set 26 2011

Marco Mengoni: Recensione album Solo 2.0 e Tracklist

Categoria: musicaGraziano @ 18:39

Questa sera alla Feltrinelli di Milano avrà inizio con uno showcase e un mini-live la promozione del nuovo album di Marco Mengoni in vendita da domani.
Sono 13 tracce, di cui una è una Ghost Track.
Quello che ci troviamo davanti è l’aggiornamento di Marco Mengoni, la "versione 2.0" come ha spiegato lui nelle varie interviste che hanno preceduto un mini live di presentazione alla stampa (il 22 settembre a Milano nell’area Pergolesi).
Il tema centrale dell’album è la solitudine, non sempre sinonimo di tristezza, ma anche spesso di isolamento necessario ad ognuno di noi per compiere una ricerca interiore, isolamento quindi non necessariamente impostoci da altri ma cercato e desiderato.
E di questa solitudine ci racconta varie sfaccettature, la solitudine di Jack lo Squartatore, la solitudine di chi sente di non poter amare, la solitudine del ladro, del toro, o quella dell’artista stretto dalle case discografiche o non capito da giornalisti superficiali o disattenti.
In questo album, il suo primo vero album, Mengoni racconta se stesso, infatti è autore dei testi e ha messo mano in prima persona alla musica e agli arrangiamenti. Ci sono alcune importanti collaborazioni: con Dente in ‘Mangialanima’ e con Neffa in ‘L’equilibrista’ per i testi, e con il gruppo vocale dei Cluster, tutte azzeccatissime. Non ha voluto ulteriori collaborazioni né duetti perché voleva che questo lavoro fosse quanto più possibile figlio suo, voleva rischiare in prima persona e, nel caso, uccidersi con le proprie mani e non con quelle di altri.
Ne è uscito un lavoro decisamente buono, che mostra davvero la sua maturazione in questo anno, che mostra come il ragazzo sia dotato di creatività e capacità artistiche che emergono se gli viene lasciato il tempo e la possibilità di esprimersi. Marco Mengoni non è più solo voce, istrionicità e spettacolo, Marco Mengoni ha anche tante cose da dire nel campo della musica e non solo, dell’arte a 360°. Un applauso a Marco e alla sua testardaggine, nel tempo ha dimostrato di non temere il rischio quando questo gli permette di esprimersi artisticamente a livelli più alti, e questo gli fa onore perché nobilita un lavoro che è, a detta di Marco stesso, il 30% arte e il resto burocrazia e mercato.

Ora passiamo alla Tracklist definitiva:

1.Solo (Vuelta al ruedo)
2.Un gioco sporco
3.Tanto il resto cambia
4.Searching (il volatore)
5.Uranio 22
6.Come ti senti
7.L’equilibrista
8.Mangialanima
9.Un finale diverso
10.Tonight
11.Dall’inferno
12.Solo (bolero) + Ghost Track

 Tra alcuni giorni metteremo una recensione brano per brano.

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set 03 2011

Marco Mengoni: Uscito il Singolo “Solo- Vuelta al ruedo”. La recensione

Categoria: musicaGraziano @ 15:30

E’ uscito ieri il primo singolo del nuovo album di Marco Mengoni, atteso da un anno.
I fan speravano di trovarlo ancora cresciuto nei testi, nelle musiche, nell’espressione della propria personalità come è giusto che sia.
Sono state superate tutte le più rosee aspettative.
Per prima cosa il testo. Nel titolo è riassunto un po’ il messaggio che viene lanciato ‘Solo- Vuelta al ruedo’. La vuelta al ruedo è il giro d’onore che viene accordato al toro (ormai morto) che si sia battuto con particolare onore, prima di essere condotto al macello. Mengoni racconta la storia di uno e di tutti i tori che hanno questo destino. C’è un’arena assolata, un toro attirato dal telo rosso che lo ingannerà, perché lo condurrà alla morte. Il toro sta nell’arena, col cuore che batte lentamente, sotto questo sole che non potrà che vedere la sua morte e davanti al pubblico in trepidante silenzio, che aspetta che si compia il suo destino, solo appunto.
Lui sa che non ne uscirà vivo e che non tornerà mai più in quell’arena, ma non può che lottare, scivolare, rialzarsi, correre, cercare di sfidare il torero che rappresenta il male, con tutta la sua forza.
Nonostante la lotta disperata, le lacrime e il sudore negli occhi, la morte arriva, quella morte che dopo lui toccherà ad ogni toro che entrerà nell’arena. E dopo la sua morte l’esposizione di un drappo azzurro gli accorderà l’onore, inutile, di essere portato in trionfo in un giro d’onore beffardo.
Questo racconto è una bellissima metafora delle ingiustizie che spesso le persone subiscono, della legge del più forte che vince e di colui che è solo o in minoranza che non ha speranza, ma che riesce sempre a mantenere la propria dignità e lotta comunque fino alla fine, anche con la consapevolezza che non c’è via di scampo. Un testo diverso da ciò che siamo abituati ad ascoltare, originale e interessante.

Queste parole sono accompagnate da una musica azzeccatissima, la parte iniziale è lenta e tesa, si sente il respiro affannoso del toro, è tutta un’attesa. Poi c’è la lotta impari e la musica la sostiene, si fa più dura, diventa potente e drammatica in un crescendo ininterrotto.
La voce sempre più espressiva anche nei toni bassi accompagna la musica e a volte ne prende il posto. L’assolo di chitarra che si sente dopo il minuto 2:00, a quanto detto anche da uno dei componenti della band, è in realtà un assolo di voce di Marco. A un primo disattento ascolto è quasi impossibile accorgersene, va ascoltato con attenzione.

Di questo pezzo, come degli altri dell’album, Marco è coautore.
E’ semplice ascoltando questo brano accorgersi della maturazione di questo ragazzo che per più di un anno non ha fatto altro che chiedere tempo per poter preparare il proprio album, buttare giù i pezzi, farli riposare, ‘decantare’, magari poi buttarli via o metterli da parte e riprenderli in un secondo momento.

Non c’è che da essere soddisfatti di questo brano, ‘il suo primo lavoro’ come ci tiene a precisare lui. E’ frutto della sua creatività, lo rappresenta ed è un pezzo qualitativamente valido.

Ovviamente per avere una visione d’insieme del lavoro è ancora presto, questo è solo il primo singolo di un concept album, un lavoro complesso e articolato di cui fa parte anche un Comic, che a questo punto ci trova ancora più impazienti e curiosi, ma assolutamente ottimisti viste le strepitose premesse.

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giu 27 2011

L’angolo delle Fan: Recensione concerto Valerio Scanu a Savona

Categoria: musicaGraziano @ 16:37

Una recensione, la mia. Per dare ordine ai pensieri, ai ricordi e alle emozioni ma anche per raccontare a chi c’era solo con il cuore.


Dopo vent’ anni lo Stadio Bacigalupo di Savona ha riaperto la stagione dei concerti scegliendo per l’occasione una voce straordinaria come quella di Valerio Scanu, il vincitore del Festival di Sanremo 2010. Questo giovanissimo artista che, non a caso, ha recentemente ricevuto dalla mani del Magnifico Rettore dell’Università La Cattolica di Roma un riconoscimento prestigioso e significativo per l’alto valore artistico, ha intrattenuto oltre un migliaio di persone di tutte le età che sono giunte da parecchie regioni tra cui la Toscana, Sicilia, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Lombardia , Piemonte, Calabria, in pratica da tutta Italia ma non solo, si sono infatti presentati fans anche dalla Francia e dalla Svizzera perché quando Valerio entra nel cuore nulla è più come prima. Faresti e fai, cose che non hai mai fatto, per nessuno al mondo.

Valerio ci appare sul palco dopo le 22, con i suoi inconfondibili occhiali da vista per un banale problema agli occhi ed anche leggermente raffreddato. Nonostante questo, lo spettacolo si svolge con grande scioltezza e forza interpretativa spaziando dal primo EP “Sentimento” all’Album “Valerio Scanu” sino al nuovo “Parto da qui” uscito lo scorso 11 Novembre 2010 ed allora si susseguono nell’ordine “Aria colorata”, “L’amore cambia”, “Non c’e più”, “Chances/Due stelle” , “Libero” “La mia coperta sul cuore”. Una voce straordinaria invade il Bacigalupo più avvezzo alle urla ed agli inni calcistici. Una voce perfettamente intonata, bellissima nel colore, rotonda nel timbro, ferma e lineare, corposa negli acuti, potente e suadente, con una estensione rara ci trasporta, ci fa ballare, ci culla e ci emoziona.

Una breve interruzione per intrattenersi con il pubblico, per leggere le dediche che alcuni fan avevano scritto per lui, per scherzare sul fatto che le zanzare banchettavano sulle sue braccia e prendere provvedimenti grazie alla sollecitudine di zia Silvia che, dalla platea, gli lancia una bomboletta antizanzare. Ed è a questo punto che Valerio simpaticamente, con la sua solita modestia, ironizza sulle sue scarse doti di placcatore e ancora una volta ci regala il sorriso più bello del mondo.

Fra una battuta, una lacrima, un sorriso e l’autentica emozione di tutti, lo spettacolo si svolge e seguono a ruota “Mio” “L’assoluto” “Esisti tu”: tutto si snoda nella più vera autentica semplicità ma ricca di significati profondi per il grandissimo affetto che lega Valerio al suo pubblico. Un pubblico che ha dimostrato anche questa volta di essere disposto a seguirlo ovunque perché Valerio è un universo di colori, di sentimenti, di emozioni che sa trasmettere attraverso quella dote straordinaria che ha nella voce. Un pianeta talmente vero, autentico, profondo nell’anima da essere assolutamente straordinario.

Per ogni concerto, al suo ormai noto repertorio, aggiunge una sorpresa, un pezzettino del suo cuore di artista ed anche questa volta, non si smentisce. Ed ecco inattesa una nuova cover, stupenda al punto di lacrimare. “I don’t wanna to miss a Thing” degli Aereosmith ci travolge con due acuti pieni di pathos, la sua voce per me l’ha resa ancora più bella. Parla d’amore ma soprattutto parla di lui. Valerio domina la scena ed è un brivido nell’anima per tutti i presenti. La standing ovation è di impulso, ancora una volta la platea intera si alza in piedi, applaude, poi tutti si avvicinano al palco e si accalcano alla transenna. Come già è avvenuto per “Chances” e come si ripeterà dopo per “Sentimento” che è pur sempre una perla rara per la bellezza interpretativa ma non solo.

Dopo questi slanci incontenibili, ognuno torna al proprio posto e la scaletta si completa e scivola via con “Credi in me”, “Indissolubile”, “Polvere di stelle”, “Per tutte le volte che”, “Sentimento”, “Parto da qui ” e infine i ringraziamenti alla band, alla casa discografica, agli organizzatori ed al Comune di Savona.

Si spengono le luci dei riflettori, Il palco si priva di quella presenza. Valerio si avvicina al suo pubblico che lo aspetta sul prato, regala autografi, sorrisi e mentre c’è chi si appresta a smontare la struttura si torna verso casa.

Seguire la carriera di questo giovanissimo artista che si è imposto per un innegabile talento fin da piccolino, vederlo crescere ed imparare alla velocità della luce, vederlo cadere anche vittima di riconoscimenti e opportunità ingiustamente negate ma anche vederlo rialzarsi e ricominciare più forte di prima, accorgersi che sicuramente merita molto più di quanto gli sia stato riconosciuto è stato un tutt’uno e si completa di significati via via, ad ogni nuova occasione. La bellezza e la completezza del suo essere artista e uomo, con tanta voglia di provare e donare emozioni, con tanta curiosità nel conoscere un universo di sonorità inesplorate, con tanta voglia di studiare, di approfondire cercando la perfezione. Tutto questo e molto altro gli danno un valore aggiunto e ci rende immensamente fieri ed orgogliosi di essere suoi sostenitori.

Un rigraziamento a  Raffaella B. che ha fatto la recensione. E un appunto per alcuni: anche questa volta la recensione fatta da fan la trovate qua. Riflettete.

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mar 15 2011

L’angolo delle fan: resoconto del concerto di Valerio Scanu a Roma

Categoria: musicaGraziano @ 17:38

Questa settimana per la rubrica “l’angolo delle fan” ho deciso di mettere il resoconto del concerto di Valerio Scanu a Roma.

Sono appena tornata a casa dal concerto di Valerio all’Auditorium Parco della Musica di Roma e nelle orecchie mi risuona ancora la sua voce calda e carezzevole che per un paio d’ore mi ha incantato con una magia che mi terrà legata a lui per sempre. Non so se riuscirò a descrivere l’emozione incredibile che si prova a un concerto di Valerio. Credo sia impossibile per una limitata mente umana poter esprimere in modo adeguato tutte le delicate sfumature della sua voce, i suoi ruggiti potenti che fanno vibrare le corde più segrete del mio essere o i suoi acuti sublimi che esplodono dentro al cuore, travolgendomi con una dolcezza insostenibile che scivola lentamente dentro di me fino a sfiorarmi l’anima. Una voce simile non può essere umana, è un qualcosa di divino, celestiale, che trasporta chi la ascolta in un mondo magico e perfetto, lontano dalle miserie terrene; un mondo fatto solo di musica, di armonia, di poesia dove il dolore e la sofferenza non esistono e si respira serenità e amore in ogni particella d’aria. Mentre scrivo la mia mente torna al momento in cui sono arrivata all’Auditorium. Erano le cinque del pomeriggio e già c’erano moltissime persone. Tante ragazzine dell’armata con i soliti, ridicoli, cuori di carta, ma anche moltissimi adulti fra cui le zie con gli immancabili girasoli e, cosa che mi ha stupito, parecchi anziani… oserei dire “nonni”. Una cosa che mi irrita sempre, quando leggo le recensioni dei vari critici professionisti, è l’ostinazione che hanno nel ripetere che Valerio è seguito solo da ragazzine. Non è assolutamente vero. Questo non è il primo concerto live di Valerio che seguo e sì, lo ammetto, le ragazzine dell’armata sono sempre tante, ma le persone adulte sono molte di più. Valerio è un Talento per palati fini che solo persone di un certo livello possono apprezzare al meglio. Certo, le ragazzine stupide che lo seguono solo perché è un gran bel ragazzo ci sono e ci saranno sempre, ma non sono la maggioranza come ci vogliono far credere. Non capirò mai questo ingiusto boicottamento dei professionisti verso un ragazzo così semplice, buono e pieno di talento da vendere che chiede solo di poter cantare e realizzare il sogno della sua vita. Sicuramente un Talento simile a soli vent’anni deve spaventare parecchia gente ormai sulla strada del tramonto che non si rassegna all’idea di dover andare in pensione e invidia questo ragazzo così giovane, con tutta la vita e una fulgida, lunga carriera davanti a sé. L’invidia è una brutta bestia. Essendo ancora molto presto mi metto a scattare un po’ di foto e mi collego a fb per aggiornare la pagina e dare le notizie dal campo alle mie amiche e alle utenti che non hanno la fortuna di essere qui con me. Nonostante le strilla insopportabili dell’armata che stona cantando il loro inno, nell’aria si respira un senso di attesa fremente, carico di eccitazione. Siamo tutti qui, ad aspettare lui. Valerio, il nostro Talento Divino. Grazie a internet le ore passano veloci e arriva finalmente l’ora in cui ci lasciano entrare. Trovo il mio posto in prima fila e inizio a scattare un po’ di foto. Ovviamente il teatro è sold out e la gente lo riempie velocemente nonostante sia molto grande. Dicono che l’acustica sia perfetta qui… non vedo l’ora di sentire la voce di Valerio e accertarmene personalmente. Lui arriva alle nove, stranamente puntuale e solo ora capisco che cosa ha provocato lo tsunami in Giappone ahahaha. Valerio, per carità, torna ai tuoi soliti ritardi! La sala precipita nel buio mentre le prime note di Aria colorata si elevano soavi e lui entra finalmente sul palco, riportando la luce nella stanza fra le strilla isteriche dell’armata che non hanno ancora capito che a teatro non si urla, non si canta sopra all’artista, ma si sta composte ad ascoltare il cantante in religioso silenzio. Ogni volta gli fanno fare queste figure… poi ci stupiamo se i critici lo massacrano… io mi chiedo come mai i genitori non insegnino più l’educazione ai figli oggigiorno… La voce di Valerio riempie la sala di quella dolcezza insostenibile che dicevo all’inizio e io cerco di concentrarmi solo su quella, ignorando le galline strozzate attorno a me…fra l’altro, questa è una delle mie canzoni preferite. Finita la canzone Valerio saluta tutti e ringrazia, poi passa a L’amore cambia e Ci credo ancora fino ad arrivare a Non c’è più. Qui c’è la prima standing ovation della serata. Quando arriva all’acuto su “fuocoooooo” tutta la sala trattiene il fiato e viene pervasa da un brivido. Spettacolare. Superbo a dire poco. Credo che il ricordo di quel “fuocoooooo” resterà impresso nella mia memoria per sempre. Le altre standing ovations sono state su Chances, Listen e Sentimento, ognuna delle quali ha lasciato il pubblico letteralmente senza fiato (a parte le solite armatesse… devono avere le pile duracell, non si spengono mai purtroppo…) Come si faccia a rovinare canzoni delicate e soavi come Chances e Sentimento gridando “sei bellissimoooo” non lo capirò mai. Già è offensivo per un cantante che si sta esibendo sentirsi dire “sei bellissimo” invece di “sei bravissimo”, ma per lo meno non lo fate mentre canta! Aspettate la fine della canzone, poi applaudite e gli dite quel che volete. La maleducazione regna sovrana, anche se ammetto che una parte della colpa sia del teatro. Avrebbero dovuto buttarle fuori al primo strillo. Così, forse, avrebbero imparato l’educazione. La mia coperta sul cuore è un’altra delle mie canzoni preferite. La voce calda di Valerio risulta molto sexy, qui, secondo me… in particolare sull’equivoco “vieni, vieni…e sei la mia coperta sul cuore…” Mio è bellissima, poi Valerio fa un siparietto divertente su Libero di cui le armatesse non colgono il reale significato… o forse fingono di non coglierlo, devo ancora capirlo. Ci sono o ci fanno? Mah… Su Domani fa una piccola premessa ribadendo che Scialla è molto meglio di Sfida. Il momento cover è emozionante. Listen è sempre perfetta e il ruggito di Scanu è un qualcosa di indimenticabile. Resto convinta della mia idea che la faccia molto meglio lui di Beyoncè questa canzone. Molto, molto meglio. Non ci sono paragoni proprio. Family è da brivido. Qui Valerio lancia un altro segnale che le armatesse non colgono dicendo che, visto che a Milano non l’aveva fatta, qui a Roma voleva cantare family. Inutile. Scanu deve avere le fans più tonte del pianeta… e dire che lui è tanto intelligente! Quando si dice che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo… Ricordati di noi è una canzone che resterà sempre nel nostro cuore, poi arriva il momento del bis con Per tutte le volte che avvolge l’intera sala con la sua magia e le armatesse cantano ahimè insieme a lui. E’ solo quando canta dopo Sentimento che finalmente tacciono e l’intera sala rimane all’ascolto della sublime voce di Valerio in un reverenziale silenzio che scoppia alla fine in una standing ovation, come già annunciato prima. Il concerto finisce con Parto da qui, canzone bellissima, la prima in cui Valerio si è cimentato come autore, un’altra delle mie preferite. Mi auguro davvero che nel prossimo cd lo lascino scrivere altre canzoni, perché è un vero talento anche in quello. Molto meglio questa sua di tante altre, scritte da autori importanti, che gli han fatto cantare in precedenza… Il ritorno a casa è sempre un po’ amaro. Se c’è un difetto nei concerti di Valerio è che sono troppo corti! Quando sei lì che ascolti la sua voce meravigliosa ti sorprendi a pregare che non finisca mai. Invece, invariabilmente, finisce e sempre troppo presto. Il ricordo, però, ti rimane dentro. Per sempre.

Grazie a F.H per l’articolo e la disponibilità.

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mar 04 2011

L’angolo delle fan: La recensione di Valerio Scanu al Blue Note

Categoria: musicaGraziano @ 15:26

Avevo scritto nel post precedente che non avrei recensito il concerto, ma pensandoci non è giusto. Quindi metto una recensione fatta da “Persone presenti all’evento”. E’ stata fatta da un gruppo di fan, in barba ai giornalisti che boicottano quello che pare a loro. La metto per sfidare il potere mediatico. E che cazzo.

Il nuovo tour di Valerio Scanu si è aperto il 1° e il 2 marzo nella prestigiosa cornice del Blue Note di Milano che lo ha visto protagonista di due doppi concerti, alle 21 e alle 23, nel pieno rispetto della tradizione dei grandi artisti internazionali che si esibiscono nel famoso tempio milanese del jazz. La sua due giorni canora è stata senza dubbio un successo per il grande afflusso di pubblico ma soprattutto per lo spessore e l’intensità dello spettacolo che ha saputo offrire, stupendo in positivo anche i suoi più affezionati sostenitori. Il giovane cantante si è confermato interprete di grande qualità vocale, raffinato, elegante, versatile, sobrio e misurato e ha saputo incantare il pubblico con il dono di una voce che sembra avere a disposizione più colori della tavolozza di un pittore impressionista, ricca, articolata, potente, seducente e intensa.
Il primo concerto si apre con “Aria colorata” e la voce calda, pastosa e avvolgente di Scanu si diffonde nel Blue Note saturando subito l’aria di emozione fino ad avvolgere il pubblico in un abbraccio di velluto morbido e sicuro, vibrante e intenso. Scanu appare visibilmente emozionato, raggiante, ma non sopraffatto dal prestigio e dalla suggestione del luogo e fin dall’inizio la sua interpretazione è perfetta, precisa, senza una sbavatura e soprattutto sorretta da una intensità, una consapevolezza e una forza espressiva sbalorditive. I brani si susseguono toccando generi e sonorità diverse nonché tutte le sfumature del sentimento: si passa dalle sonorità R&B e il ritmo incalzante dell’ “Amore cambia”, che Scanu interpreta con grande agilità vocale e perfettamente in stile, alle inflessioni reggae che colorano la melodia di “Ci credo ancora”, al sound rockeggiante di “Libero” e “La mia coperta sul cuore”, passando per la melodia travolgente e i continui cambi di registro di “Non c’è più”. In questo percorso musicale Scanu dimostra tutta la sua versatilità e soprattutto il suo innato gusto interpretativo, riuscendo a trovare per ogni brano l’esatta definizione espressiva, sia in termini puramente vocali (accenti, colori, inflessioni) che emotivi. Amore, dolcezza, rabbia, nostalgia, desolazione, rimpianto, passione, impeto e sensualità fluiscono attraverso la sua voce con naturalezza, senza forzature o eccessi di recitazione. Scanu sembra assaporare tutte le parole che pronuncia, scandendole perfettamente, senza mai sacrificarne il senso al virtuosismo vocale, sia che le canti a fior di labbra, che le lasci emergere dalle profondità calde e scure dei suoi bassi o che le faccia librare in volo con i suoi acuti possenti.
Il pubblico, coinvolto e attento, sottolinea tutti i passaggi di maggiore impatto con applausi fragorosi che Scanu ricambia lasciandosi pervadere e scuotere dalla musica senza remore, tanto che sul finale di “Chances”, dopo aver sussurrato il suo dolore per l’amore ormai perduto, si lancia in una serie di acuti straordinari, appassionati e potenti, in cui la sua voce si fonde con la musica, ne diventa l’anima, la trasforma in un ondata di emozioni che si rovescia sulla platea, la inonda e il pubblico risponde come un corpo unico scattando in piedi per una standing ovation infinita che coglie Scanu quasi di sorpresa, mentre sul suo viso si susseguono l’emozione, la gioia, l’imbarazzo e l’incredulità.
L’atmosfera diventa sempre più intensa e coinvolgente e quando Scanu intona le note di “One night only”, brano tratto dal musical Dream girls, il pubblico ammutolisce davanti al palesarsi, prepotente, della sua vocazione soul, mentre la sua voce si esalta nei bassi caldi, morbidi e vibranti e negli acuti in voce che salgono potenti e pieni senza scolorare mai, regalando una versione del pezzo assolutamente personale, sensuale, intima, sobria, decisamente maschile. La splendida esibizione è nuovamente premiata con una standing ovation.
Il momento più toccante della serata è certamente l’incontro sul palco con il maestro, il mentore e l’amico Luca Jurman che, con le sue parole piene di affetto e stima, riesce persino a strappare qualche lacrima a Scanu, nonostante il naturale pudore per i sentimenti lo porti a tentare di dissimulare il proprio turbamento per poi trasfonderlo nel duetto sulle note di “The greatest love of all”, interpretato in chiave intima e confidenziale, vocalmente tutto giocato sui cambi di registro, in cui le voci dei due interpreti si inseguono, si sfidano e si fondono in una esecuzione articolata, tecnicamente complessa e sorprendente per intensità, che il pubblico accoglie con l’ennesima standing ovation.
La serata prosegue con un amarcord che ripercorre alcuni dei brani cardine dei precedenti lavori discografici del cantante e che ne evidenzia la crescita artistica e interpretativa, rivelando uno Scanu decisamente più maturo, più consapevole, più uomo, più capace di mettersi a nudo.
Il concerto si chiude sulle note di “Sentimento” che Scanu, decisamente in stato di grazia, interpreta magistralmente chiudendo in modo perfetto una serata che resterà indimenticabile per lui e per il pubblico che ha avuto il privilegio di assistere a questo suo battesimo da solista nel tempio del jazz.
Il secondo concerto è addirittura migliore del primo, Scanu fa una vera e propria incetta di applausi a scena aperta e standing ovation e non soltanto non dimostra alcun segno di affaticamento vocale ma sembra quasi che la sua voce si scaldi sempre di più ad ogni canzone, segno che i tanti anni di gavetta nei piano bar e l’ottima tecnica gli consentono di gestire la voce da professionista navigato. Il secondo concerto, inoltre, prevede qualche novità nella scaletta e regala un bel duetto con Federica Camba sulle note di Polvere di stelle.
Il copione si ripete con lo stesso successo e lo stesso coinvolgimento emotivo nel doppio concerto del giorno seguente, in cui meritano almeno una menzione la bellissima interpretazione di “When I First Saw You”, altro brano tratto da Dream girls, in cui la bellezza dei bassi di Scanu emerge prepotentemente e una nuova versione di “One night only” in cui il cantante riesce a vincere su se stesso surclassando la già mirabile esecuzione del giorno precedente.

Grazie al gruppo di fan che hanno scritto per questo blog la loro recensione. Esclusiva.

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mar 03 2011

Perchè non ho recensito il concerto di Valerio Scanu al Blue Note

Categoria: musicaGraziano @ 22:42

Perchè non l’ho visto, semplice, Ringrazio una fan per avermi inviato Chances interamente girato al Blue Note. Non si può fare una recensione per sentito dire o avendo visto un video. Uno potrebbe inventare di tutto e di più. Essendo una persona seria (anche se non parrebbe, o forse non lo sono, fate voi) ho evitato appositamente, ci hanno pensato altri, con svarioni enormi. Potevo farlo fare ad una fan il post con la recensione, ma sarebbe stato troppo di parte (come chiedere ad un romanista come gioca Totti), magari ben fatto, ma pur sempre enfatizzato. Che abbia fatto successo è fuori dubbio, ma questo lo dovrebbero dire i giornalisti presenti all’evento, non di parte, ma professionisti. Ma pure loro latitano, d’altronde secondo delle logiche a me sconosciute esistono artisti di serie A e di serie B, quelli di serie A vincono sempre. Forse perchè a qualcuno va bene così.

Sembra di essere tornati ai tempi di Moggi, o eri con lui o perdevi. Solo che qua il Moggi di turno è rimasto. E pare non volersene andare.

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