Vent’anni dopo l’omicidio dei genitori, Ferdinando Carretta ha firmato dal notaio, entrando così in possesso dell’eredità: l’appartamento dove vivevano i genitori e 38mila euro, per un valore totale di 350mila euro. L’uomo, ora in comunità, sterminò padre, madre e fratello.
Non ho parole, questo ora è ricchissimo. Ed altri per reati meno gravi sono andati sul lastrico. Un’altra vergogna italiana.





ottobre 15th, 2008 alle 14:04
ottobre 15th, 2008 alle 14:13
@Irish Coffee : è assurdo il tutto.
ottobre 15th, 2008 alle 14:27
Che la giustizia non esiste lo sappiamo tutti da tempo immemorabile. Vediamo ogni giorno fior di assassini fuori dalle carceri, non parlo solo dei terroristi rossi e neri, che trovano intellettuali vigliacchi a prenderne le parti, ma anche i vari Maso, Carretta e C., uccisori a tradimento dei loro famigliari. Lo schifo per questa categoria di pedanti cavillatori togati, cosidetti magistrati, ha ormai raggiunto il limite di sopportazione, dobbiamo trattenere il vomito quando li vediamo apparire. Le eccezzioni di qualche coraggioso, vedi Falcone, Borsellino ed altri non fanno che confermare la regola.
ottobre 15th, 2008 alle 14:53
@vittorio : Solo che eccezioni le hanno fatte fuori.
ottobre 15th, 2008 alle 15:23
Non ho assolutamente parole.
ottobre 15th, 2008 alle 15:29
@jgor : siamo in due.
ottobre 15th, 2008 alle 15:38
è che io non so più in che paese vivo…
ottobre 15th, 2008 alle 15:47
@zoe : bella domanda ti fai.
ottobre 15th, 2008 alle 16:32
notizia sconcertante..però io direi che la colpa non è tanto dei magistrati, ci sono delle leggi e loro
sono tenuti a farle rispettare, se poi le leggi danno la possibilità di un infinità di sconti non è detto
che sia colpa loro. C’è un bel libro “Toghe rotte” di Bruno Tinti (in proposito) che spiega le difficoltà
di essere giudice oggi molto illuminante.
ottobre 15th, 2008 alle 16:33
notizia sconcertante..però io direi che la colpa non è tanto dei magistrati, ci sono delle leggi e loro
sono tenuti a farle rispettare, se poi le leggi danno la possibilità di un infinità di sconti non è detto
che sia colpa loro. C’è un bel libro “Toghe rotte” di Bruno Tinti (un giudice) che spiega le difficoltà
di essere giudice oggi molto illuminante.
ottobre 17th, 2008 alle 18:22
peccato non sappia rispondermi…