Da Area Sanremo a un nuovo album, Ylenia Lucisano è meno sognatrice ma più determinata. Intervista

C’era anche lei, la giovane Ylenia Lucisano, tra gli artisti giunti alla selezione finale a otto di Area Sanremo e con il brano Riverbero (scritto e prodotto da Emilio Munda e Piero Romitelli) è arrivata a sfiorare il palco del Festival di Sanremo. Con un album in curriculum e una serie di partecipazioni a eventi di prestigio come il Concerto di Natale del 2013, il Concertone del Primo Maggio a Roma nel 2015 e alcuni opening per i live di Francesco De Gregori e Roby Facchinetti, la cosentina pone momentaneamente nel cassetto il sogno della riviera.

Ma il nuovo anno si preannuncia carico di novità per la Lucisano che, dopo il singolo Stanotte scritto da Giuseppe Anastasi), si prepara a chiudere il secondo progetto discografico atteso per il 2017. Abbiamo chiacchierato con Ylenia dell’avventura di Area Sanremo e degli impegni in corso; ecco che cosa ci ha raccontato.

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Sei arrivata tra gli 8 finalisti di Area Sanremo per salire sul palco del Festival 2017. Come hai appreso la notizia e qual è stata la tua prima reazione?
Mi trovavo nel teatro del casinò di Sanremo insieme ad altri 70 concorrenti e c’era un’ansia generale che si percepiva a distanza di chilometri. Sono stata la sesta degli otto a essere chiamata, quindi diciamo che avevo quasi perso le speranze. Quando Massimo Cotto ha pronunciato il mio nome mi sono subito commossa e il problema è che non ho smesso di piangere per un’ora! Sicuramente avevo accumulato tanta tensione.

Ti sei presentata con il brano Riverbero: come mai questa scelta?
Secondo me è un brano dalle sonorità molto moderne, che rispecchia un po’ le tendenze internazionali del momento. Anche se si discosta dai soliti brani sanremesi, credo che possa avere un buon seguito radiofonico.

Come è nata la canzone?
Riverbero è stato scritto e arrangiato da Emilio Munda e Piero Romitelli con i quali ho collaborato alla stesura del testo. Nasce dalla mia passione per il cielo e gli astri, e in particolare dall’idea del riverbero delle stelle. Come la loro luce si riflette ai nostri occhi anche se sono spente da secoli, così può succedere che anche noi ci leghiamo al riflesso di una persona, a quello che vogliamo vedere di essa, o a un ricordo.

In che misura Riverbero ti rispecchia come artista oggi?
In Riverbero mi rivedo molto, soprattutto per la tematica. Nella canzone prendo coscienza di essere arrivata al punto di non ritorno perché il rapporto che vivo è una luce che si riflette a distanza fino a scomparire… Anche a me è capitato di vivere una storia del genere, per essermi legata al ricordo di una persona senza rendermi conto che il presente non era altro che il riflesso di ciò che immaginavo di vivere.

Com’è stato lavorare con due professionisti come Emilio Munda e Piero Romitelli, autori e produttori della canzone?
Intanto, con loro è molto divertente lavorare perché sono due ragazzi giovani e simpatici che, avendo due caratteri molto diversi, si compensano perfettamente; insieme hanno creato una bella squadra di lavoro. Ma il loro segno distintivo è il fatto che sono molto pignoli, non transigono su nulla e da me pretendono tanto nel lavoro in studio. La fortuna di lavorare con dei professionisti è che si impara tanto.

Il pezzo risuona a tratti di echi lontani, un’elettronica che guarda a certe sonorità orientali: quali sono state le influenze musicali principali?
Sicuramente le sonorità internazionali come quelle di Lorde, Stromae e altri ci hanno dato una direzione, però per il brano non ci siamo ispirati a nessuno in particolare; abbiamo seguito il nostro gusto, anche perché i miei riferimenti musicali sono completamente diversi dal genere di Riverbero… ascolto prevalentemente i cantautori italiani.

Ad accompagnare Riverbero c’è un videoclip in cui il cromatismo e i giochi grafici la fanno da padrona: da quale idea siete partiti e come avete lavorato?
Considerando il poco tempo che avevamo a disposizione per girare il video mi ritengo più che soddisfatta del risultato, anche se dopo queste selezioni vorrei rimetterci mano per fare delle modifiche. Non c’è stato tempo di farle finora in quanto il 12 novembre, subito dopo aver saputo di essere passata negli 8, ci hanno comunicato che dovevamo consegnare il video entro pochi giorni! Ho avuto solo cinque giorni per cercare il regista, pensare a un’idea, trovare la location, girare e montare! Non è stato facile, ma mi sono affidata all’esperienza e professionalità di Taiyo Yamanouchi, artista italo-giapponese che è riuscito a entrare nel mood del pezzo e con pochi mezzi ha creato un video di impatto che ha valorizzato il brano.

Hai ascoltato i brani degli altri finalisti? C’è qualcuno che ti piace particolarmente e che, magari, hai temuto di più?
Li temevo tutti! A parte gli scherzi, se siamo rimasti in 8 su 414 vuol dire che abbiamo tutti qualcosa da dire e lo facciamo bene, però ci sono due canzoni che mi hanno colpito: quella di Valeria Farinacci e il pezzo di Braschi.

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Torni sulle scene dopo il debutto del 2014 con l’album Piccolo Universo (Bollettino Edizioni Musicali / Artist First): che cosa è cambiato da allora e in che cosa, invece, sei rimasta la stessa?
Rispetto a due anni fa sono molto più cosciente della realtà musicale, delle difficoltà e del fatto che bisogna lavorare duro per ottenere dei risultati soddisfacenti. Il percorso è ancora lungo e tutto in salita: non sono diventata pessimista, ma di certo oggi sono meno sognatrice e più consapevole dei miei limiti e sono determinata a superarli. Poi in questi mesi ho avuto la fortuna di fare molte esperienze artistiche che mi hanno insegnato tanto e dalle quali ho capito meglio quale deve essere la mia identità artistica.

Più di recente hai pubblicato il singolo Stanotte che anticipa il nuovo progetto discografico atteso per il prossimo anno: che cosa ci puoi anticipare dell’album in lavorazione?
Posso dirvi ancora poco per scaramanzia. Siamo in fase di lavorazione, spero esca nel 2017!

A proposito di scaramanzia: hai qualche rito o portafortuna che non rinunceresti  mai a portare con te?
Porto sempre con me il mio gatto: è lei è il mio porta fortuna vivente e la mia vera amica. Riesce a darmi pace quando devo affrontare momenti importanti.

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