Puntuali nell’ immediato dopo-vacanze (addirittura due appuntamenti settimanali, non si risparmiano, il giovedì “Io canto” e il sabato “Ti lascio una canzone”) stanno rispuntando le trasmissioni (originali e clonate) che riproporranno implumi creature musicali poi per sempre recanti il “marchio di fabbrica” di fuoriuscite dalle covate di Antonella Clerici e Gerry Scotti.
C’è da dire che anche Valerio Scanu, in età da Lego e macchinine, è stato alla trasmissione "Bravo bravissimo", incentrata sulle abilità artistiche di acerbi bambinetti, presentata dal compianto Mike Bongiorno, che però con il suo garbo e la sua bonarietà protettiva un pò da nonno nei confronti dei concorrenti è riuscito a non trasformarli in piccoli mostri o fenomeni da baraccone. E chi dimentica il buon Cino Tortorella per intere generazioni di bambini universalmente Mago Zurlì? Ma lo "Zecchino d'oro" era un'altra cosa, le canzoncine si intitolavano ingenuamente "Il valzer del moscerino" "44 gatti" "Popoff" e ai piccoli interpreti era precluso il mondo emotivo sentimentale degli adulti. Oggi no, i ragazzini di “Io canto” e “Ti lascio una canzone” cantano "di tutto", ma proprio "di tutto" (chi vuole intendere ha inteso), assumono pose da adulti, fanno Tour con più date dei talentati over 18, sono premiati nel corso di varie manifestazioni, ricevuti a "Chiambretti night" (vedi Cristian Imparato che un anno fa dopo Sanremo, dialogò senza imbarazzo alcuno con il presentatore e con Scanu) e incidono cd a tutto spiano, un "business" a tutti gli effetti anche questo. Mi chiedo, quando i "cocchi" ridiverranno "zucche" e i "cavalli" "topolini" (badate bene, non “sorcini”, magari), che ne sarà di questi piccoli minidivi? Su di loro aleggia inesorabile lo spettro di una tale Nikka Costa.
Come la mettiamo con questa strumentalizzazione (come chiamarla diversamente)?



