feb 08 2011

Da Valerio Scanu a Marco Mengoni, passando per Marco Carta: la guerra nel Web

Categoria: denunce,e che cazzo,E sti cazzi,god save the italianGraziano @ 17:25

Con l’avvento dei Talent Show è nata anche la guerra tra fan. Per lo meno sembrava così, poi vi spiego il perchè del “sembrava”. Ritorniamo un attimo ai fan dei talent, che sembrano più propensi ad attaccare l’avversario di turno che ad acquistare dischi. Infatti se ogni offesa lasciata avesse il valore di una copia venduta, avremmo ex talent con milioni di riconoscimenti a livello mondiale. Fan di Valerio Scanu che attaccano fan di Marco Mengoni o viceversa, fan di Marco Carta che attaccano tutti (non avendo altro da fare, visto che non vende).Fan di Valerio Scanu che attaccano fan di Alessandra Amoroso, che è sì sua amica, ma vende di più ed è protetta della De Filippi. Potrei fare altri mille esempi, ma non serve, il concetto è quello. Siamo ormai sotto assedio, pare di essere tornati indietro di qualche anno, quando allo stadio bisognava star zitti, se si parlava c’era il rischio di essere torturati da qualche tifoso del Partizan Belgrado o della Stella Rossa. Basta dire che il sottoscritto è stato apostrofato con “Sei una gran testa di cazzo” da un fan di Marco Carta solo perchè ha scritto che ad Amici la signora De Filippi aveva dichiarato che durante la sua esibizione c’erano molti palloncini presenti. Io sarò una testa di cazzo, ma i palloncini c’erano. E’ il fan che non c’era con il cervello. Forse nessuno ha capito che nessun cantante è più bravo dell’altro, uno può piacere ed uno no, è soggettivo. A molti piacciono le mele, a molti no, ma nessuno può dire che sono meglio delle banane (Cicciolina ed altre mie conoscenti direbbero il contrario, ad esempio). Quindi è una guerra inutile, comprate chi vi piace e non giudicate chi non vi piace, alla fine non convincerete nessuno, chi mangia mele continuerà a mangiare mele. E chi mangia banane, non passa alle mele, mica è scema. Da ieri nasce il “sembrava così”, che ho accennato all’inizio. Infatti ho scoperto che ci sono fan di cantanti affermati che stanno attaccando Vasco Rossi per via dell’utimo singolo, frasi pesanti, forse solo per invidia, e lo dico io che non sono mai stato un suo fan. Siamo nell’era di Internet, dove tutto pare concesso, pure la guerra codarda. Basta usare una tastiera e l’anonimato.

E soprattutto non usare il cervello. Come ha fatto il fan di Carta con me. Complimenti.

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lug 29 2010

Belen e la cocaina

Categoria: cocaina,corona,denunce,E sti cazzi,Gossip,humor,modelle,VipGraziano @ 14:20

Belen ha ammesso di aver fatto uso di cocaina.

E pensare che il solo fatto di stare con un delinquente come Corona l’aveva quasi portata al titolo di “Eroina”.

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giu 15 2010

Waka Waka: il plagio di Shakira

Sembrava un’indiscrezione il fatto che Shakira avesse plagiato una canzone per fare l’inno dei Mondiali di calcio 2010. Il tormentone “Waka Waka” si sta rivelando come un vero e proprio plagio. Infatti su Youtube è comparso un vecchio video del gruppo Las chicas del can, dove compare la versione originale datata 1982 dal titolo “El negro no puede”. Da fonti sud americane risulta che l’autore Wilfrido Vargas abbia chiesto undici milioni di dollari come risarcimento . Ma il problema è un altro: la canzone “El negro no puede” sarebbe anche essa un plagio nei confronti di un’altra canzone, questa volta africana, per la precisione camerunense dal titolo “Zangalewa”, un canto molto conosciuto dai soldati e boy scout. Questo è il video che è comparso su Youtube, in pratica la canzone pare identica all’inno scritto da Shakira.

                                         

Riassumiamo: Shakira plagia Wilfredo Vargas, il quale aveva plagiato a sua volta il canto popolare. Quindi proporrei di donare gli 11 milioni di dollari (5,5 messi da Shakira, 5,5 messi da Vargas) in beneficenza al popolo camerunense. L’udienza è chiusa. La corte si ritira per deliberare.

Update: Dopo varie ricerche la corte ha scoperto che “Zangalewa” è stata scritta nel 1986, quindi 4 anni dopo la versione di Vargas. Il mistero si infittisce. La corte è in crisi come la nazionale italiana.

Update 2 definitivo: Dopo altre ricerche la corte ha scoperto che il brano “El negro no puede” non è del 1982, come scritto sul video ma del 1990, traccia dell’album “Juana La Cubana”. Quindi Vargas e Shakira ora pagate. In fretta.

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giu 07 2010

Sono stato sbannato da Facebook

Come avevo riportato in un precedente post ero stato bannato da Facebook,  le motivazioni le trovate qui.  Dopo che ho cercato in tutte le maniere di dimostrarmi colpevole di vari reati (e nonostante questo) non mi sbannavano, all’improvviso mi è arrivata una mail che diceva (con tanto di scuse) che c’era stato un errore. La motivazione del ripristino? Semplice.

Un pentito ha fatto il mio nome. Ed ora sono sorridente (e con Facebook) come lui.

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gen 19 2010

Google denunciato per video combattimenti animali

Categoria: Animali,denunce,google,milano,Penellate orribili,vergognaGraziano @ 00:35

Il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce ha presentato  una denuncia alla procura della repubblica di Milano contro il motore di ricerca Google accusato della diffusione di video contenenti combattimenti clandestini di cani e di altri animali. Secondo la legge italiana il combattimento tra cani è un reato penale che rientra nel maltrattamento di animali ed è regolamentato dall’articolo 544 quinques del codice penale cosi come modificato dalla legge 189/2002 che recita testualmente: “(Divieto di combattimenti tra animali). -Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro.
La pena è aumentata da un terzo alla metà:
1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate;
2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti.
Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. “
AIDAA nell’esposto  chiede alla procura di Milano di ordinare l’immediato oscuramento delle pagine del sito di google dove sono contenuti i filmati dei combattimenti tra cani ed altri animali ( http://video.google.com/videoplay?docid=5188706347751483991#) anche perchè tali filmati sono facilmente scaricabili da minori e comunque contengono immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere.
“E’ inconcepibile che un’importante motore di ricerca come google abbia nella sua sezione video delle immagini di azioni che in Italia sono considerati reati penali punibili con il carcere- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA e firmatario dell’esposto- siamo certi che Google non aspetterà la decisione della procura ma che da solo oscurerà queste pagine contenenti filmati di una violenza inaudita”.

Per info 3926552051-3478883546

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