ott 03 2009

Un genio, la finanza ed i polli

Appena entra in Italia, ormai, gli tolgono qualcosa. Una volta gli hanno scippato parte del compenso che gli era dovuto per la comparsata a “Ballando con le stelle”. Tremila euro, poca cosa in confronto ai trentasei milioni di euro che deve al fisco italiano, cioè a noi. Qualcosa come lo 0, 008% del suo debito. Un’altra volta è venuto in Italia per una partita di calcio per beneficenza, arrivarono i finanzieri e gli tolsero 2 Rolex d’oro, per un valore di diecimila euro, un pò di piu’ ma pur sempre briciole. Diego Armando Maradona deve una marea di soldi al fisco italiano, cioè a noi, ma non c’è peggior tirchio di un miliardario. Ogni volta che Diego passa la frontiera i finanzieri vanno da lui e si fanno consegnare l’elemosina. Stavolta, sorpreso in un albergo di Merano, gli hanno strappato dalle orecchie 3 diamantini. Valore, quattromila euro.Ma a Diego cosa importa? E’ con fastidio, ma con sufficienza che ormai affronta i finanzieri e consegna l’obolo.

E’ incredibile quanto riescano ad essere antipatici i geni.

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mag 07 2009

Rampolli, polli e pollai

L’ UDC ha candidato alle elezioni europee il rampollo di casa Savoia Emanuele Filiberto.

Ora andando con l’UDC c’è una ram di troppo. Infatti è diventato un pollo.

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dic 18 2008

Mariastella Gelmini ed io

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 13:39

 ”Il maestro unico è assolutamente compatibile con il tempo pieno”. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Anche il cervello di Mariastella Gelmini è assolutamete compatibile con quello di una gallina”. L’ho spiegato durante una conferenza stampa a casa mia. In pollaio ovviamente. E le galline hanno capito ed applaudito.

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ott 17 2008

Al pollo, al pollo

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 08:54

Ecco, la catastrofe è arrivata. Ma nessuno se n’era accorto, la colpa è tutta dei catastrofisti. Nessuno aveva previsto il crollo delle Borse, lo sfaldamento delle banche, il dileguarsi dei risparmi, l’affondamento del mercato. Nessuno ha creduto nelle crepe che stavano per demolire la casa mondiale del denaro. Perchè? Anche perchè eravamo tutti impegnati a terrorizzarci per le catastrofi inesistenti, per le apocalissi inventate. Tutte precauzioni inutili. La catastrofe stava arrivando per davvero, ma non dai profeti della disfatta, dai professionisti del pericolo incombente. Si è partiti con l’allarme “mucca pazza”, doveva fare molte vittime, ma l’unica vittima è stata la bistecca con l’osso, messa al bando: l’allarme era fondato su dati non accertati. Avevano detto che l’influenza avaria avrebbe sterminato l’ Occidente (morti a milioni, se non addirittura a centinaia di milioni), grazie al morbo trasmesso attraverso i volatili. Ce la siamo presa con i poveri polli. E i milioni di morti? Non ci sono stati. Ricordate la Sars? Doveva devastare il mondo secondo gli esperti, nessuna catastrofe, la Sars è stata perfino dimenticata dalla memoria collettiva. E il cancro “certamente” provocato dall’uso dei telefonini? E la certezza che le centrali nucleari avrebbero contaminato l’universo, provocando chissà quanti morti, feriti, avvelenati dalle radiazioni? Il catastrofismo ha questo particolare: concentra angoscia e fobie su catastrofi inesistenti e distoglie l’attenzione dalla catastrofi possibili. E quindi ora che il terremoto economico è arrivato, e lo tsunami finanziario si è imposto, e il cataclisma monetario ci sta travolgendo, ci si sente vulnerabili e desolatamente alla mercè degli eventi.

Senza nemmeno potercela prendere con polli e bistecche fiorentine: una vera catastrofe.

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