Avevo scritto nel post precedente che non avrei recensito il concerto, ma pensandoci non è giusto. Quindi metto una recensione fatta da “Persone presenti all’evento”. E’ stata fatta da un gruppo di fan, in barba ai giornalisti che boicottano quello che pare a loro. La metto per sfidare il potere mediatico. E che cazzo.
Il nuovo tour di Valerio Scanu si è aperto il 1° e il 2 marzo nella prestigiosa cornice del Blue Note di Milano che lo ha visto protagonista di due doppi concerti, alle 21 e alle 23, nel pieno rispetto della tradizione dei grandi artisti internazionali che si esibiscono nel famoso tempio milanese del jazz. La sua due giorni canora è stata senza dubbio un successo per il grande afflusso di pubblico ma soprattutto per lo spessore e l’intensità dello spettacolo che ha saputo offrire, stupendo in positivo anche i suoi più affezionati sostenitori. Il giovane cantante si è confermato interprete di grande qualità vocale, raffinato, elegante, versatile, sobrio e misurato e ha saputo incantare il pubblico con il dono di una voce che sembra avere a disposizione più colori della tavolozza di un pittore impressionista, ricca, articolata, potente, seducente e intensa.
Il primo concerto si apre con “Aria colorata” e la voce calda, pastosa e avvolgente di Scanu si diffonde nel Blue Note saturando subito l’aria di emozione fino ad avvolgere il pubblico in un abbraccio di velluto morbido e sicuro, vibrante e intenso. Scanu appare visibilmente emozionato, raggiante, ma non sopraffatto dal prestigio e dalla suggestione del luogo e fin dall’inizio la sua interpretazione è perfetta, precisa, senza una sbavatura e soprattutto sorretta da una intensità, una consapevolezza e una forza espressiva sbalorditive. I brani si susseguono toccando generi e sonorità diverse nonché tutte le sfumature del sentimento: si passa dalle sonorità R&B e il ritmo incalzante dell’ “Amore cambia”, che Scanu interpreta con grande agilità vocale e perfettamente in stile, alle inflessioni reggae che colorano la melodia di “Ci credo ancora”, al sound rockeggiante di “Libero” e “La mia coperta sul cuore”, passando per la melodia travolgente e i continui cambi di registro di “Non c’è più”. In questo percorso musicale Scanu dimostra tutta la sua versatilità e soprattutto il suo innato gusto interpretativo, riuscendo a trovare per ogni brano l’esatta definizione espressiva, sia in termini puramente vocali (accenti, colori, inflessioni) che emotivi. Amore, dolcezza, rabbia, nostalgia, desolazione, rimpianto, passione, impeto e sensualità fluiscono attraverso la sua voce con naturalezza, senza forzature o eccessi di recitazione. Scanu sembra assaporare tutte le parole che pronuncia, scandendole perfettamente, senza mai sacrificarne il senso al virtuosismo vocale, sia che le canti a fior di labbra, che le lasci emergere dalle profondità calde e scure dei suoi bassi o che le faccia librare in volo con i suoi acuti possenti.
Il pubblico, coinvolto e attento, sottolinea tutti i passaggi di maggiore impatto con applausi fragorosi che Scanu ricambia lasciandosi pervadere e scuotere dalla musica senza remore, tanto che sul finale di “Chances”, dopo aver sussurrato il suo dolore per l’amore ormai perduto, si lancia in una serie di acuti straordinari, appassionati e potenti, in cui la sua voce si fonde con la musica, ne diventa l’anima, la trasforma in un ondata di emozioni che si rovescia sulla platea, la inonda e il pubblico risponde come un corpo unico scattando in piedi per una standing ovation infinita che coglie Scanu quasi di sorpresa, mentre sul suo viso si susseguono l’emozione, la gioia, l’imbarazzo e l’incredulità.
L’atmosfera diventa sempre più intensa e coinvolgente e quando Scanu intona le note di “One night only”, brano tratto dal musical Dream girls, il pubblico ammutolisce davanti al palesarsi, prepotente, della sua vocazione soul, mentre la sua voce si esalta nei bassi caldi, morbidi e vibranti e negli acuti in voce che salgono potenti e pieni senza scolorare mai, regalando una versione del pezzo assolutamente personale, sensuale, intima, sobria, decisamente maschile. La splendida esibizione è nuovamente premiata con una standing ovation.
Il momento più toccante della serata è certamente l’incontro sul palco con il maestro, il mentore e l’amico Luca Jurman che, con le sue parole piene di affetto e stima, riesce persino a strappare qualche lacrima a Scanu, nonostante il naturale pudore per i sentimenti lo porti a tentare di dissimulare il proprio turbamento per poi trasfonderlo nel duetto sulle note di “The greatest love of all”, interpretato in chiave intima e confidenziale, vocalmente tutto giocato sui cambi di registro, in cui le voci dei due interpreti si inseguono, si sfidano e si fondono in una esecuzione articolata, tecnicamente complessa e sorprendente per intensità, che il pubblico accoglie con l’ennesima standing ovation.
La serata prosegue con un amarcord che ripercorre alcuni dei brani cardine dei precedenti lavori discografici del cantante e che ne evidenzia la crescita artistica e interpretativa, rivelando uno Scanu decisamente più maturo, più consapevole, più uomo, più capace di mettersi a nudo.
Il concerto si chiude sulle note di “Sentimento” che Scanu, decisamente in stato di grazia, interpreta magistralmente chiudendo in modo perfetto una serata che resterà indimenticabile per lui e per il pubblico che ha avuto il privilegio di assistere a questo suo battesimo da solista nel tempio del jazz.
Il secondo concerto è addirittura migliore del primo, Scanu fa una vera e propria incetta di applausi a scena aperta e standing ovation e non soltanto non dimostra alcun segno di affaticamento vocale ma sembra quasi che la sua voce si scaldi sempre di più ad ogni canzone, segno che i tanti anni di gavetta nei piano bar e l’ottima tecnica gli consentono di gestire la voce da professionista navigato. Il secondo concerto, inoltre, prevede qualche novità nella scaletta e regala un bel duetto con Federica Camba sulle note di Polvere di stelle.
Il copione si ripete con lo stesso successo e lo stesso coinvolgimento emotivo nel doppio concerto del giorno seguente, in cui meritano almeno una menzione la bellissima interpretazione di “When I First Saw You”, altro brano tratto da Dream girls, in cui la bellezza dei bassi di Scanu emerge prepotentemente e una nuova versione di “One night only” in cui il cantante riesce a vincere su se stesso surclassando la già mirabile esecuzione del giorno precedente.
Grazie al gruppo di fan che hanno scritto per questo blog la loro recensione. Esclusiva.
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