set 11 2008

Carfagna: Vendita di corpo è reato (non per lei)

Categoria: Senza categoriaGraziano @ 15:16

Leggo sul Corriere della Sera:
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge su “misure contro la prostituzione” messo a punto dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna insieme ai colleghi della Giustizia e dell’Interno, Alfano e Maroni. Nel ddl la prostituzione in luogo pubblico viene definita un fenomeno di “allarme sociale”. Come tale è reato e va punito, perfino col carcere, in egual maniera fra chi la esercita e chi se ne avvale. Prostituirsi nei parchi, nelle strade, in aperta campagna sarà quindi vietato. Per i trasgressori (clienti e operatori del sesso) sono previsti arresto e multe.

Prontissima la replica: un po’ stupita un po’ sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Carfagna che ha detto di provare “orrore per chi vende il proprio corpo”. Eppure afferma Corso “la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie”.

Carla Corso è stata una signora, non ha accennato ai rapporti della Carfagna con Silvio Berlusconi. A volte le prostitute sono più corrette dei ministri. E non è poco.

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10 Commenti a “Carfagna: Vendita di corpo è reato (non per lei)”

  1. Claudia says:

    ahhahhaha, bella risposta!! ;W

  2. Smallstar says:

    Ciao! Come stai? Un bacione, caro! :)

  3. vin says:

    Basta la risposta della Corso per spiegare la situazione italiana!!
    BLLLLEEEEEEEEE!! ;G

  4. Http500 says:

    @Smallstar : bene e te?? ;W

  5. stefano says:

    :) Brava Carla!!!!

  6. fregnoni says:

    chi è stato condannato dalla natura con handicap o non piacente o abbandonato dalla moglie peggio ancora se tradito è condannato anche dal governo italiano, deve solo masturbarsi e dimenticarsi un rapporto con una donna. la cosa piu’orrenda che ci governa ha utilizzato il prorio o l’altrui corpo. noi italiani dobbiamo solo pagare, ma guai a godere dei piaceri, quello è riservato solttanto agli oonorevoli, possono addiriittura portarsi l’accompagnatrice i single dalla città di residenza per non incorrere in accompagnatrici occasionali speculatrici

  7. isoke aikpitanyi says:

    MULTE E GALERA PER LE VITTIME DELLA TRATTA…E PER I CLIENTI
    La voce delle schiave costrette a prostituirsi
    NON SIAMO PROSTITUTE MA SCHIAVE, DOBBIAMO PAGARE MULTE E FINIRE IN GALERA PER QUESTO…
    Se non portiamo soldi i nostri sfruttatori ci menano e a volte ci ammazzano. Se ci ribelliamo possono fare del male alle nostre famiglie. I trafficanti hanno già organizzato tutto, hanno case e locali dove costringerci alla prostituzione. Ora sappiamo che un poliziotto che si avvicina a noi in strada, vuole multarci e arrestarci, non ci aiuterà mai a tirarci fuori. Il Governo ha deciso che non siamo vittime, ma delinquenti e da tanto tempo se chiediamo ad una comunità di accoglierci ci danno questa risposta: non c’è posto. Dove andiamo per dire basta? Dove andiamo se per avere aiuto vogliono che noi denunciamo i trafficanti e finisce che loro stanno fuori, come adesso, e che in galera ci andiamo noi. Noi chiediamo allora che il governo e chi può fare qualcosa lo dica chiaro: le vittime della tratta non sono prostitute. Ma non vedete queste cose? Non vedete che ci ammazzano e che solo da Pasqua a Ferragosto hanno ammazzato dieci di noi in giro per l’Italia? Diteci, almeno, che cosa dobbiamo fare per tirarci fuori dalla schiavitù, non aggiungete terrore al terrore. Non saremo libere neanche nei locali chiusi. La sola differenza è che nessuno vedrà quel che accade. Abbiamo paura.
    e la voce dei clienti
    MULTATECI E BUTTATECI IN GALERA, MA LIBERATE LE SCHIAVE, SALVATE LE VITTIME DELLA TRATTA
    Noi clienti ed ex clienti di prostitute siamo cittadini italiani e abbiamo maturato la consapevolezza che il maggior numero delle ragazze che si prostituiscono nelle strade e nei luoghi chiusi, NON SONO DELLE PROSTITUTE LIBERE MA DELLE SCHIAVE. Questa consapevolezza ci ha spinti a riflettere sui nostri comportamenti e a cercare per i nostri problemi di carattere affettivo, sentimentale, sessuale, relazionale, risposte diverse dall’avvicinare delle prostitute. Siamo una rete che spinge chi ne ha bisogno ad entrare in auto-mutuo aiuto o addirittura in terapia, ma siamo anche persone normalissime capaci di scelte positive. Chiediamo al Governo di promuovere campagne e iniziative rivolte ai clienti, poiché le multe non servono a nulla. E, soprattutto, non serve a nulla criminalizzare le vittime della tratta costretta a prostituirsi, trasformando la loro condizione di clandestine e prostitute in un reato. Se le vittime della tratta non saranno più in strada, saranno costrette a prostituirsi in luoghi chiusi, dove saranno ancor più schiavizzate e nessuno le potrà avvicinare per proporre e offrir loro una via di uscita… solo i clienti potranno ancora farlo.
    Associazione vittime ed ex vittime della tratta e Associazione clienti ed ex-clienti – Rete di auto-mutuo aiuto del Progetto la ragazza di Benin City