Il ministro del Turismo, Michela Brambilla, alla festa dell’Arma dei Carabinieri a Lecco, dopo l’inno nazionale, salutava col braccio teso, ma proprio teso, con la mano tesa, ma proprio tesa. Si potrebbe pensare ad un saluto romano, ma proprio romano, quasi fascista, ma proprio fascista. Michela Brambilla se la prende con la sinistra che ha criticato il gesto. Dice ”Questa sinistra fa proprio ridere, non avendo argomenti politici si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito quando saluto i cittadini”.
Peccato che non sia possibile misurare l’angolazione del suo gomito, soprattutto perchè non esiste alcuna angolazione, visto che il braccio è teso.




giugno 22nd, 2009 alle 15:51
poverina, bisogna capirla
LA SUA CULTURA MUSICALE CONSISTE nel discernere DAMMI TRA PAROLE (sole cuore amore) DAGLI INNI DEL VENTENNIO che papà le cantava fin dalla culla
l’incauta ha percepito che non si trattava di DAMMI3PAROLE e ha dedotto che erano QUEGLI INNI e il braccio è scattato