Domenica scorsa il Presidente del Consiglio ha scritto una lettera al sindaco di Vicenza Achille Variati, dicendogli che il referendum sulla nuova base militare a Vicenza “non s’ha da fare”. Oggi Achille Variati spiega perchè invece il referendum si farà. E dichiara ai microfoni della Rai:
“Il presidente del Consiglio, Berlusconi, mi ha scritto che per lui questa consultazione popolare è inopportuna perchè c’è una ragion di stato che ha portato il governo, questo, e quello precedente, a dare il consenso per la costruzione di una nuova base militare a Vicenza”.
“Non intendo sottoporre a consultazione popolare un quesito di politica estera, militare, di questioni inerenti i rapporti tra stati. Mica siamo matti! Queste sono competenze che non sono di un ente locale”.
“Noi ci stiamo interessando dell’area dove sarebbe in costruzione la nuova base. Vicenza accoglie soldati e civili da 53 anni, avendo dato alla ragion di stato 1 milione di mq del proprio territorio. Ora c’è una necessità di allargamento della base. Allora perchè non cercare anche in Vicenza soluzioni diverse rispetto a un’area che è limitrofa all’area delle sorgive da dove partono gli acquedotti che danno da bere alla città di Vicenza, ma anche di Padova?”
“Bisogna aprire un tavolo di discussione, perchè il valore della politica quando esistono ragion di stato e ragioni di una comunità la politica deve saper mediare. Ecco perchè intendo confermare il referendum”.
Berlusconi ora credo stia zitto, fortunatamente in Italia non tutti lo ascoltano. Il “non s’ha da fare” mi sa tanto di regime, e questa è una cosa che non voglio, e come me credo milioni di italiani. Trovo disgustoso che la politica entri nel merito di un referendum, che è la base della democrazia.
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