feb 24 2010

Sanremo 2010: ecco i tabulati del televoto

La finale è stata divisa, come ricorderete, in due parti: la prima ha visto in gara i 10 big finalisti da cui, con il voto della Sanremo Festival Orchestra (mai reso noto nel dettaglio) e del pubblico a casa, sono stati individuati i tre finalisti.
Questa prima parte ha visto l’apertura del televoto alle 20.43 (la puntata iniziò alle 20.30) chiuso poi alle 23.12: a quel punto la classifica del televoto era la seguente (ovviamente i dati non sono stati diffusi dalla Rai):
1° Pupo & Co (212.482 voti);
2° Valerio Scanu (135.588);
3° Marco Mengoni (80.287);

4° Povia (61.125);
5° Arisa (37.069);
6° Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210);
7° Noemi (23.089);
8° Malika Ayane (21.668);
9° Irene Grandi (18.358);
10° Simone Cristicchi (16.031).
Sarebbe stata quindi netta la vittoria di Pupo e del Principe (almeno per quel che concerne il televoto), ma alla riapertura del televoto alle 23.39 (durato poi fino alle 00.32) – quando ormai tutto era in mano al pubblico, visto che il vincitore è stato decretato solo dal televoto – i primi due posti si ribaltano, con una improvvisa mole di voti per Valerio.
Leggiamo cosa scrive l’Avvenire: “Poco meno di 53 minuti, durante i quali ai fan del Trio patriottico – che fino a qui aveva dominato – si aggiungono soltanto 1.384 voti in più, mentre Valerio Scanu ne raccoglie ben 96.517 in aggiunta a quelli già accumulati prima.“

Strana come cosa direi. Quasi in contemporanea arrivano addirittura 95.000 voti in piu’ a favore di Scanu.

In totale per i Giovani sono arrivati 371.944 televoti da apparecchi fissi e 822.125 da cellulari. Per i big, invece, sono arrivati 878.848 televoti da casa e 1.534.033 da cellulari. In totale sono stati espressi 3.606.950 televoti. Al costo di 0,75 euro a voto, il totale è di 2.705.212,50 euro. Che si traducono in altissimi  guadagni per la Rai e per le compagnie telefoniche.

E sti cazzi direi. Meno male che sono “solo canzonette”.

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ott 16 2008

A chi spetta il diritto a dire quel che gli pare

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 13:36

Walter Veltroni ha lamentato la tendenza verso una “società senza valori”, sottolineando che la presenza pubblica della religione è una ricchezza. Tutto bene, anche se è un pò poco rispettoso rispetto ad agguerriti avversari (ma lo sono ancora?) come Maurizio Lupi (Vicepresidente della Camera), il quale contrappone la sua “laicità positiva” a quella “nichilista, relativista, dove ognuno si sente in diritto di dire ciò che vuole”. Curioso! Credevo che il diritto di dire ciò che si vuole fosse quello che definisce una società libera – tra l’altro, il tipo di società che i “nichilisti” di vario genere si affannano a denigrare. Solo vescovi o capi di partito dovrebbero dire quel che vogliono? Mi pare interessante un’altra considerazione di Veltroni: “Anche la politica va rasoterra”. La prendo come un’onesta autocritica.

Quasi una confessione.

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