Camu, abito a New York, Blog: Due Chiacchere
1) Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Il mio piccolo diario online nasce alla fine del 2005, come metamorfosi di un precedente sito in cui mi occupavo di accessibilità e di strumenti per la gestione dei contenuti. Ebbi problemi con il provider che lo ospitava e così decisi di cambiare. Spinto anche dalla curiosità per questo fenomeno sempre più presente nella quotidianità, decisi quindi di provare anch’io una simile avventura. Ma sin dall’inizio ho impostato il taglio editoriale in modo diverso dalla maggior parte dei blog, e forse per questo mi definisco un “atipico” della blogosfera. Secondo le mie intenzioni, non avrei parlato di me stesso, ma di cose utili da condividere con i miei lettori. In fondo, sono sempre convinto che a pochi interessi sapere se oggi ho cucinato i fusilli o se domani andrò con i miei amici al bar. Più utile può essere invece spiegare come ho reso il mio sito accessibile, o raccontare dei miei viaggi in giro per il mondo, dando consigli e suggerimenti.
2) Con il blog hai conosciuto molte persone, hai mai pensato di incontrarne alcune dal vivo, e se sì chi?
Si, ho conosciuto varie persone in questi anni. Alcuni erano colleghi di lavoro con cui l’amicizia si è sviluppata proprio dopo aver scoperto che avevamo questa passione in comune. Altri mi hanno inserito nel loro lettore RSS e mi seguono da tempo: ci scambiamo opinioni ed idee sui rispettivi punti di vista. Sono poi stato ad un paio di Barcamp, ed ho avuto modo di conoscere dal vivo persone del “calibro” di Andrea Beggi, Rossella Ninna, Giovy, Antonio Sofi e tanti altri. Poi sono emigrato negli Stati Uniti e gli incontri dal vivo non sono più stati possibili. Mi piacerebbe comunque conoscere tanti altri blogger che leggo regolarmente. Anche se fondamentalmente sono una persona timida.
3) Che rapporto hai con i tuoi lettori?
Di rispetto reciproco, direi. Il mio blog, in molti aspetti, è lo specchio della mia personalità: calmo, pacato, riflessivo. Quiet, direbbero qui in America. Molti lettori, a quanto mi dicono, apprezzano questo stile che rende piacevole la lettura. L’utilità di alcuni contenuti, rende poi il rapporto anche “tecnico”, nel senso che non sono in pochi a contattarmi per avere delucidazioni sulle spiegazioni che trovano sul sito. Così c’è questa doppia connessione: rapporto personale con alcuni, rapporto professionale con altri.
4) Usi Twitter, Facebook o Plurk? Se sì, mi dici che rapporto hai con questi programmi?
Mi sono iscritto a Twitter per provare ed a Facebook perché spinto da un’amica. Ma dopo l’entusiasmo iniziale, ho abbandonato completamente entrambi. Ho già espresso più volte sul mio blog il mio punto di vista in merito. Li trovo del tutto inutili, perché spingono la socialità ad un livello insostenibile. Questo eccesso di informazione che ci troviamo a gestire quotidianamente, rende tutto meno importante e veloce. Non esiste più il tempo delle belle lettere di carta, che ci mettevano settimane ad arrivare a destinazione. Oggi la comunicazione è istantanea, si consuma in tempi brevissimi, costringendoci a seguire ritmi sempre più frenetici per non perderci nulla di quello che viene detto. Personalmente, preferisco la tranquillità del mio blog.
5) Domanda piccante : cosa è l’erotismo, e cosa lo stuzzica?
Citerei questa notizia del Corriere, volendo prendere la cosa in maniera spiritosa: scimpanzè.
Come hanno già detto i miei colleghi intervistati, l’erotismo non è assoluto, non tutti hanno la loro visione. Per me è sinonimo di sensualità, qualcosa che stuzzica i sensi, ma non per forza con l’obiettivo di finire a letto insieme. Come diceva Occhidigiata, è indispensabile in un sano rapporto di coppia.
6) Che tipo di blog preferisci leggere (personale, politico, attualità, altro), e perchè?
Nel mio lettore RSS ho un po’ di tutto, perché mi piace spaziare tra i vari “colori” della blogosfera. In genere però evito quelli politici, perché troppo schierati. Diciamo che la lettura di un blog deve rilassarmi, questo è il criterio che scelgo prima di aggiungerne uno al mio lettore.
7) Se con il blog si potesse guadagnare, saresti disposto a farlo o è solo un passatempo?
Io infatti ci guadagno. Ma giusto per ricoprire le spese di gestione del dominio. Però rimane sempre un passatempo, un modo per condividere le mie conoscenze con chi mi legge. Non diventerà, almeno nel breve e medio periodo, un mestiere da cui trarre veri e propri profitti. Anche perché non ne sarei capace.
I blog possono essere terapeutici?
Assolutamente si. Nell’epoca contemporanea la gente preferisce stare sempre più dietro un monitor, che davanti ad un bicchiere di birra tra amici. Me ne accorgo qui a New York, e penso che in Italia sia lo stesso. E allora se proprio bisogna sfogarsi, meglio farlo sul blog che sdraiato sul lettino dello psicanalista.
9) Chi vuoi salutare alla fine dell’intervista?
Ci sarebbe una lista sterminata di persone. Ma mi limiterò alla moglie, a te che concedi questa opportunità, ai miei lettori ed a coloro che dopo quest’intervista avranno scoperto il mio blog. Non credo di essere stato originale nei saluti, ma quello di essere scontato a volte è un mio grande difetto.




giugno 25th, 2008 alle 14:57
bell’intervista, una delle migliori..rilassa anche leggere la sua intervista..e ho guardato il suo blog. mi piace. e molto! non lo conoscevo e grazie a quest’intervista lo conosco..
ciò è molto buono! grazie graz!
giugno 25th, 2008 alle 15:12
@Scarlet : Grazie a te!
giugno 25th, 2008 alle 15:20
Bellissima intervista, molto bravo Camu, sì è descritto molto bene!
Bravi tutti e due!!
giugno 25th, 2008 alle 15:27
bellissima intervista, ti ho conosciuto per caso poco tempo fa ed è stato subito un piacere, ottimo blog, ben strutturato, leggero, post sempre interessanti e commentabili
e come sempre grazie a Graz per tutto quello che proponi
giugno 25th, 2008 alle 15:30
Già, anche io devo ringraziare il tenutario qui, per l’opportunità che offre di farsi conoscere. Forse rispetto alla media la mia intervista è un po’ più lunga, ma anche il mio maestro delle elementari mi diceva sempre che ero prolisso. Non sono mai cambiato. Per chi volesse farsi firmare una copia dell’intervista, sono a disposizione.
;G
giugno 25th, 2008 alle 15:42
[...] più distratti, vorrei segnalare che esce oggi la mia prima intervista ufficiale all’interno della blogosfera: quella che mi ha fatto Graziano qualche giorno fa. Lo [...]
giugno 25th, 2008 alle 17:03
Che noia ‘sto camu!
Con questa intervista lo rimuovo definitivamente dal mio feedreader!
Ciao,
Emanuele
PS: voi però leggetelo!
giugno 25th, 2008 alle 17:39
bellissima anche per me complimenti, non prolisso, ma esaustivo! ;G
giugno 25th, 2008 alle 18:13
Ottima intervista
Io già lo seguivo ogni tanto :B
giugno 25th, 2008 alle 20:10
“Conosco” virtualmente Camu da un paio d’anni (correggimi se sbaglio), il suo raccontarsi è sempre molto chiaro, come se, scrivendo, stia davvero “chiacchierando” con i suoi lettori. E poi la sua pazienza con le tecnolese del mio calibro è fenomenale :Y
giugno 25th, 2008 alle 21:02
Via non buttarti giù, Artemisia… ognuno conosce le proprie cose. Io sono una vera capra in quanto a grafica, è evidente. Comunque confermo, ci conosciamo da un paio d’anni e… accidenti come vola il tempo!
giugno 25th, 2008 alle 22:07
Il fatto del blog terapeutico secondo me è molto vero… ogni volta che ho bisogno di sfogarmi trovo nelle pagine del mio space un po’ di sollievo…
bacini accaldati!
giugno 26th, 2008 alle 12:39
La mia risposta puoi leggerla quà
http://mediterraneapassione.wordpress.com/il-mare-in-un-blog/
giugno 26th, 2008 alle 22:38
Miky, interessante la tua spiegazione, ma personalmente non la condivido: a chi “giova” sapere cosa succede nel “tuo mondo”, secondo me sono cose che solo tu puoi comprendere e gustare
giugno 27th, 2008 alle 10:12
io sinceramente vorrei trovare un blog che mi consigli quali attrezzature fitness comprare, visto che sono un appasionato di fitness, magari se questo blog mi indicasse anche le differenze che ci sono tra i vari tapis de course, velo appartement sarebbe ottimo
giugno 28th, 2008 alle 09:46
Camu è un blog che leggo con moltissimo piacere!
giugno 30th, 2008 alle 13:29
Una bella persona, direi. Bell’intervista!