La finale è stata divisa, come ricorderete, in due parti: la prima ha visto in gara i 10 big finalisti da cui, con il voto della Sanremo Festival Orchestra (mai reso noto nel dettaglio) e del pubblico a casa, sono stati individuati i tre finalisti.
Questa prima parte ha visto l’apertura del televoto alle 20.43 (la puntata iniziò alle 20.30) chiuso poi alle 23.12: a quel punto la classifica del televoto era la seguente (ovviamente i dati non sono stati diffusi dalla Rai):
1° Pupo & Co (212.482 voti);
2° Valerio Scanu (135.588);
3° Marco Mengoni (80.287);
4° Povia (61.125);
5° Arisa (37.069);
6° Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210);
7° Noemi (23.089);
8° Malika Ayane (21.668);
9° Irene Grandi (18.358);
10° Simone Cristicchi (16.031).
Sarebbe stata quindi netta la vittoria di Pupo e del Principe (almeno per quel che concerne il televoto), ma alla riapertura del televoto alle 23.39 (durato poi fino alle 00.32) – quando ormai tutto era in mano al pubblico, visto che il vincitore è stato decretato solo dal televoto – i primi due posti si ribaltano, con una improvvisa mole di voti per Valerio.
Leggiamo cosa scrive l’Avvenire: “Poco meno di 53 minuti, durante i quali ai fan del Trio patriottico – che fino a qui aveva dominato – si aggiungono soltanto 1.384 voti in più, mentre Valerio Scanu ne raccoglie ben 96.517 in aggiunta a quelli già accumulati prima.“
Strana come cosa direi. Quasi in contemporanea arrivano addirittura 95.000 voti in piu’ a favore di Scanu.
In totale per i Giovani sono arrivati 371.944 televoti da apparecchi fissi e 822.125 da cellulari. Per i big, invece, sono arrivati 878.848 televoti da casa e 1.534.033 da cellulari. In totale sono stati espressi 3.606.950 televoti. Al costo di 0,75 euro a voto, il totale è di 2.705.212,50 euro. Che si traducono in altissimi guadagni per la Rai e per le compagnie telefoniche.
E sti cazzi direi. Meno male che sono “solo canzonette”.
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apr 05 2010
Berlusconi arriva su Facebook
Con “l’arrivo di Berlusconi su Facebook” – francamente anche tardivo e ancora “mediato” dal Giornale – comincia una stagione interessante anche per i “termini d’uso” e la sgangherata governance “automatica” del social network. Visto che centinaia di persone si son viste disabilitate o sospese per vaghissime infrazioni, mai chiare, mai spiegate, su loro affermazioni, cosa succede se un Primo ministro insulta – solo un esempio, di certo non accadrà – i magistrati? O se i suoi commentatori dicono cose di fuoco sui loro avversari politici.
Sarebbe interessante sapere se dalle parti di Zuckerberg si decideranno a dare regole chiare e rispettare le leggi sulla libertà d’espressione o se riserveranno una corsia preferenziale e protetta ai potenti. Interessante saperlo, ma forse gliel’avranno già spiegato al telefono, visti i rapporti dopo il caso Tartaglia.
(Via Scene Digitali)
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