Stasera questa sensazione è ancora più intensa ed è tutto merito suo, ed è bellissimo. I suoi sorrisi sono veri, puliti e sinceri, ricambiamo i suoi saluti. Ci avviciniamo alla scala dalla quale è sceso e dalla quale riprende a salutare, una marea di fan cerca di avvicinarsi, alcune salgono sulle sedie a rischio della propria incolumità per cercare di raggiungerlo, per dargli un dono che gli hanno portato, per salutarlo e avere una foto, per avere un autografo sul Cd, su un pezzo di carta o su qualsiasi cosa hanno a portata di mano, per portasi a casa un ricordo della stupenda serata.

Nonostante stessi male tu accogli tutti con un sorriso cerchi di accontentarne più possibile, di sentire i loro nomi nella confusione rendendoli felici. Ci saluti ancora una volta, ti allontani, noi ti seguiamo con lo sguardo, ti salutiamo e gridiamo il tuo nome.

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ago 22 2011

Valerio Scanu concerto de La Maddalena: Il primo resoconto

Categoria: musicaGraziano @ 13:38

Prima di pubblicare l'intervista fatta a Valerio Scanu iniziamo con alcuni resoconti fatti dopo il concerto de La Maddalena. I resoconti dovrebbero essere tre. Il primo che pubblichiamo è stato fatto da Star, che fa parte dello Staff di questo blog.

Intanto per chi non lo sapesse e non mi conoscesse, considerato che ho visto nuovi ingressi, voglio premettere perché seguo Valerio Scanu :
1) Perché concordo col maestro Jurman che diceva di lui  “è un talento difficile da trovare in giro”.
2) Per il suo modo di essere, di muoversi, per  la carica di umanità che trasmette e che riscontro in pochi altri suoi  colleghi coetanei.
3) Semplicemente perché è Valerio Scanu, giovane artista, per la dignità che ha sempre mostrato davanti agli attacchi  feroci di “adulti” da definirsi tali solo per età anagrafica, per il suo carattere determinato, che non si lascia abbattere dagli ostacoli , per la sua  onestà , per la sua pacatezza e classe, per il suo essere “stronzo”.
Io faccio parte del pubblico  “adulto”  che lo segue,  attento ai dettagli, che pensa con la propria testa, che non si lascia  “abbindolare” da certe notizie fuorvianti  sulle sue qualità di artista che circolano spesso sulle pagine dei giornali e che in alcuni casi  si traducono in semplici maldicenze di gente comune. Non ho mai volutamente partecipare ad un concerto in piazza, non sono per me i concerti in piazza, ma per Valerio Scanu ho voluto fare un’eccezione pur trovandomi geograficamente agli antipodi de La Maddalena.

Il 19 il giorno del concerto, la piazza è  presidiata  fin dalle prime ore del mattino da giovanissime fan  che hanno bivaccato in prossimità delle transenne prospicienti  il palco già dalla notte prima. Quando io arrivo verso le 19,30 in piazza Umberto , loro sono sempre lì  a difendere la loro postazione. La piazza comincia a riempirsi pian piano  e quando Valerio arriva sul palco puntualissimo come un orologio svizzero alle 22,30  c’è un mare di  gente. Dalla mia postazione, direi che lo vedo abbastanza bene. Viene introdotto sul palco dal padre che ricorda l’iniziativa benefica cui è legato il concerto , a cui segue, in apertura, l’esibizione di Valerio  che canta  “a cappella”  Deus ti salvet Maria, sicuramente in omaggio alla sua terra, roba da brividi, impossibile rimanere impassibili, davvero commovente. Non sto ad elencarvi la scaletta perché già la conoscete, vi dico solo che ad ogni brano ha  impresso  una “forza” diversa,  più incisiva,  ascoltandolo attentamente ho  scoperto che con quel suo modo particolare e direi unico di scandire le parole riesce a far percepire a chi l’ascolta il significato che lui vuole dare a quelle parole e alla  canzone. Ho scoperto che Valerio  riesce a farsi  leggere “dentro” da chi lo sa ascoltare e se qualcuno, si dice,  riesce a graffiare l’anima, lui la perfora.

La sua voce “live” ha davvero una potenza incredibile,  ad ogni sua esecuzione il pubblico applaude, io mi sono quasi spellata le mani, le ragazze più giovani (ma anche no) urlano. Valerio ha un modo di interagire col pubblico “particolare” sorride, parla, scherza ma il tutto avviene in modo misurato, pacato, senza  forzature, Valerio non urla, non si dimena, non pronuncia frasi “ruffiane” per ingraziarsi il pubblico,  si “dona” al suo pubblico con semplicità, con quella semplicità che ormai lo contraddistingue e che può a volte dare l’impressione di “imbarazzo” da parte sua.  Io invece  ho l’impressione che ad ogni singola persona, riesca a riservare un’attenzione “individuale”, lui comunica col pubblico oltre che con la voce, con gli occhi , con quei pochi gesti misurati ma fatti al momento giusto, con quel suo incedere su e giù per il palco, con le sue battute (spesso da alcuni travisate), col suo modo di porgere il microfono, lui comunica semplicemente con il suo “essere se stesso”  senza fronzoli e contorni.
Ogni singolo pezzo è stato eseguito in modo ineccepibile e le sue  variazioni ormai sono diventate “imprevedibili” arrivano all'improvviso e costituiscono, secondo me,  un vero  “restyling” del pezzo eseguito. Sulla sua voce si è detto già tanto ma tanto ci sarebbe da dire, ma andando oltre l’aspetto tecnico di cui io non posso dire, dico, invece, sicura di poterlo dire,  che la sua voce  è semplicemente “pura emozione” e' letteralmente impossibile rimanere impassibili.
Mentre lo guardo lì sul palco, accaldato,  mi fa una tenerezza infinita e  penso a quanto sia generoso col suo pubblico, con suo fratello  e con i suoi amici e a quanto sia “incompreso” per pregiudizio e a volte per semplice “comodità” o disonestà intellettuale.
Alla fine,  il concerto ha avuto il successo che si meritava, tanta gente, soprattutto venuta da fuori, addirittura dalla Francia e dalla Svizzera, tutta per lui.  A seguito di fatti di cui sono venuta a conoscenza per caso, ho pensato, cattivamente, che se a La Maddalena si svolgesse un concerto di Scanu alla settimana, i maddalenini  probabilmente risolverebbero i loro problemi di crisi economica di cui tanto si riempiono la bocca. Valerio Scanu è un trascinatore di folle nato, evidentemente ha quel “quid” in più che gli ha permesso di imporsi, nonostante tutto, ad un vasto pubblico ed è Maddalenino per la miseria. Io in quanto sarda, sono orgogliosa di lui e del suo successo attuale e spero futuro.

Il giorno successivo al concerto ho saputo  che nonostante nel pomeriggio avesse avuto 40 di febbre ha voluto esibirsi ugualmente e questo naturalmente me lo fa stimare piu’ che mai.

Oggi, sul traghetto che mi riportava indietro e si allontanava dal porticciolo de La Maddalena ho pensato quanto Valerio sia in sintonia e armonia con questa bellissima isola, sicuramente uno dei posti più belli del mondo. Mi sono allora venute  in mente le parole della “profetica” Nannini  che disse di lui : “…E sono rimasta colpita dalla voce di Valerio Scanu, in lui si sente la Sardegna. Il talento quando c’è salta fuori. Il difficile è mantenerlo, bisogna trovare il manager e il produttore giusto” Mi è salito su il magone e in quel momento gli ho augurato con  tutto il cuore di trovare al piu’ presto quello che gli serve per continuare a fare quello per cui è nato: Cantare.

Invito tutti quelli che ancora non l’hanno sentito in live di sentirlo almeno una volta, anche solo per curiosità,  ne vale veramente la pena!

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lug 07 2011

Valerio Scanu: resoconto di un’americana a Toronto

Categoria: missioni,musicaGraziano @ 01:28

Grazie ad una amica sono riuscito ad avere un resoconto di una fan americana di Valerio Scanu. Posto di seguito la sue impressioni di quella giornata speciale per lei.

Salve a tutti.
Mi è stato chiesto di condividere la mia esperienza a Toronto di Valerio Scanu, ho pensato sarà difficile, ci proverò.

La mia storia inizia 6 mesi fà, prima non avevo mai sentito Valerio Scanu. Sono americana, e non parlo l’italiano. All’interno dell’anello del mio bisnonno c’era una frase scritta in italiano, e sono andata su Youtube alla ricerca della frase, sperando di ascoltarla. Invece, uscì fuori un video di un giovane italiano che iniziò a cantare. Lui cantava con così tanta emozione e forza, che ha stuzzicato la mia curiosità, ed ho continuato ad ascoltarlo. Dovevo sapere cosa stava cantando, e nei mesi successivi (grazie a Google traduttore!) ho imparato abbastanza per cantare assieme. Attraverso Facebook, ho fatto molte amicizie che apprezzano il suo talento, una in particolare mi ha aiutato a capire le sfumature che mi sfuggivano. E’ stata questa amica che mi ha informato che sarebbe venuto a Toronto, e che dovevo andare al concerto.In quel momento era impossibile, per ragioni troppo lunghe da elencare. Ma, uno ad uno, ogni ostacolo è stato superato (la più spaventosa è stata di non riuscire ad avere i nostri passaporti fino a 2 giorni prima! Grazie Santa Francesca Cabrini!) grazie all’ incoraggiamento ed alla spinta di una mia nuova amica.
La mattina del viaggio intorno le 4 mi sono svegliata con un terribile mal di orecchie! Oh no! Esco dal pronto soccorso dove mi hanno diagnosticato una infezione all’orecchio! Con tutti i giorni che ci sono, proprio oggi non potevo sentire bene! Ma, prendo gli antibiotici (esce fuori che sono allergica, sono gonfia come un pescepalla!). Sono stata “assente” per tutte le 10 ore e mezza di strada per Toronto, ma la situazione è migliorata! Sono entrata nel concorso CHIN Meet and Greet, e grazie all’incoraggiamento dei miei nuovi amici online, sono stata selezionata come una delle vincitrici! Comunque nonostante il ritardo accumulato siamo arrivate presto e ci hanno accompagnato da Valerio. Era un turbinio di foto, non avevamo molto tempo perchè lui doveva essere pronto per andare. Era così gentile e paziente, ho immaginato quante volte lui l’abbia dovuto fare. Eppure, è stato genuino e dolce per tutto il tempo, ed ha fatto del suo meglio per farci sentire a nostro agio. Era timido, ma è stato gentile e desideroso di aiutarci a farci ottenere tutte le foto che potevamo ottenere. Ci hanno condotto dietro il cancello di fronte, e da quel lato ho assistito al concerto. Potevamo fare foto e video da condividere, ma lo ammetto non volevo passare troppo tempo a fare le foto. Dal momento che iniziò a cantare era chiaro quella sarebbe stata una notte speciale. Ogni singola canzone era come un regalo, la sua voce era l’involucro che lui donava dal cuore. Raggiungendo tanti fan quanti poteva, ha fatto sentire ognuno speciale, tutti ci siamo sentiti speciali. C’è stata una sensazione generale di calore e una stima reciproca. Canzone dopo canzone, ho visto volti che sorridevano e che cantavano. Ha un atteggiamento umile e sincero. La sua presenza sul palco era imponente, tenero, divertente, stimolante, quando lo guardi sei intimorito dal suo talento. Io ho felicemente cantato assieme con il mio italiano rotto, ringraziandolo per la fortuna che ho avuto.
Se qualcuno di voi ha la possibilità di andarlo a vedere dal vivo, fatelo! Ve lo prometto, sarà sorprendente. Non ho mai sentito una voce di un cantante così sincera, essa è surreale e ti avvolge. Una volta in una conversazione dissi che la sua voce è come mangiare una pesca succosa in una calda giornata estiva, è una sorta di piacere puro. E dal vivo è meglio, in ogni singolo momento. Io non lo dimenticherò mai. Avrei voluto che ci fossero stati gadget di Scanu: cd, magliette, tazze!!!!
Oh, e se sembra che ci siano troppi motivi per cui non puoi partecipare ad un suo concerto, fai una piccola preghiera a Santa Francesca Cabrini. E lei ti porterà lì, giusto?
Gail

Per gli utenti di lingua inglese metto l’originale.

Greetings to all. I’ve been asked to share my experience of seeing Valerio Scanu in Toronto, and though it will be hard to articulate, I will try.
My story began about six months ago, before which I had never heard of Valerio Scanu. I am American, and do not speak Italian. Inside my Great Grandfather’s ring was written a phrase in Italian, and I went to Youtube and searched the phrase, hoping to hear it spoken. Instead, a video came up and young Italian began to sing. He sang with such emotion and stregnth, it piqued my curiosity, and I listened more. I had to know what he was singing, and over the next few months (thank you, google translator!) had learned enough to sing along. Through facebook, I made many friends who also appreciate his talent, and one in particular helped me understand the nuances that escaped me. It was this friend who informed me that he was coming to Toronto, and that I should go to the concert. At the time it was impossible, for reasons far too legnthy to list. But, one by one, each obstacle was overcome (The scariest was not getting our passports until 2 days before! Thank you Saint Frances Cabrini!) and I was encouraged and pushed to succeed by my new friend.
The morning of the trip around 4am I awoke to a terrible earache! Oh no! Off to the emergency room where they dicovered an ear infection! Of all the times to not hear well! But, grabbing antibioics, (turns out I’m allergic, puffed up like a blowfish!) I was off on the 10 1/2 hour drive each way to Toronto. But, it gets better!
I entered the CHIN Meet and Greet contest, and thanks to online encouragement from my new found friends, was selected as one of the winners! We arrived early and they brought us in when he arrived. It was a flurry of photographs, we didn’t have much time because he had to get ready to go on. He was so kind and patient, I imagined how many times he must go through this. Yet, he was genuine and sweet the whole time. , he tried his best to make us feel comfortable. He was shy,
kind and eager to help us get as many photos as we could. We were led behind the gate to the front, and from the side watched the concert. We were able to take photos & videos to share, but I will admit that I didn’t want to spend too much time taking pictures. From the moment he began to sing, it was clear that it would be a special night. Each song is like a gift that he wraps in his voice and gives from the heart. Reaching out to as many fans as he could, he made each one feel special, all of us feel special. There was a general feeling of warmth, and a mutual appreciation. Song after song, I would look out and see smiling, singing faces. He has a sincere, humble demeanor. His presence on stage was commanding, tender, funny, and awe inspiring. I happily sang along in my broken Italian, grateful
for my good fortune. If any of you ever get the chance to see him live, take it. I promise you, it will be amazing. Never before have I heard a voice sing in such a sincere way, it is surreal and wraps around you. Once in conversation I told that his voice is like eating a juicy peach on a hot summer day,
it is that sort of pure pleasure. And live is better, such a moment in time. I will never forget it. I wish there was merchandise; C.D.’s, t-shirts, Scanu mugs!!!!!!
Oh, and if it seems like there are too many reasons why you can’t make his concert, throw up a little prayer to Saint Frances Cabrini. She will get you there, right?
Gail

Un ringraziamento a Gail Cocco Hudson  per il resoconto, all’amica (segreta) che ha fatto da tramite ed a Luna che mi ha aiutato nella traduzione. Quindi se ci sono errori prendetevela con lei. Avete il mio permesso!

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mar 15 2011

L’angolo delle fan: resoconto del concerto di Valerio Scanu a Roma

Categoria: musicaGraziano @ 17:38

Questa settimana per la rubrica “l’angolo delle fan” ho deciso di mettere il resoconto del concerto di Valerio Scanu a Roma.

Sono appena tornata a casa dal concerto di Valerio all’Auditorium Parco della Musica di Roma e nelle orecchie mi risuona ancora la sua voce calda e carezzevole che per un paio d’ore mi ha incantato con una magia che mi terrà legata a lui per sempre. Non so se riuscirò a descrivere l’emozione incredibile che si prova a un concerto di Valerio. Credo sia impossibile per una limitata mente umana poter esprimere in modo adeguato tutte le delicate sfumature della sua voce, i suoi ruggiti potenti che fanno vibrare le corde più segrete del mio essere o i suoi acuti sublimi che esplodono dentro al cuore, travolgendomi con una dolcezza insostenibile che scivola lentamente dentro di me fino a sfiorarmi l’anima. Una voce simile non può essere umana, è un qualcosa di divino, celestiale, che trasporta chi la ascolta in un mondo magico e perfetto, lontano dalle miserie terrene; un mondo fatto solo di musica, di armonia, di poesia dove il dolore e la sofferenza non esistono e si respira serenità e amore in ogni particella d’aria. Mentre scrivo la mia mente torna al momento in cui sono arrivata all’Auditorium. Erano le cinque del pomeriggio e già c’erano moltissime persone. Tante ragazzine dell’armata con i soliti, ridicoli, cuori di carta, ma anche moltissimi adulti fra cui le zie con gli immancabili girasoli e, cosa che mi ha stupito, parecchi anziani… oserei dire “nonni”. Una cosa che mi irrita sempre, quando leggo le recensioni dei vari critici professionisti, è l’ostinazione che hanno nel ripetere che Valerio è seguito solo da ragazzine. Non è assolutamente vero. Questo non è il primo concerto live di Valerio che seguo e sì, lo ammetto, le ragazzine dell’armata sono sempre tante, ma le persone adulte sono molte di più. Valerio è un Talento per palati fini che solo persone di un certo livello possono apprezzare al meglio. Certo, le ragazzine stupide che lo seguono solo perché è un gran bel ragazzo ci sono e ci saranno sempre, ma non sono la maggioranza come ci vogliono far credere. Non capirò mai questo ingiusto boicottamento dei professionisti verso un ragazzo così semplice, buono e pieno di talento da vendere che chiede solo di poter cantare e realizzare il sogno della sua vita. Sicuramente un Talento simile a soli vent’anni deve spaventare parecchia gente ormai sulla strada del tramonto che non si rassegna all’idea di dover andare in pensione e invidia questo ragazzo così giovane, con tutta la vita e una fulgida, lunga carriera davanti a sé. L’invidia è una brutta bestia. Essendo ancora molto presto mi metto a scattare un po’ di foto e mi collego a fb per aggiornare la pagina e dare le notizie dal campo alle mie amiche e alle utenti che non hanno la fortuna di essere qui con me. Nonostante le strilla insopportabili dell’armata che stona cantando il loro inno, nell’aria si respira un senso di attesa fremente, carico di eccitazione. Siamo tutti qui, ad aspettare lui. Valerio, il nostro Talento Divino. Grazie a internet le ore passano veloci e arriva finalmente l’ora in cui ci lasciano entrare. Trovo il mio posto in prima fila e inizio a scattare un po’ di foto. Ovviamente il teatro è sold out e la gente lo riempie velocemente nonostante sia molto grande. Dicono che l’acustica sia perfetta qui… non vedo l’ora di sentire la voce di Valerio e accertarmene personalmente. Lui arriva alle nove, stranamente puntuale e solo ora capisco che cosa ha provocato lo tsunami in Giappone ahahaha. Valerio, per carità, torna ai tuoi soliti ritardi! La sala precipita nel buio mentre le prime note di Aria colorata si elevano soavi e lui entra finalmente sul palco, riportando la luce nella stanza fra le strilla isteriche dell’armata che non hanno ancora capito che a teatro non si urla, non si canta sopra all’artista, ma si sta composte ad ascoltare il cantante in religioso silenzio. Ogni volta gli fanno fare queste figure… poi ci stupiamo se i critici lo massacrano… io mi chiedo come mai i genitori non insegnino più l’educazione ai figli oggigiorno… La voce di Valerio riempie la sala di quella dolcezza insostenibile che dicevo all’inizio e io cerco di concentrarmi solo su quella, ignorando le galline strozzate attorno a me…fra l’altro, questa è una delle mie canzoni preferite. Finita la canzone Valerio saluta tutti e ringrazia, poi passa a L’amore cambia e Ci credo ancora fino ad arrivare a Non c’è più. Qui c’è la prima standing ovation della serata. Quando arriva all’acuto su “fuocoooooo” tutta la sala trattiene il fiato e viene pervasa da un brivido. Spettacolare. Superbo a dire poco. Credo che il ricordo di quel “fuocoooooo” resterà impresso nella mia memoria per sempre. Le altre standing ovations sono state su Chances, Listen e Sentimento, ognuna delle quali ha lasciato il pubblico letteralmente senza fiato (a parte le solite armatesse… devono avere le pile duracell, non si spengono mai purtroppo…) Come si faccia a rovinare canzoni delicate e soavi come Chances e Sentimento gridando “sei bellissimoooo” non lo capirò mai. Già è offensivo per un cantante che si sta esibendo sentirsi dire “sei bellissimo” invece di “sei bravissimo”, ma per lo meno non lo fate mentre canta! Aspettate la fine della canzone, poi applaudite e gli dite quel che volete. La maleducazione regna sovrana, anche se ammetto che una parte della colpa sia del teatro. Avrebbero dovuto buttarle fuori al primo strillo. Così, forse, avrebbero imparato l’educazione. La mia coperta sul cuore è un’altra delle mie canzoni preferite. La voce calda di Valerio risulta molto sexy, qui, secondo me… in particolare sull’equivoco “vieni, vieni…e sei la mia coperta sul cuore…” Mio è bellissima, poi Valerio fa un siparietto divertente su Libero di cui le armatesse non colgono il reale significato… o forse fingono di non coglierlo, devo ancora capirlo. Ci sono o ci fanno? Mah… Su Domani fa una piccola premessa ribadendo che Scialla è molto meglio di Sfida. Il momento cover è emozionante. Listen è sempre perfetta e il ruggito di Scanu è un qualcosa di indimenticabile. Resto convinta della mia idea che la faccia molto meglio lui di Beyoncè questa canzone. Molto, molto meglio. Non ci sono paragoni proprio. Family è da brivido. Qui Valerio lancia un altro segnale che le armatesse non colgono dicendo che, visto che a Milano non l’aveva fatta, qui a Roma voleva cantare family. Inutile. Scanu deve avere le fans più tonte del pianeta… e dire che lui è tanto intelligente! Quando si dice che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo… Ricordati di noi è una canzone che resterà sempre nel nostro cuore, poi arriva il momento del bis con Per tutte le volte che avvolge l’intera sala con la sua magia e le armatesse cantano ahimè insieme a lui. E’ solo quando canta dopo Sentimento che finalmente tacciono e l’intera sala rimane all’ascolto della sublime voce di Valerio in un reverenziale silenzio che scoppia alla fine in una standing ovation, come già annunciato prima. Il concerto finisce con Parto da qui, canzone bellissima, la prima in cui Valerio si è cimentato come autore, un’altra delle mie preferite. Mi auguro davvero che nel prossimo cd lo lascino scrivere altre canzoni, perché è un vero talento anche in quello. Molto meglio questa sua di tante altre, scritte da autori importanti, che gli han fatto cantare in precedenza… Il ritorno a casa è sempre un po’ amaro. Se c’è un difetto nei concerti di Valerio è che sono troppo corti! Quando sei lì che ascolti la sua voce meravigliosa ti sorprendi a pregare che non finisca mai. Invece, invariabilmente, finisce e sempre troppo presto. Il ricordo, però, ti rimane dentro. Per sempre.

Grazie a F.H per l’articolo e la disponibilità.

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