Una recensione, la mia. Per dare ordine ai pensieri, ai ricordi e alle emozioni ma anche per raccontare a chi c’era solo con il cuore.
Dopo vent’ anni lo Stadio Bacigalupo di Savona ha riaperto la stagione dei concerti scegliendo per l’occasione una voce straordinaria come quella di Valerio Scanu, il vincitore del Festival di Sanremo 2010. Questo giovanissimo artista che, non a caso, ha recentemente ricevuto dalla mani del Magnifico Rettore dell’Università La Cattolica di Roma un riconoscimento prestigioso e significativo per l’alto valore artistico, ha intrattenuto oltre un migliaio di persone di tutte le età che sono giunte da parecchie regioni tra cui la Toscana, Sicilia, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Lombardia , Piemonte, Calabria, in pratica da tutta Italia ma non solo, si sono infatti presentati fans anche dalla Francia e dalla Svizzera perché quando Valerio entra nel cuore nulla è più come prima. Faresti e fai, cose che non hai mai fatto, per nessuno al mondo.
Valerio ci appare sul palco dopo le 22, con i suoi inconfondibili occhiali da vista per un banale problema agli occhi ed anche leggermente raffreddato. Nonostante questo, lo spettacolo si svolge con grande scioltezza e forza interpretativa spaziando dal primo EP “Sentimento” all’Album “Valerio Scanu” sino al nuovo “Parto da qui” uscito lo scorso 11 Novembre 2010 ed allora si susseguono nell’ordine “Aria colorata”, “L’amore cambia”, “Non c’e più”, “Chances/Due stelle” , “Libero” “La mia coperta sul cuore”. Una voce straordinaria invade il Bacigalupo più avvezzo alle urla ed agli inni calcistici. Una voce perfettamente intonata, bellissima nel colore, rotonda nel timbro, ferma e lineare, corposa negli acuti, potente e suadente, con una estensione rara ci trasporta, ci fa ballare, ci culla e ci emoziona.
Una breve interruzione per intrattenersi con il pubblico, per leggere le dediche che alcuni fan avevano scritto per lui, per scherzare sul fatto che le zanzare banchettavano sulle sue braccia e prendere provvedimenti grazie alla sollecitudine di zia Silvia che, dalla platea, gli lancia una bomboletta antizanzare. Ed è a questo punto che Valerio simpaticamente, con la sua solita modestia, ironizza sulle sue scarse doti di placcatore e ancora una volta ci regala il sorriso più bello del mondo.
Fra una battuta, una lacrima, un sorriso e l’autentica emozione di tutti, lo spettacolo si svolge e seguono a ruota “Mio” “L’assoluto” “Esisti tu”: tutto si snoda nella più vera autentica semplicità ma ricca di significati profondi per il grandissimo affetto che lega Valerio al suo pubblico. Un pubblico che ha dimostrato anche questa volta di essere disposto a seguirlo ovunque perché Valerio è un universo di colori, di sentimenti, di emozioni che sa trasmettere attraverso quella dote straordinaria che ha nella voce. Un pianeta talmente vero, autentico, profondo nell’anima da essere assolutamente straordinario.
Per ogni concerto, al suo ormai noto repertorio, aggiunge una sorpresa, un pezzettino del suo cuore di artista ed anche questa volta, non si smentisce. Ed ecco inattesa una nuova cover, stupenda al punto di lacrimare. “I don’t wanna to miss a Thing” degli Aereosmith ci travolge con due acuti pieni di pathos, la sua voce per me l’ha resa ancora più bella. Parla d’amore ma soprattutto parla di lui. Valerio domina la scena ed è un brivido nell’anima per tutti i presenti. La standing ovation è di impulso, ancora una volta la platea intera si alza in piedi, applaude, poi tutti si avvicinano al palco e si accalcano alla transenna. Come già è avvenuto per “Chances” e come si ripeterà dopo per “Sentimento” che è pur sempre una perla rara per la bellezza interpretativa ma non solo.
Dopo questi slanci incontenibili, ognuno torna al proprio posto e la scaletta si completa e scivola via con “Credi in me”, “Indissolubile”, “Polvere di stelle”, “Per tutte le volte che”, “Sentimento”, “Parto da qui ” e infine i ringraziamenti alla band, alla casa discografica, agli organizzatori ed al Comune di Savona.
Si spengono le luci dei riflettori, Il palco si priva di quella presenza. Valerio si avvicina al suo pubblico che lo aspetta sul prato, regala autografi, sorrisi e mentre c’è chi si appresta a smontare la struttura si torna verso casa.
Seguire la carriera di questo giovanissimo artista che si è imposto per un innegabile talento fin da piccolino, vederlo crescere ed imparare alla velocità della luce, vederlo cadere anche vittima di riconoscimenti e opportunità ingiustamente negate ma anche vederlo rialzarsi e ricominciare più forte di prima, accorgersi che sicuramente merita molto più di quanto gli sia stato riconosciuto è stato un tutt’uno e si completa di significati via via, ad ogni nuova occasione. La bellezza e la completezza del suo essere artista e uomo, con tanta voglia di provare e donare emozioni, con tanta curiosità nel conoscere un universo di sonorità inesplorate, con tanta voglia di studiare, di approfondire cercando la perfezione. Tutto questo e molto altro gli danno un valore aggiunto e ci rende immensamente fieri ed orgogliosi di essere suoi sostenitori.
Un rigraziamento a Raffaella B. che ha fatto la recensione. E un appunto per alcuni: anche questa volta la recensione fatta da fan la trovate qua. Riflettete.






