Virginio nasce a Fondi (LT) il 31 gennaio 1985.
La voce e la voglia di diventare un cantante sono comparse quasi subito, in una famiglia che all’inizio rimaneva abbastanza indifferente alle richieste d’attenzione e ai sogni di gloria del giovane Virginio. Sono poi arrivate le prime lezioni di pianoforte e, con queste, la scoperta di un universo di accordi e armonie con cui poter giocare e raccontarsi.
Insieme al liceo classico Virginio frequenta una scuola di recitazione, per cinque anni: con questa partecipa all’allestimento di diversi spettacoli, dove, oltre a recitare, naturalmente canta. E ascolta, anche, e molto: Depeche Mode, Coldplay, Carmen Consoli, Elisa, Cristina Aguilera, Radiohead, Tracy Chapman. Virginio ascolta tutto e da tutto trae spunto e stimoli per scrivere e imparare. All’inizio lavora alle proprie canzoni in inglese, per pudore: poi, rotta la timidezza, prova in italiano. E i risultati colpiscono.
Dopo il Liceo, Virginio si trasferisce a Milano, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti nella Facoltà di Grafica e Pubblicità. Qui entra in contatto con Paolo Agosta, che ascolta un nastro con le sue canzoni e lo mette in contatto con la Massive Arts di Ivo Grasso, struttura con cui collabora. Lo stesso Paolo diventa uno dei collaboratori al progetto discografico di Virginio, che parte da un singolo molto importante: “Davvero” è una canzone ispirata dal rapporto con una persona importante, che Virginio non senza qualche ritrosia ammette essere suo padre. E’ un brano che attinge in profondità, dal suo vissuto più intimo e personale, e che tuttavia sa parlare agli altri con tutta la leggerezza che una canzone merita.
Virginio si presenta così, con uno splendido insieme di timidezza e determinazione, al Festival di Sanremo 2006. Le cose, però, non vanno bene, e al periodo di grande euforia ne segue un altro, fatto di una disillusione altrettanto grande. Passa il tempo, Virginio rimane senza contratto discografico e inizia a ricostruirsi da zero. Poi arriva l’idea della sfida: presentarsi alle selezioni di Amici e accettare di ripartire accanto a chi non aveva mai avuto un’occasione, per provare ancora una volta. E’ il 2010, e il resto è storia: la selezione va bene, il programma ancora meglio e il 6 marzo 2011 è il vincitore di Amici nella sezione “Canto”, battendo in finale Annalisa. Nei negozi arriva così il suo nuovo album “Finalmente”, mentre il singolo “Ad Occhi Chiusi” si affaccia prepotente negli airplay radiofonici. C’è una nuova stella che brilla, adesso, e finalmente è quella di Virginio.
A marzo 2012 Virginio pubblica il suo terzo album, “Ovunque” (Universal Music), i cui tredici brani sono stati scritti da personaggi del calibro di Niccolò Agliardi, Roberto Casalino, Saverio Grandi e Cesare Chiodo, Bungaro e Gary Barlow dei Take That. Attualmente è in radio con “La Dipendenza” (scritto da Niccolò Agliardi), secondo singolo estratto da “Ovunque” dopo “Alice [Elis]”.

A Marzo 2012 è uscito il tuo terzo Album “Ovunque”, cosa ha di diverso rispetto ai precedenti?
È un Album maturo. Era quasi impossibile vedere il vero Virginio attraverso l’Ep precedente, che io amo molto, ma che era stato purtroppo soggetto di meccanismi e tempi televisivi. Che per fortuna ci sono stati, però sicuramente la mia musica ne aveva risentito. Qui c’è la ricerca giusta di quello che sono. Di dove voglio andare.
Sei anche cantautore, quante canzoni sono state scritte da te nell’Album?
Una buona metà del disco l’ho scritta io, ma anche i brani non firmati da me sono stati frutto di un lungo percorso insieme agli autori che vi hanno collaborato. Li conoscevo già tutti e con molti di loro avevo anche già lavorato. Quindi erano una sorta di mia ‘appendice’ nello scrivere questo disco. E poi quando sei cantautore, quel modo di interpretare lo ritrovi anche nelle canzoni non tue, perché conosci davvero il processo che porta alla creazione di un brano.
Da Luglio è uscito il secondo estratto dall’Album, dal titolo La Dipendenza, come mai hai scelto questo brano dopo il singolo di lancio Alice?
Perché è un brano elegante, con un testo molto raffinato e allo stesso tempo accessibile e di carattere. È positivo. Oltretutto non è il solito brano estivo in quattro quarti (“unz unz” per intenderci). Mi piace sorprendere in modo discreto, senza urlare, è nel mio stile. Come ho fatto con “Alice”, che è una canzone che nessuno si aspettava da me. E, last but not least, “La Dipendenza” è scritta con la penna di Niccolò Agliardi, uno dei più importanti cantautori dei nostri giorni.
Sei contento dell’andamento dell’Album e del nuovo singolo?
Sì, nonostante sia stata stroncata la prima parte promozionale a causa dell’uscita dal programma, per motivi ovvi a tutti. Ma questo non mi ha fermato. Le persone che mi seguono sono tante, dappertutto. Questo mi rende sempre molto orgoglioso. Ora il passo è ovviamente dimostrare a chi ancora non lo comprende che sono un cantautore e non un personaggio televisivo.
La crisi c’è per tutti, quanto si fa sentire nel tuo settore?
Il mio settore è uno dei più colpiti. Lo Stato è quasi totalmente assente. E spesso le persone credono che la musica sia intrattenimento e basta. Non hanno idea del lavoro e della fatica che c’è dietro, né più né meno di altri mestieri. Ma la differenza la fa chi tiene duro adesso.
Ti vedremo in un tour invernale? Hai programmi in merito?
Sì, farò alcune date mirate in Autunno/Inverno. Non vedo l’ora! Sono letteralmente innamorato della mia Band e voglio portarla in giro dal mio pubblico. Sul palco siamo nel nostro habitat.
Che ricordi hai della vittoria ad Amici 10?
Bellissimi. È stato uno dei momenti più belli per me. E non credevo di riuscire perché non sono assolutamente il prototipo “talent show”. E ammetto di essere stato all’inizio anche un po’ snob. Ma Maria mi ha conquistato.
Quanto devi a Maria De Filippi?
Devo moltissimo a lei per aver creduto nel mio potenziale.
Con quali tuoi colleghi di Amici hai legato di più?
Con molti di loro. Alla fine siamo persone con i loro pregi e difetti.
X Factor: quali cantanti ti piacciono in particolare usciti da quel talent?
Mi piace molto Francesca Michielin. E con un’ artista come Elisa alle spalle credo possa fare un bellissimo percorso, a dispetto della sua giovane età.
Che rapporto hai con i tuoi fan? Vorresti dire qualcosa a loro?
Io leggo tutto quello che mi scrivono. E spessissimo scrivo sui Social Network, esplorandone sempre di nuovi. Vorrei che fosse sempre e solo la musica il centro di tutto e non una curiosità verso il personaggio televisivo, e in questo sono fortunato: anche per la stragrande maggioranza delle persone che mi seguono è così. Sono speciali e sanno ascoltare davvero.
Sui Social Network scrivi in prima persona, questo è un bene, quanto conta per te il rapporto diretto con il proprio pubblico?
I Social Network sono un modo per stare in contatto con gli altri. Io, quando lo ritengo giusto e senza mai entrare nella mia sfera privata, scrivo spesso e pubblico foto. Lo stesso modo di vedere il mondo attraverso la musica cerco di traslarlo sul web.
Come è nata la collaborazione con Paola & Chiara? Quali canzoni hai scritto per loro?
Ho conosciuto Paola tramite amici comuni e ho pensato che “Milleluci” fosse un brano adatto al loro duo. Se ne sono innamorate ed è diventato addirittura il titolo dell’Album. Hanno fatto poi un bellissimo lavoro sulla produzione di quel brano. Per quel disco ho scritto anche “Adesso, Stop!”.
Ti piacerebbe tornare a Sanremo dopo l’esperienza del 2006?
Mi piacerebbe molto.

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Un ringraziamento a Virginio Simonelli per l’intervista. Un grazie particolare a Anna e Francesca dell’Agenzia di Comunicazione ed Uffici Stampa Parole & Dintorni srl.
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