Non proprio milioni ma comunque una bella cifra mensile. Oggi vogliamo aprire una polemica ufficiale. Navigando nel web alla ricerca di notizie a sfondo gossip/musicale abbiamo notato che il 99% dei siti/blog che trattano questo argomento sono per lo piu’ “infettati” di pubblicità che di contenuti. Facciamo alcuni esempi: se entriamo su un sito che parla di Valerio Scanu troveremo il titolo molto “pompato” per attirare l’attenzione, poi sei righe (mediamente scontate), ed infine il contorno fatto da 7 righe di Annunci Google, un popup con la pubblicità di un assorbente, di un cerotto apri narici, di un sapone liquido contro i brufoli (che dire poi del banner “Sei il 999.999.999 visitatore, clicca e vinci”? Siamo rientrati dopo due mesi ed abbiamo ritrovato la stessa cifra). Quindi per i proprietari dei siti/blog conta di piu’ questo tipo di pubblicità (non gratuita ovviamente) che la notizia in se per se. Questo discorso vale anche per i siti/blog che parlano di Marco Mengoni, Marco Carta, Ligabue, Vasco Rossi, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Enrico Ruggeri, Eros Ramazzotti e tanti altri cantanti famosi. Basta che vi scappi un click su uno di questi link che portate un guadagno al proprietario, il quale “se ne può frega de meno” di quello che voi scrivete. L’importante è guadagnare alle vostre spalle.
Questo blog da quando è stato aperto, nel lontano 2008, non ha mai usato nessun tipo di pubblicità. Forse siamo fessi, ma quello che dobbiamo dire lo diciamo direttamente e senza censura. Ovviamente gratis.






apr 05 2010
Berlusconi arriva su Facebook
Con “l’arrivo di Berlusconi su Facebook” – francamente anche tardivo e ancora “mediato” dal Giornale – comincia una stagione interessante anche per i “termini d’uso” e la sgangherata governance “automatica” del social network. Visto che centinaia di persone si son viste disabilitate o sospese per vaghissime infrazioni, mai chiare, mai spiegate, su loro affermazioni, cosa succede se un Primo ministro insulta – solo un esempio, di certo non accadrà – i magistrati? O se i suoi commentatori dicono cose di fuoco sui loro avversari politici.
Sarebbe interessante sapere se dalle parti di Zuckerberg si decideranno a dare regole chiare e rispettare le leggi sulla libertà d’espressione o se riserveranno una corsia preferenziale e protetta ai potenti. Interessante saperlo, ma forse gliel’avranno già spiegato al telefono, visti i rapporti dopo il caso Tartaglia.
(Via Scene Digitali)
Tags: commenti, facebook, il giornale, insulti, libertà d’espressione, magistrati, silvio berlusconi, social network, tartaglia, termini d'uso, Zuckerberg
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