Un reo confesso di stupro viene condannato agli arresti domiciliari; un drogato ubriaco investe un gruppo di persone ferme alla fermata di un bus e viene condannato agli arresti domiciliari. Casi come questi si susseguono. Forze dell’ordine e militari impegnati per limitare la delinquenza: peccato che poi, quando i responsabili vengono catturati, siano rimandati rapidamente a casa. A un assassino (caso Reggiani) viene pure decurtata la pena perchè il delitto sarebbe stato determinato dal tentativo di difesa da parte della vittima.
E che cazzo, non è più possibile chiamarla giustizia. Anche se noi continuiamo a crederci. O forse no.
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