Nuovo album, nuovo numero: esce ‘0+’ di Benji & Fede, «Non è una rivoluzione ma una piccola evoluzione»

È un album giovane a tutti gli effetti quello che il duo italiano dei record, Benji & Fede, pubblica venerdì 21 ottobre per Warner Music. Giovane, non solo per l’età dei due artisti – fra i più amati in assoluto dalla fascia pre-teen in su – ma anche per l’intero team di lavoro con cui il secondo progetto discografico dei modenesi ha preso forma. L’età media oscilla attorno ai vent’anni e la lavorazione di 0+ (questo il titolo del disco), corre lungo la rotta Italia-Norvegia-Finlandia.

Più maturo nei suoni rispetto a 20:05 (evidentemente, per Benjiamin e Federico i numeri sono simbolicamente rappresentativi di un intero mondo esperienziale), il lavoro ha coinvolto collaboratori importanti, da Merk & Kremont ad Annalisa, da Jasmine Thompson a Max Pezzali – che, in effetti, sbilancia di qualche anno quell’equilibrio anagrafico di cui sopra –.

cover-album-0+ benji & fede

Nelle undici tracce inedite scorrono racconti di vita, avventure, incontri e sensazioni a metà strada tra l’acustica e l’elettronica, secondo un connubio che unisce la tradizione melodica italiana e la sperimentazione internazionale. E prima ancora di uscire, 0+ ha segnato l’ennesimo record del duo fenomeno con il suo primo estratto, Amore Wi-Fi, singolo che ha sbriciolato ogni precedente primato italiano in termini di ascolti su Spotify nel giorno di rilascio (con 175,704 stream il 30 settembre 2016).

Partiamo dal titolo. Siete affezionati ai numeri, a quanto pare: cosa rappresenta 0+?
B
: Il titolo in sé non è altro che il nostro gruppo sanguigno. Ci stavamo scervellando per trovare un titolo adatto, ma non c’era un verso o una traccia che ci convinceva (la mia proposta di chiamarlo Boomeranghi è stata bocciata!). Abbiamo cercato di tutto, fin quando una notte ho chiamato Fede per chiedergli il suo gruppo sanguigno e abbiamo scoperto di essere entrambi zero positivo. In fondo è simbolicamente molto bello: abbiamo un rapporto di fratellanza e ci sopportiamo nel bene e nel male ogni giorno. Veste bene anche l’album, perché lo sentiamo parte di noi. Adesso il problema è trovare un terzo disco che abbia un nuovo numero… ma ci penseremo tra un po’.
F: Scegliere un nuovo numero non è stato qualcosa di forzato o imposto; è nato in maniera casuale ed è stato bello, ci stava.

L’album nasce sulla rotta Italia-Nord Europa: questo asse quali novità ha portato, nei suoni e nel modo di lavorare, rispetto a 20:05?
F
: Questo disco ha sonorità diverse rispetto al primo album, soprattutto perché abbiamo lavorato per lo più in Scandinavia, tra Norvegia e Finlandia, con produttori nostri coetanei che hanno un metodo di lavoro molto diverso da quello italiano. Abbiamo partecipato a tutta la parte creativa, secondo il ritmo di un pezzo al giorno; arrivavamo in studio al mattino e iniziavamo a metter giù melodie e testi che, a mano a mano, prendevano forma in una canzone che la sera era quasi completa.

B: Così sono nati otto pezzi del disco, quindi il metodo ha funzionato bene. Però, specifichiamo che se le sonorità sono nuove, non è niente di rivoluzionario rispetto a quello che siamo noi: ogni brano è partito in acustico, chitarra e voce o piano e voce, a cui si è aggiunta una componente più elettronica in base alla direzione che volevamo dare. Restano comunque in tutto l’album un lato più acustico e uno più elettronico. È stata un’evoluzione dal primo disco, ma l’intelaiatura è sempre quella.

Fin dal primo singolo si avverte una maggiore maturità: merito anche del team di autori e produttori con cui avete lavorato?
B
: Beh, la prima differenza rispetto al precedente lavoro, riguardo alla parte autoriale, è data dal fatto che quest’anno avevamo la casella mail piena di canzoni! Ma abbiamo scelto solo quelle che ci rispecchiavano davvero. Poi, ci siamo trovati benissimo con i ragazzi con cui abbiamo lavorato in Nord Europa e abbiamo instaurato subito un bel rapporto umano. Tutto il lavoro, come abbiamo detto, è stato molto bello e anche stimolante, ci ha spronato a lavorare di più. Noi poi, nati chitarra e voce, siamo abbastanza classici sul piano del cantautorato e quindi lavorare con persone con un’influenza musicale completamente diversa ci ha permesso di unire due mondi. Nel complesso è un disco coerente con quello che siamo: non abbiamo la pretesa che sia il disco della vita, ma che sia un passo avanti. Da parte nostra siamo molto soddisfatti: non è una rivoluzione, ma un’evoluzione e il nostro obiettivo è proprio crescere insieme al nostro pubblico.

F: Non abbiamo la pretesa di piacere a tutti, anzi siamo consci che il cammino è ancora lungo e speriamo di poterlo percorrere ancora a lungo con sempre più persone che apprezzano la nostra musica: vogliamo crescere musicalmente con i tempi giusti. Siamo tesissimi e la nostra paura è deludere le aspettative delle persone e, dall’altra parte, molti ci aspettano con il dito puntato addosso. Vogliamo dimostrare che siamo qui per rimanere, con tanta voglia di fare e lavorare.

Questo senso di aspettativa vi ha condizionato nella lavorazione?
B
: No, perché al momento non ci pensi e in questo album abbiamo voluto sperimentare un po’ di tutto, anche con qualche piccola pazzia. Nel momento creativo non pensi alla reazione del pubblico, pensi solo a quello che ti piace ed esprime i sentimenti del momento. L’ansia inizia un secondo dopo aver chiuso l’album perché sai che quello è il prodotto finale.
F: Ansia che arriva all’apice nei giorni prima che il disco esca!

Anche vocalmente 0+ fa sentire un modo nuovo di usare la voce da parte di Fede. Con che tipo di vocalità ti sei confrontato?
F
: Tenere un registro di voce molto basso è stato per me qualcosa di nuovo, perché non mi era quasi mai capitato prima. Credo che questo sia stato possibile anche grazie a un’esperienza vocale in più, dopo parecchi concerti e prove.
B: Diciamo anche che per il primo album abbiamo fatto le cose più di corsa e Fede ha registrato le voci in una sola settimana, catapultato in uno studio praticamente per la volta con dei professionisti. Questa volta, invece, il lusso è stato avere più tempo che ci ha permesso di sperimentare cose diverse anche con la voce; servono, poi, certamente l’esperienza live e la maturazione stessa della voce che sta cambiando anche come tonalità.

Nella tracklist compaiono tre featuring importanti: come sono nati?
B
: In Traccia numero 3 c’è innanzitutto Max Pezzali. Il pezzo è nato di getto mentre eravamo in auto tra Modena e Brescia; finita la scrittura abbiamo pensato subito a lui perché parlasse della sua generazione. Glielo abbiamo proposto e lui ci ha risposto che stava già lavorando a qualcosa da fare con noi! Parliamo della nostra vita nel pezzo e musicalmente siamo cresciuti con gli 883, mentre Max racconta la sua generazione, cresciuta coi vinili. È stato bellissimo e strano insieme cantare nella stessa canzone.

F: Poi c’è Forme geometriche, la canzone più particolare del disco, con Jasmine Thompson. L’abbiamo conosciuta negli uffici della nostra casa discografica un annetto fa e abbiamo fatto un video cover di un suo pezzo. Avevamo scritto il brano ma mancava un ritornello adatto, non ci convinceva, volevamo un inciso d’impatto a fronte di strofe tanto particolari; abbiamo pensato a una voce femminile e straniera per rendere la canzone più bella e abbiamo scelto Jasmine perché la conosciamo, la stimiamo ed è giovane come, anzi più di noi. Ha accettato e si è messa a lavorare subito: siamo rimasti stupiti e felici del risultato.

E poi c’è Tutto per una ragione che contiene una doppia collaborazione, quella con Merk & Kremont e il featuring con Annalisa: come si è sviluppato il lavoro al brano?
B
: Merk & Kremont sono produttori giovanissimi, molto talentuosi, e con noi hanno sperimentato nell’unire pop e EDM. Quella con Annalisa è stata una collaborazione quasi per caso. Avevamo questo pezzo estivo che ci piaceva e abbiamo provato prima noi a scrivere il testo, ma non andava. Eravamo in stallo con il brano e Annalisa si è offerta di occuparsi del testo: la prima versione è arrivata in due giorni con una demo vocale. Quando abbiamo registrato in studio ci siamo resi conto che la sua voce nel ritornello avrebbe dato un valore in più: glielo abbiamo chiesto e ne è stata felice. Speriamo che piaccia.

Oltre all’album, è in uscita anche un pezzo in inglese per TIMmusic, Irresistible. Come mai questa scelta?
B
: L’abbiamo realizzato a Oslo ed è un brano che a noi piace molto ma non lo trovavamo coerente con la dinamica del disco che è una specie di viaggio dalla prima all’ultima traccia, anche se ormai non si ascolta più un album dall’inizio alla fine. Allo stesso modo, volevamo anche fare un esperimento per far arrivare al pubblico il pezzo. E abbiamo già in cantiere qualche altro brano in inglese, ma non vogliamo fare il passo più lungo della gamba; ci sono tante cose, perciò l’inglese se viene naturale bene, ma non vogliamo forzare la cosa.

F: Al momento poi stiamo lavorando in parallelo anche su Spagna e America Latina e siamo concentrati su tutto questo. Per esempio, possiamo già dire che Adrenalina uscirà come singolo in quei mercati in versione spagnola e nei prossimi mesi inizieremo il nostro percorso discografico in Spagna.

Dopo il successo editoriale del volume autobiografico Vietato smettere di sognare (Rizzoli) avete annunciato la pubblicazione di una FanFiction: come è nato e come procede il progetto?
F
: Ci avevano detto che sulla piattaforma Wattpad molti utenti avevano caricato contenuti con storie su di noi. Per curiosità, siamo andati a leggerne qualcuna e una in particolare ci ha colpiti perché, pur descrivendo cose che non abbiamo mai fatto nella nostra vita, le ha espresse con comportamenti che noi avremmo potuto avere. È stata fedele ai nostri tratti caratteriali con una scrittura molto creativa e bella; abbiamo pensato di dare a questa ragazza la possibilità di pubblicare la sua FanFiction.

B: Quando abbiamo letto la storia, non abbiamo voluto dire nulla sul momento per non condizionare il racconto, per vedere come si sviluppava il tutto senza che ne venisse modificato lo stile. Solo dopo un po’ abbiamo commentato e davvero ci teniamo a realizzare il sogno di questa persona. Specifichiamo che non è il nostro libro, ma quello di una ragazza di 19 anni compiuti con il sogno della scrittura.

benji & fede 2016

Qual è il vostro rapporto con la tv e come è stata l’esperienza di conduzione a Generation What?
F
: Per quanto mi riguarda, l’esperienza più bella è stata la partecipazione a Sanremo come ospiti, soprattutto dopo essere stati scartati l’anno prima tra le Nuove Proposte. È stata una bella soddisfazione! Anche la conduzione di Generation What? è stato qualcosa di completamente nuovo: ci hanno lasciato carta bianca, senza copione ma solo un pad con delle domande che potevamo commentare. Dopo un po’ di tensione iniziale, ci siamo dimenticati completamente delle telecamere e siamo stati super spontanei, come fossimo a casa nostra. Ci siamo divertiti davvero.

B: Anche come ospiti a E poi c’è Cattelan e a Edicola Fiore ci siamo trovati benissimo. A me la tv piace se dà la possibilità di esprimere quello che sei; quando, invece, entri in un programma televisivo con un sistema che ti chiede di stare alle regole degli altri, secondo me alla fine ti snatura e questo non mi piace.

Vi sono stati proposti altri progetti televisivi?
F
: Sì sì, anzi ci hanno proposto anche un telefilm non per questioni di tempo non abbiamo potuto farlo.
B: Le opportunità sono tante, ma bisogna anche saper dire di no a ciò non senti giusto o coerente per il tuo percorso.

E a proposito di Sanremo: c’è la possibilità di rivedervi a breve all’Ariston?
B
: Lo scorso anno ci siamo trovati davvero bene, ma ora siamo focalizzati sul nuovo disco e la nostra testa è lì. Non penso, quindi, che sia il caso di provare a partecipare; non lo escludiamo per il futuro, anzi lo vorremmo. Bisogna andarci quando ci si sente pronti e con la canzone giusta; andarci per andarci non è efficace.
F: Se partecipassimo, poi, non vorremo fare quelli che cercano la canzone giusta dopo aver deciso di andare in gara, ma ci piacerebbe partecipare, quando sarà, perché abbiamo la canzone giusta in mano e la maturità necessaria. Speriamo che capiti.

Per quanto riguarda il vostro rapporto con i fan, che cosa vi piace condividere con loro e quali comportamenti, invece, vi infastidiscono di più?
F
: Fin dall’inizio abbiamo instaurato un rapporto quasi familiare con il nostro pubblico e per questo gestiamo di persona i nostri social. Le persone che ci seguono ormai ci conoscono bene, soprattutto dopo la nostra autobiografia, e con loro condividiamo la nostra quotidianità. Sanno tutto in tempo reale e abbiamo un rapporto sincero. Poi, certo, ci sono certi comportamenti troppo invadenti, anche da parte dei genitori.

B: La cosa che non ci piace condividere sono i momenti privati in famiglia. Sembra normale ma a volte c’è davvero dell’invadenza e mi capita di bacchettare quelli che vengono sotto casa mia la domenica e suonano a ripetizione il campanello o gridano il mio nome durante il pranzo. Ecco, ci sono momenti in cui è bello incontrare chi ci supporta – non neghiamo una foto a nessuno – e altri in cui vuoi mantenere la tua privacy. Penso sia giusto così, altrimenti uno impazzisce.

Sul fronte dei live, invece, ci sono novità?
B
: Nel 2017 faremo un bel tour, sicuramente. Avendo ora un secondo album avremo anche la possibilità di suonare di più, con uno show diverso. Puntiamo a fare tanti concerti a partire dai primi mesi del nuovo anno, al massimo dalla primavera.

Benji & Fede incontrano i fan durante un tour negli store di tutta Italia secondo il seguente calendario: OTTOBRE venerdì 21 Modena –  cc I Portali di Modena h 15.00; sabato 22 Milano – Mondadori Megastore, Piazza Duomo h 15.00; domenica 23 – Roma – cc Porta di Roma h 15.00; lunedì 24Napoli Feltrinelli Stazione Centrale h 15.00; martedì 25Marghera (VE) – Mondadori Bookstore, cc Nave de Vero h 15.00; mercoledì 26 Torino –  8 Gallery h 16.00; giovedì 27Rimini – cc Romagna Shopping Valley h 16.00; venerdì 28Verona – cc Le Corti Venete h 16.30; sabato 29 Palermo – Mondadori Megastore  h 15.00; domenica 30Catania – cc Katané h 15.00; lunedì 31Reggio Calabria – Mondadori Bookstore h 15.00.

NOVEMBRE martedì 1Bari – Feltrinelli h 15.00; mercoledì 2Lecce – Feltrinelli h 15.00; giovedì 3Firenze – Galleria del Disco c/o Tenax h 15.00; venerdì 4Perugia – cc Quasar h 16.30; sabato 5Stezzano (BG) – CC Le due torri h 16.00.

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