Luca Jurman Inizia a suonare il pianoforte in tenera età, debuttando a 13 anni come pianista jazz al Ca' Bianca Club di Milano con una nota formazione jazz. Ha composto oltre 200 jingle (tra i più famosi quelli per Sorrisi e Canzoni, Coca Cola, Cuore di Panna, Bmw, Ringo e Sky). Attualmente occupa diverse posizioni nel mondo artistico: on stage (con concerti, in tv e in teatro), backstage (collaborazioni, produzioni e direzioni) e porta avanti l'attività di vocal coach e insegnante di canto nella sua scuola a Milano. Ha all'attivo anche un'attività on-stage come cantante solista. Diventa direttore musicale e arrangiatore nel “Tour mondiale 2001/2002” di Laura Pausini con la quale duetta in “Dime”. Riceve la nomination quale “migliore produttore vocale” nei “Latin Grammy Awards 2002" per il disco della Pausini “The best of”. Questa è una nomination che Luca aveva già ricevuto nel 2000 per la sua collaborazione con Alejandro Sanz. Nel 2010 riceve un "Premio Mia Martini Speciale" per la sua straordinaria carriera di cantante e musicista, oltre che di didatta e divulgatore dell’arte vocale. La sua popolarità mediatica aumenta con la partecipazione al talent show Amici di Maria De Filippi, nelle vesti di vocal coach dal 2007 al 2011. Ha elaborato un innovativo metodo di insegnamento del canto il "Vocal Classes". Dal 2007 ha intensificato i suoi concerti nel tempio della musica jazz e blues: il Blue Note di Milano. Il suo ultimo album è "Live in Blue Note Milano", un doppio-cd live, pubblicato nel 2009.
Il tuo nuovo album, da quanto ormai ci stai lavorando e per quando è prevista la sua pubblicazione? Cosa ci possiamo aspettare: cover, inediti? In inglese o in Italiano? Pezzi live come nell'ultimo album? E collaborerai con artisti che già in passato ti hanno affiancato o ci saranno delle novità in questo senso?
Il mio Album è in lavorazione da un pò, scrivo e riscrivo, cambio e ricambio, vorrei dire talmente tante cose che poi non riesco a decidere quali brani inserirci. Saranno inediti, forse una cover perchè amo sempre riarrangiare qualcosa, l'italiano è la lingua che noi abbiamo dentro, l'inglese mi permette di comunicare più ad ampio raggio, credo che si deciderà verso la fine la lingua in cui verrà ultimato l'album, spero di poterlo fare in tutte e due.
Io non faccio dischi con il mero intento di vendere un prodotto, li faccio perchè amo fare musica ed esprimere sensazioni pensieri ed emozioni, insomma…dare,dare,dare…tutto quello che ho dentro. Ovvio che vendere mi permette di produrre nuova musica, ma non ci voglio pensare o rischio di contaminare la parte creativa. Sto pensando anche a qualche ospite, ma anche qui…lo voglio fare perchè lo sento e non perchè…devo!
Nel mondo della musica, classifiche e quant'altro, vi sono meccanismi diversi in Italia rispetto ad altri paesi europei? Se sì quali?
La classifiche cambiano di paese in paese, l'Italia avendo meno controlli in questo senso ha più pecche….forse da troppo tempo ha messo all'angolo la competenza musicale favorendo quella commerciale, peccato che la crisi discografica sia il risultato del loro operato e dei vari meccanismi ormai non solo inceppati…ma rotti!
Troppe paure e pochi investimenti, la paura di perdere la propria "sedia" porta i dirigenti dei meccanismi a non rischiare, la maggior parte delle radio sottostanno al "Music-control", una sorta di "mettiamo questo e non quello", piuttosto che "spingiamo questo così possiamo mandare anche l'altro", per obblighi o editoriali o di accordi fatti in precedenza, le apparizioni televisive (tranne qualche caso isolato) sono spazi concordati da interessi che vanno troppo aldilà dell'arte, insomma…un vero schifo se uno ci pensa un attimo, ma per fortuna ogni tanto ci ricordiamo che prima di venderla o di contaminarla..la musica dobbiamo crearla, e per fortuna lì si tirano altre somme, credo che oggi la sopravvivenza artistica sia uno scopo più importante della vendita in se, se sei un vero artista sopravvivi, se non lo sei…magari fai un "colpetto" di soldi al momento ma poi…..fine.
Che cosa ci puoi dire invece del tuo progetto teatrale?
Posso dire che sono orgoglioso di lavorare con un "genietto" come Maurizio Colombi, il mio management si sta battendo per metterlo in scena nel modo migliore, senza buttare via soldi inutilmente, vogliamo solo mettere in scena uno spettacolo che attraverso una sorta di commedia musicale mette in luce due storie, la vita di chi ama la musica con tutto se stesso e con tutti i suoi sogni, e la storia della Motown, la prima casa discografica indipendente ad aver superato ogni limite immaginabile, mettendo quasi in ginocchio le major di quel tempo. Sarà anche interattivo e tutto suonato e cantato dal vivo, collaboreranno tutti allo show, il palco e il pubblico, ma…non posso dire altro!
Qual è la filosofia artistica che si insegna agli allievi dell'Accademia Vocal Classes?
La musica è di tutti ma non la possono fare tutti, fa parte delle arti eccelse, un conto è cantare per se stessi, farlo per gli altri e per l'etica dell'arte…è un'altra cosa!
Vocal Classes purtroppo non inganna, non vende i suoi corsi a chiunque, propone l'amore per lo studio e la crescita della musicalità dell'artista, individuo per individuo.
Cantare fisiologicamente ci vuole poco tempo, cantare artisticamente richiede vera passione e dedizione, coscienza che…non si smette mai di imparare e..non si smette mai di migliorare! Noi facciamo parte della musica non siamo la musica, l'umiltà e la grandezza dell'artista risiedono nella capacità di essere allievo.
Sappiamo che l'accademia offre tre borse di studio agli studenti dell'Accademia stessa. Hai mai pensato di agire quale una sorta di Talent Scout e scovare giovani promettenti ai quali offrire un posto nella tua Accademia?
Certo, alcuni li produco, alcuni dove posso li aiuto…un pò come fa un manager, quelli che hanno il dono della passione per la divulgazione li inserisco nel "teaching technique master", un corso speciale per imparare ad insegnare, difficilissimo…malgrado lo abbia creato io me lo ripasso in continuazione..ha ha..
"Io credo nella divulgazione dell'arte perchè amo l'arte e perchè faccio arte, il business è una conseguenza, se devo cercare di inventare un modo di fare anche un pò di arte partendo dal business…non mi sento a posto con me stesso." sono parole tue e tuo è il progetto "La produzione artistica e (laddove le possibilità lo permettono) esecutiva di Artisti nuovi e non, o almeno non presi in seria considerazione dalle aziende che li hanno precedentemente seguiti." Come pensi di riuscire a rendere le tue produzioni competitive rispetto a quelle di tutti gli altri che invece mettono il business prima di tutto?
Sinceramente la competitività non la considero parte del progetto, forse sbaglierò ma in questo storico momento credo che la gente abbia bisogno di verità anche nell'arte che più accompagna la vita di tutti! Io lavoro creando un progetto artistico attorno al mondo che appartiene all'artista stesso, cerco di aiutarlo a convogliare il suo talento costruendogli un vestito fatto su misura, partendo dalla composizione dei brani fino alla realizzazione di un mondo sonoro che rispecchi il più possibile le sue idee e il suo essere, insomma non solo rispettando ma mettendo in luce la sua personalità e le sue qualità, non partendo dal modo in cui si opera oggi, ovvero: "visto che sta andando forte quell'artista o quella cosa dobbiamo creare qualcosa di simile per il nostro mercato", ma al contrario, cercando semplicemente di basarsi sulla qualità artistica, cercando di dare emozioni il più possibile, emozionandoci prima noi per quello che stiamo creando. Devo emozionarmi io e si deve emozionare l'artista, il compositore, il musicista che lo realizza, fino ad arrivare a percepire l'emozione del fonico. La musica è emozione, se manca quella allora è inutile farla e produrla. Figuriamoci metterla in vendita!
Già da tempo le case discografiche non spendevano tempo e denaro nella ricerca di giovani talenti da coltivare e lanciare sul mercato, ora questo lo fanno i talent show. E per questi giovani quanto è cambiato l'approccio al mondo della musica? Non sarà che troppi sognano di diventare fenomeni dimenticando di dover essere prima ancora talenti?
Esatto, nel mio libro "VocalClasses" parlo proprio di questo, riporto anche un pensiero di un'altra scrittrice che a parer mio definisce bene e chiarisce bene questo punto: Esiste l'artista e l'usurpatore d'arte, purtroppo molti confondono il mondo dell'arte con il mondo dello spettacolo/business, pensano che fare arte sia un modo di differenziarsi dagli altri e di avere una possibilità in più di arricchirsi e di diventare famosi solo perchè amano le luci della ribalta e non la ribalta! E' un grave problema che più volte ho cercato di evidenziare nelle mie partecipazioni televisive e continuo a farlo nel mio piccolo..
Piccoli talenti crescono. Come? Meglio in giro a fare piano bar e serate o baby talent che già aprono le porte del mercato discografico?
Che brutta situazione…baby-talent…una volta c'era Bravo Bravissimo dove i talenti venivano ulteriormente premiati e invitati tramite un maggior riconoscimento a continuare il lor percorso di studio per migliorare sempre di più, oggi si premia e basta, abituando i talenti a non crescere e spingendo le famiglie a far esibire come dei "fenomeni" i propri figli, il più delle volte convincendoli che è giusto così. Studiare e sperimentare per crescere, fare pianobar non è un modo di bassa categoria di fare musica, smettiamola anche con questa cosa, pianobar, serate, concerti di piccola organizzazione…è fare musica!! Molti grandi di oggi hanno iniziato così e molti grandi artisti lo fanno ancora, il grande artista non si misura da quanto vende o se si esibisce allo stadio ma da quello che è e che fa! La musica non ha differenza di spazi, si differisce nella qualità!
Dopo il talent, AfterTalent! Cosa succede? Quali giovani che abbiamo visto al talent rivedremo con AfterTalent? Oppure conosceremo voci e volti nuovi?
Tutte e due le cose ma….lo saprete a breve, anzi…brevissimo!!
Abbiamo chiesto a Valerio Scanu, quando è stato ospite sul blog, come sei tu quale insegnante. A te chiediamo, allora, essendo stato Scanu un tuo allievo ed essendo tu un esperto musicista e docente, qual è il genere che meglio gli permette di esprimere le sue caratteristiche e qualità vocali?
Non vorrei dirlo, vorrei aiutarlo nel farglielo fare! Ogni tanto ci vediamo e tra una lezione e l'altra…qualche idea ce la diciamo… Quando lo ospito nei miei concerti cerco di fargli cantare ciò che secondo me si avvicina di più alle sue qualità e alla sua sensibilità artistica, spero un giorno di poter collaborare più strettamente e liberamente con lui, casa discografica e contratti vari permettendo!!
Qual è la tua visione su Valerio e su il suo futuro?
Se canalizza le sue energie verso una svolta musicale e verso il suo vero "io"… lo vede bene! Certo, gli alti e bassi ci sono per tutti ma lui, se vuole e se gli viene permesso può fare musica e vivere con lei per il resto della sua vita!
Pensi che lavorare con giovani talenti abbia arricchito artisticamente anche te?
Lavorare con il talento e l'arte dei giovani e dei meno giovani arricchisce l'anima il corpo e la mente di chiunque,.. e sempre di più!
Un ringraziamento a Luca Jurman per l'intervista concessa. Inoltre un ringraziamento particolare a Natalia Stano (Consulente Amministrativo- Management) per l'aiuto dato.








