ago 16 2010

Smantellato il sito mangiagatti.com

Il sito mangiagatti.com non esiste più. Dopo la denuncia di AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) e dopo che gli autori del sito si erano affannati dapprima a togliere le ricette su come cucinare il gatto dichiarando che il sito era una burla e successivamente a cancellare le pagine del sito sostituendolo con alcune parole ora il sito è definitivamente scomparso. Infatti inserendo l’indirizzo www.mangiagatti.com si apre una pagina con la scritta in inglese “Suspended Freebee Hosting Account”. Ma non è tutto infatti al posto delle ricette dei gatti ora campeggia la pubblicità dei prodotti per animali. Insomma una vittoria su tutta le linea per gli animalisti di AIDAA che attraverso i propri segnalatori, in tre giorni hanno individuato e fatto smantellare quel sito internet vergognoso che inneggiava a uccidere i gatti per mangiarli.
“E’ una bella vittoria – ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA firmatario della denuncia – questo è il giusto segnale verso chi da diversi fronti si perde nelle polemiche anziché guardare alla sostanza dei fatti. Fosse per noi chiuderemmo tutti i siti che parlano di morte e macellazione di animali, di tutti gli animali senza distinzione,oggi la legge ci permette solo di intervenire in questi casi e in questi casi interveniamo. Qualcuno sostiene che si trattava di una burla – continua Croce – sicuramente era un sito di cattivo gusto e che violava la legge, coloro che lo avevano realizzato sono passati da sbeffeggiatori a sbeffeggiati in quanto laddove c’erano le ricette su come cucinare i mici oggi queste sono state sostituite da pubblicità dei prodotti per animali. Comunque la si pensi – conclude Croce – questa è stata una vittoria di tutti coloro che amano gli animali, di tutti indistintamente”.

Per info 347 8883546 – 392 6552051

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gen 19 2010

Google denunciato per video combattimenti animali

Categoria: Animali,denunce,google,milano,Penellate orribili,vergognaGraziano @ 00:35

Il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce ha presentato  una denuncia alla procura della repubblica di Milano contro il motore di ricerca Google accusato della diffusione di video contenenti combattimenti clandestini di cani e di altri animali. Secondo la legge italiana il combattimento tra cani è un reato penale che rientra nel maltrattamento di animali ed è regolamentato dall’articolo 544 quinques del codice penale cosi come modificato dalla legge 189/2002 che recita testualmente: “(Divieto di combattimenti tra animali). -Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro.
La pena è aumentata da un terzo alla metà:
1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate;
2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti.
Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. “
AIDAA nell’esposto  chiede alla procura di Milano di ordinare l’immediato oscuramento delle pagine del sito di google dove sono contenuti i filmati dei combattimenti tra cani ed altri animali ( http://video.google.com/videoplay?docid=5188706347751483991#) anche perchè tali filmati sono facilmente scaricabili da minori e comunque contengono immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere.
“E’ inconcepibile che un’importante motore di ricerca come google abbia nella sua sezione video delle immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA e firmatario dell’esposto- siamo certi che Google non aspetterà la decisione della procura ma che da solo oscurerà queste pagine contenenti filmati di una violenza inaudita”.

Per info 3926552051-3478883546

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apr 19 2009

Richiesta Segnalazioni Canili Lager – Richiesta informazioni su cani Abruzzo

Categoria: AnimaliGraziano @ 19:12

Vi disturbo per chiedere il Vostro aiuto circa un problema che sta a cuore a tutti noi: i canili lager.
A questo proposito Vi chiedo di segnalare se avete notizie – dirette, non passaparola – di strutture di questo genere.
Le informazioni che servono sono:
- il nome della struttura
- se si tratta di un canile pubblico, privato o sanitario
- la località in cui si trova questa struttura
- il nome del responsabile della struttura e/o dell’eventuale Associazione coinvolta (indicando se si occupa direttamente della gestione, o se collabora tramite volontari)
- il numero presunto dei cani presenti nella struttura
- la motivazione per cui si indica la struttura come “canile lager”.
Il motivo per cui Vi chiedo questo aiuto è che, visto l’avvicinarsi dell’estate (e quindi il periodo in cui aumentano gli abbandoni) l’A.I.D.A.A. ha bisogno di fare il punto della situazione circa i canili presenti sul territorio cui eventualmente appoggiarsi, e la situazione generica. Queste informazioni dovreste gentilmente inviarle all’indirizzo canililager@libero.it.
Approfitto anche per chiederVi un altro aiuto, questa volta riguardante i cani coinvolti nel terremoto dell’Abruzzo: se avete la possibilità/conoscenza, indicare il numero dei cani che sono stati trasferiti dalla zona terremotata e il canile di destinazione. Meglio ancora se potreste fornire un elenco dei canili che già ospitano o sarebbero disposti ad accogliere questi poveri animali. Per questa informazione, rispondete direttamente a questa mail organizzativo.aidaa@libero.it.

Ovviamente, Vi chiedo di far girare il più possibile questa richiesta, ringraziandoVi anticipatamente per l’aiuto.

Per informazioni rivolgersi alla sig.ra Tiziana Pascali– Responsabile Organizzativa A.I.D.A.A.
Indirizzo Web
http://www.aidaa.net.

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mar 23 2009

Lotta al randagismo e canili pubblici

Categoria: notizieGraziano @ 18:50

Mi è arrrivato questo comunicato stampa da parte dell’AIDAA (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) che pubblico con piacere:

PROPOSTE CONCRETE PER LA LOTTA AL RANDAGISMO:
DIAMO POTERI AI PREFETTI E  REALIZIAMO 500 NUOVI CANILI PUBBLICI IN ITALIA.

“Chi meglio dei prefetti ha il contatto diretto con i sindaci e quindi è in grado in pochi giorni di avere i dati relativi alla mappatura dei comuni non in regola con le normative in materia di lotta al randagismo? Ma soprattutto chi meglio dei prefetti può coordinare a livello provinciale il censimento dei cani randagi presenti sul territorio di ciascuna singola provincia in modo da avere in pochi giorni un quadro completo della situazione reale del fenomeno del randagismo in Italia e permettere al ministero di stanziare in maniera mirata i fondi per le campagne di sterilizzazione e per la realizzazione dei nuovi canili, perché sia chiaro che se in Italia si vuole seriamente affrontare la questione dei randagi oltre alle sterilizzazioni vanno costruiti almeno 500 nuovi canili pubblici  su tutto il territorio nazionale che possano ospitare almeno altri 150.000 cani randagi – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- se si vuole veramente affrontare in maniera seria il problema senza aspettare altri clamori ed altre aggressioni occorre un lavoro chiaro e semplice da realizzare sul territorio e chi meglio dei prefetti può intervenire in maniera completa arrivando a nominare i commissari ad acta nei comuni, e sono tanti dove i sindaci non sono in grado di investire i fondi ministeriali e regionali per dare attuazione alle normative contenute dalla legge 281/91 e delle leggi regionali di attuazione. Non occorrono strumenti straordinari- conclude Croce- già la legge prevede la possibilità di nominare commissari prefettizi ad acta nei comuni dove non si riesce ad attuare gli interventi previsti dalla legge ed in particolare al sud occorre che i prefetti siano chiamati a vigilare sugli interventi sia per le campagne di sterilizzazione, sia per il controllo dei singoli canili privati che a nostri avviso andrebbero sostituiti con almeno cinquecento nuovi canili pubblici”.
Ecco in sintesi le proposte AIDAA per attuare una seria campagna di prevenzione del randagismo:
1 – Mappatura provinciale dei comuni inadempienti a cura delle prefetture e nomine da parte dei Prefetti di commissari comunali o provinciali per l´attuazione della 281 del 1991 nei comuni inadempienti e mappatura comunale del fenomeno del randagismo (conta cani randagi liberi per ciascun comune)
2 – Poteri ai Prefetti in materia di verifica degli standard di qualità dei singoli canili pubblici, privati e rifugi per verificare le condizioni di tenuta degli animali con possibilità di revoca delle convenzioni in essere in caso di canili lager
3 – Sanzioni penali ed amministrative nei confronti dei sindaci e delle asl inadempienti in materia di lotta al randagismo
4 – Passaggio alle amministrazioni provinciali delle competenze in materia di realizzazione dei nuovi canili sanitari e di lotta al randagismo attraverso campagne di sterilizzazione da realizzare insieme ad ASL e Comuni con la supervisione delle singole prefetture
5 – Mantenimento delle funzioni di lotta al randagismo in materia di cattura e custodia dei cani randagi ai comuni
6 – Realizzazione di nuovi 500 canili pubblici da concentrare prevalentemente nelle regioni del sud ed obbligo di ospitare i cani randagi nelle singole province in modo da poterne effettuare il controllo complessivo.
7 – Divieto di tenere cani per almeno 10 anni per coloro che vengono riconosciuti responsabili dell’ abbandono del proprio cane.
Per quanto attiene la realizzazione dei canili i soldi potrebbero essere trovati attraverso una tassa di solidarietà una tantum da attingere alla fonte sulle scommesse degli sport che vedono la presenza di animali ed obbligando i comuni a vincolare a bilancio gli introiti delle multe contro le deiezioni dei cani che se comminate in maniera seria e continuativa porterebbero ad un incasso medio di oltre 40 milioni di euro l´anno sufficienti ad esempio per soddisfare completamente la campagna di sterilizzazione e di realizzazione di almeno un terzo dei canili in tre anni.

Per contatti ed info 3926552051-3478883546
direttivo.aidaa@libero.it – presidenza.aidaa@libero.it

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ago 13 2008

Petizione contro le pellicce del Papa

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 13:27

Scopro con immenso piacere che dopo aver postato il 17 luglio contro le pellicce usate da Benedetto XVI, (che grazie ad Ok Alice fu visto da circa 6000 utenti), quattro giorni dopo l’Aidaa ha mandato una lettera aperta al Papa ed ha iniziato una petizione online che ha già raccolto circa 2.100 firme. L’obiettivo è quello di raccogliere 10.000 firme entro il 30 settembre. Anche il Corriere della Sera di oggi ha dato largo spazio alla notizia.

Potete lasciare la vostra adesione a questo indirizzo, dobbiamo farcela!

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