Dopo tanto accanimento, dopo tante battaglie vinte, dopo l’umiliazione inflitta ai tanti impiegati fannulloni di uno stato fannullone, dopo i licenziamenti e successive depressioni, nonché i tentativi di suicidio, la crociata antifannulloni di Brunetta ha cozzato contro il muro di gomma dei suoi tronfi colleghi del Parlamento, i quali se la ridono del suo metodo. E Brunetta rischia di perdere la sua guerra santa. Meno male che il pungiglione del dott. Vespa, il gioviale giornalista di vespa a vespa, lo ha punto nel bernoccolo creativo ricordando al crociato quale vergogna di fronte la Paese provochino questi assenteisti, e ora Brunetta vorrà lottare contro i pianisti che votano a quattro mani per i nullafacenti e i parassiti assenteisti parlamentari che si fottono lo stipendio alla faccia dei gonzi che li hanno votati. Brunetta ha asserito che se non ce la farà ad estirpare il fannullonismo dei suoi colleghi del Parlamento, ne chiederà il licenziamento, previa consultazione con il lavoratore per antonomasia, don Silvio cav. Berlusconi. E se nemmeno questo sarà sufficiente, si dimetterà lui da tutto, per controeffetto implosivo dell’effetto-Brunetta.
Sempre che riesca a scendere dall’altissima poltrona, il sogno di tutta la sua vita.
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