ott 23 2009

Facebook: “Uccidiamo Berlusconi” è stato chiuso. Anzi no, ha cambiato nome

Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” è stato chiuso ha cambiato nome da poche ore (con un piu’ soft “Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione…RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE”). Ma nel  frattempo sono nati altri gruppi su Facebook con il precendente nome, alcuni contano gia’ centinaia di iscritti. Visto che i media se ne sono occupati a lungo, ora scatta lo spirito di emulazione, per lo piu’ fatto da giovani che si vogliono fare notare. Io mi trovo d’accordo (pur non essendo Berlusconiano) con la decisione presa dal Viminale, visto che  il titolo è da censurare, ed esistono altri metodi per indirizzare la propria protesta. Pochi sanno che quello che facciamo online è esattamente come quello che facciamo offline, e comporta le stesse responsabilità (in questo caso penali).

Una volta tanto, questo blog è solidale con Silvio Berlusconi. E con tutti gli altri personaggi pubblici che sono finiti nei gruppi “Uccidiamo”. Che siano di destra, sinistra o centro.

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lug 14 2009

Questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia Internet in Italia.

Categoria: scioperoHttp500 @ 14:56

14 luglio

Questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia Internet in Italia.

sciopero

Aderire allo scipero è buona cosa, sia per se stessi che per il diritto alla Rete italiana.

L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

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nov 07 2008

Registro per schedare i senza dimora

Categoria: Senza categoriaHttp500 @ 10:15

Il democratico Casson, quando governo e maggioranza danno il via libera all’emendamento leghista (firmato Bricolo, Mauro, Bodega, Mazzatorta, Vallardi), lo ribattezza subito “il registro dei clochard” annunciando “un’opposizione durissima della sinistra contro un’inaccettabile schedatura degli homeless”. Proprio così.
L’aggiunta del Carroccio al ddl sulla sicurezza, approvato mercoledì notte in commissione Giustizia e Affari costituzionali e previsto in aula al Senato martedì 11, non lascia adito a dubbi. Recita il testo: “È istituito al ministero dell’Interno un apposito registro delle persone che non hanno fissa dimora”. Toccherà al Viminale, “entro 180 giorni”, stabilire come dovrà funzionare. Sarà il ministro Maroni, erede di Bossi alla guida della Lega, a decidere modalità e tempi del nuovo “censimento”. L’eco delle polemiche, in Italia e in Europa, per quello sui rom non si è ancora spento, ed ecco che il partito del Senatur ci riprova, coronando con il registro dei clochard una serie di proposte capestro contro gli immigrati e sulla sicurezza urbana.Doveva essere la legge che puniva con una pena da sei mesi a 4 anni chi entrava illegalmente in Italia. E che inaspriva il carcere contro i mafiosi (il 41bis). Questo pugno duro resta, pure con un testo bipartisan Pdl-Pd, che esaltano il Guardasigilli Alfano (“Tappa straordinaria del governo”) e il presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini (“Si ripristina il primato dello Stato”). Ma sul delitto di clandestinità Maroni fa marcia indietro per le pressioni della Ue e della Chiesa. Rimane il reato “d’ingresso e soggiorno illegale”, ma punito con un ammenda da 5 a 10mila euro.Colpirà tutti, chi arriva alle frontiere e chi sta già nel nostro Paese. Il dipietrista Li Gotti ironizza sui clandestini “che dovranno arrivare col bancomat” e su una “norma grottesca, di fatto inapplicabile”. E già vede “la catastrofe nei tribunali”. Ma contro gli immigrati c’è ben altro.Il permesso a punti, con l’imprinting leghista, ma la delega al governo a fissare come si azzera se delinqui; la tassa di 200 euro per ottenerlo e l’obbligo di sottoscrivere un imprescindibile “accordo di integrazione”. Poi il test linguistico per cui non si varcano i confini se non si conosce l’italiano (“perfino se sei uno studente” chiosa Casson). Dura la stretta su matrimoni e ricongiungimenti (niente bigamie) e soprattutto sulle espulsioni. Il governo impone la regola che, se l’allontanamento è inattuabile, comunque il clandestino, per ordine del questore, dovrà andarsene dall’Italia “entro 5 giorni”. In compenso, su proposta del Pd, passa un duro inasprimento contro chi traffica in essere umani punito fino a 15 anni e a un’ammenda di 15mila euro per ogni persona trasportata. In un ddl che dà poteri ai sindaci e ai prefetti sulla sicurezza urbana il governo infila multe salatissime (da 500 a mille euro) per chi a piedi o in auto getta rifiuti in strada. La Lega spunta anche un altro suo leit motiv, legalizzando le famose ronde padane. Gli enti locali “potranno avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini per cooperare al presidio del territorio”.

Adesso ci manca solo che possano usare pure le armi.

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set 11 2008

Carfagna: Vendita di corpo è reato (non per lei)

Categoria: Senza categoriaHttp500 @ 15:16

Leggo sul Corriere della Sera:
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge su “misure contro la prostituzione” messo a punto dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna insieme ai colleghi della Giustizia e dell’Interno, Alfano e Maroni. Nel ddl la prostituzione in luogo pubblico viene definita un fenomeno di “allarme sociale”. Come tale è reato e va punito, perfino col carcere, in egual maniera fra chi la esercita e chi se ne avvale. Prostituirsi nei parchi, nelle strade, in aperta campagna sarà quindi vietato. Per i trasgressori (clienti e operatori del sesso) sono previsti arresto e multe.

Prontissima la replica: un po’ stupita un po’ sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Carfagna che ha detto di provare “orrore per chi vende il proprio corpo”. Eppure afferma Corso “la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie”.

Carla Corso è stata una signora, non ha accennato ai rapporti della Carfagna con Silvio Berlusconi. A volte le prostitute sono più corrette dei ministri. E non è poco.

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