Sembrava un’indiscrezione il fatto che Shakira avesse plagiato una canzone per fare l’inno dei Mondiali di calcio 2010. Il tormentone “Waka Waka” si sta rivelando come un vero e proprio plagio. Infatti su Youtube è comparso un vecchio video del gruppo Las chicas del can, dove compare la versione originale datata 1982 dal titolo “El negro no puede”. Da fonti sud americane risulta che l’autore Wilfrido Vargas abbia chiesto undici milioni di dollari come risarcimento . Ma il problema è un altro: la canzone “El negro no puede” sarebbe anche essa un plagio nei confronti di un’altra canzone, questa volta africana, per la precisione camerunense dal titolo “Zangalewa”, un canto molto conosciuto dai soldati e boy scout. Questo è il video che è comparso su Youtube, in pratica la canzone pare identica all’inno scritto da Shakira.
Riassumiamo: Shakira plagia Wilfredo Vargas, il quale aveva plagiato a sua volta il canto popolare. Quindi proporrei di donare gli 11 milioni di dollari (5,5 messi da Shakira, 5,5 messi da Vargas) in beneficenza al popolo camerunense. L’udienza è chiusa. La corte si ritira per deliberare.
Update: Dopo varie ricerche la corte ha scoperto che “Zangalewa” è stata scritta nel 1986, quindi 4 anni dopo la versione di Vargas. Il mistero si infittisce. La corte è in crisi come la nazionale italiana.
Update 2 definitivo: Dopo altre ricerche la corte ha scoperto che il brano “El negro no puede” non è del 1982, come scritto sul video ma del 1990, traccia dell’album “Juana La Cubana”. Quindi Vargas e Shakira ora pagate. In fretta.



